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Lunedì 25 Settembre 2017 | 08:24

Gillet ha in testa soltanto il Bari

Una Waterloo. Ma lui, Jean Francois Gillet, tutto sommato se l’è cavata al meglio. La gioia per la doppia convocazione con la nazionale di calcio del Belgio, la delusione per la grandinata di gol abbattutasi a cavallo fra le trasferte in Spagna e Armenia. Sette reti al passivo non se le aspettava davvero il numero uno biancorosso. «Bella l’esperienza in Nazionale, ma c’è da badare al Palermo in serie A»
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Gillet ha in testa soltanto il Bari
di Fabrizio Nitti

BARI - Una Waterloo. Ma lui, Jean Francois Gillet, tutto sommato se l’è cavata al meglio. La gioia per la doppia convocazione con la nazionale del Belgio, la delusione per la grandinata di gol abbattutasi a cavallo fra le trasferte in Spagna e Armenia. Sette reti al passivo non se le aspettava davvero il numero uno biancorosso, comunque unanimemente riconosciuto il migliore della sua nazionale. «Premetto che sono orgoglioso di aver indossato la maglia del Belgio. Ma dovremmo cambiare un po’ di cose (intanto l’allenatore si è dimesso, ndr). Nel calcio belga c’è una spirale negativa che dura da un po’, non possiamo fare ste figure in giro per l’Europa. Non basta il talento, ci vuole anche altro. In Spagna abbiamo preso una bella rumba. Ma almeno mi sono tolto la soddisfazione di parare un rigore a Villa, mica uno qualsiasi. Ma la pagina è archiviata, si pensa al Palermo».

Già, pensare al Palermo. L’ordine del capitano è perentorio. Anche perché da quelle parti c’è qualcuno che non ha dimenticato. Fabrizio Miccoli, leccese, giocava nella Ternana che proprio a Bari, ultima di campionato, perse e scivolò in C1: «Non c’ero quel giorno - dice Gillet - ero agli europei. Ma già per i fatti suoi, Miccoli è un grande giocatore... Così come tutto il Palermo, in verità. Costruito per centrare l’Europa. Fabrizio è avvelenato? E noi dobbiamo confermarci. Sapendo alla perfezione che quella rosanero è una formazione che ha fatto spesso le sue fortune in casa. Spingono molto, hanno gente reattiva e veloce negli spazi. In più ho notato che Zenga propone sui calci piazzati molte situazioni che non si vedono spesso e che possono creare difficoltà. Bisogna stare svegli, all’erta. Sempre».

E magari approfittare del campo «incustodito» che i siciliani per forza di cose dovranno lasciare: «Dovrebbe andare così. Il Bari dovrà essere pronto a ripartire bene, a trovare la giocata giusta e i tempi giusti. Anche perché dobbiamo recuperare il terreno perduto. Vero, siamo imbattuti, ma i miei calcoli ad inizio stagione “dicevano” che a questo punto, fra Inter e Bologna, avremmo dovuto avere tre punti in classifica. Quindi uno va ripreso subito. Al di là di chi giocherà o meno - commenta il capitano in riferimento ai dubbi che accompagnano Ventura - abbiamo una rosa molto ampia, siamo in tanti. La società ha allestito un gruppo importante. Dispiace se qualcuno non ce la farà, ma abbiamo dietro gente all’altezza».

Miccoli-Cavani-Pastore dopo l’esame milanese targato Eto’o-Milito. A termine di paragone, il Bari dovrebbe farla nuovamente franca: «Fosse tutto così semplice - dice il portiere -. La verità è che in A sono tutti forti, appena ti rilassi un attimo sei “morto”. Bisogna dimenticare il passato e tenere le antenne drizzate, stare sul pezzo tutti i giorni».

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