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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 09:38

Gallipoli, la missione è firmare la prima vittoria

Nella quarta giornata della serie B di calcio, i giallorossi vogliono dimostrare in casa di non essere la cenerentola della B. Pur permanendo diverse difficoltà, la situazione va migliorando dal punto di vista tecnico ed atletico. Il Sassuolo di Pioli schiera in campo calciatori di qualità come Zampagna, Noselli, Masucci, Bressan, Polenghi. È in corso la ripresa, il risultato parziale è di 1-1 (53' Viana, 94' Masucci)
Gallipoli, la missione è firmare la prima vittoria
di Stefano Lopetrone

GALLIPOLI - Sta cominciando il ritorno alla normalità in casa Gallipoli. Passato il viavai di calciatori, va lentamente formandosi un gruppo affiatato, almeno stando all’allegria ed al clima di lavoro disteso che si respirava ieri al «Delta» San Donato. Man mano che si entra nelle pieghe del campionato verranno meno anche gli alibi sui ritardi di preparazione e di programmazione.

Il presidente D’Odorico ed il direttore generale Vittorio Fioretti hanno fatto il possibile per recuperare il tempo perduto prima del loro ingresso sulla scena. Ora è l’allenatore a fare il resto. Ieri per la prima volta in questo campionato, Giannini ha parlato apertamente di ricerca della vittoria di vittoria, di risultato pieno, di 3 punti. Ed ha chiaramente tolto giustificazioni alla squadra: «Non ci sono più alibi». Un’operazione avviata già ad inizio settimana, quando commentando i malumori dei gallipolini sul Via del Mare, ha tolto alla squadra anche la scusa del nuovo stadio (i tifosi avranno modo di far sentire il loro entusiasmo lunedì sera alle 20 al Teatro Italia durante la presentazione ufficiale della squadra). Costruire un gruppo ed una mentalità passa anche dall’accettazione della situazione. Magari pure dalla reazione. Michele Scaringella, team manager con una lunga esperienza da calciatore, ha spiegato come il gruppo si stia formando attorno ad uno stimolo esterno: dimostrare a tutti che il Gallipoli non è la cenerentola del campionato, rispondere agli striscioni di scherno che irretiscono la breve storia nel calcio professionistico degli jonici. I due pareggi esterni hanno chiarito che il ruolo di squadra-simpatia sta stretto a Di Gennaro e compagni. Ora c’è da stabilire chi è il padrone di casa al Via del Mare.

Pur permanendo diverse difficoltà (come gli infortuni di Di Carmine, Moro, Daino e D’Aversa, il mancato arrivo del transfer di Pallante, l’intricata questione Eliakwu), la situazione va migliorando dal punto di vista tecnico ed atletico. Numericamente, cominciano a venir meno alcuni nei: a sinistra c’è l’imbarazzo della scelta tra Scaglia (che pare oggi il favorito), Franchini e Smit (finalmente a disposizione dopo aver smaltito una contrattura al polpaccio); in porta, dopo l’infortunio di Koprivec, Sciarrone avrà la concorrenza di Garavano, il cui transfer è arrivato ieri sera (ma Giannini ha fatto capire che prima di giocare dovrà respirare l’aria della B); a centrocampo ecco finalmente il mastino di cui si sentiva la mancanza, Viana (prenderà subito il posto di Moro, bloccato dalla tallonite). Certo, gli infortuni non consentiranno grandi alternative, soprattutto tra attacco e centrocampo (in panchina Giannini dovrà portarsi 4 difensori), ma rispetto alla vigilia di quindici giorni fa (Gallipoli-Cesena) le cose sono molto migliorate. Capitolo atletico: risposte positive si leggono nelle prestazioni fin qui offerte. Lo accerta la crescita progressiva del minutaggio nelle gambe dei giocatori: un tempo tutto cuore ad Ascoli; 60 minuti anche con la testa contro il Cesena; 75 minuti con le gambe e il gioco a Grosseto. Ora è lecito aspettarsi un altro saltello verso i 90 minuti.

Il Sassuolo di Pioli schiera in campo calciatori di qualità come Zampagna, Noselli, Masucci, Bressan, Polenghi e quello che Giannini ha definito uno dei migliori centrocampisti della B (e se lo dice il «Principe» c’è da crederci), Magnanelli. Gli emiliani non giocano da due settimane e dovranno recuperare le forze anche per il recupero di martedì prossimo contro la Triestina. Il Gallipoli deve fare proprio quell’atteggiamento sbarazzino, visto allo «Zecchini» di Grosseto: 70 minuti gagliardi, che hanno fatto sognare anche il colpaccio. Giannini, con le sue dichiarazioni e cambiando modulo (dal 3-5-2 al 4-3-1-2), ha dato i suoi segnali. Ora tocca ai giocatori giocare con la mente sgombra dalle negatività: lo stadio, l’ambiente che non sente il Gallipoli come la propria squadra perchè gioca e si allena lontano dalla «Città bella», il mercato last-minute, la preparazione che non c’è stata, il mancato arrivo dei transfer. Pensino solo a come conquistare la prima vittoria in B della storia del Gallipoli: l’ambiente poi saprà farsi una ragione di tutto il resto.

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