Cerca

La fantasia di Rivas  nel Bari che corre

«La serie A è fantastica - dice l’estrosa ala sudamericana - perché ti regala una chance emozionante, e cioè la possibilità di sfidare alcuni dei calciatori più forti del mondo». All’orizzonte la sagoma del Palermo di Walter Zenga. «Partita difficile, avversario che dispone di calciatori importanti - spiega Rivas - ma noi andiamo lì per giocarcela, senza paure»
• Diamoutene sicuro: «Bari scelta giusta»
La fantasia di Rivas  nel Bari che corre
di ANTONELLO RAIMONDO 

BARI - Ripensando a quei «criminosi» atti di egoismo in quel di Milano ci sarebbe di che «divertirsi » chiacchierando con Emanuel Rivas. Il calcio è fatto così, però. Ci sono attimi che sfuggono e altri che si riesce a prendere al volo. Certo è ch se l’argentino avesse passato a Langella e Alvarez quei due palloni... avremmo, forse, parlato di un Bari capace di dare scacco alla super Inter del «paroliere» Mourinho, per giunta a San Siro. Rivas guarda avanti e fa bene. Parla di sè e del Bari. Fissa strategie e obiettivi. Mettendo davanti, evidentemente, il bagaglio di speranze che un esordiente come lui non può non avere. «La serie A è fantastica - dice l’estrosa ala sudamericana - perché ti regala una chance emozionante, e cioè la possibilità di sfidare alcuni dei calciatori più forti del mondo. Ripenso ancora alla partita di venti giorni fa a Milano quando mi sono ritrovato di fronte connazionali del calibro di Zanetti, Samuel e Cambiasso, anche se quest’ultimo non ha giocato a causa di un problema al ginocchio. Campionato difficilissimo ma stimolante. Come piace a me che, infatti, ho intenzione di gustarmelo attimo per attimo». 

Per più di un mese si è parlato di un Rivas in partenza, destinazione Salerno. Un po’ quello che era accaduto nel mese di gennaio quando Bari e Pisa avevano discusso di un possibile scambio tra l’argentino biancorosso e Alvarez, già nel mirino di Antonio Conte che, infatti, ne ha caldeggiato l’ac - quisto immediatamente dopo la matematica certezza di essere in serie A. «Sì, c’era la possibilità di andare via - ammette Rivas - ma l’idea di finire alla Salernitana non mi ha mai convinto del tutto. Nulla contro il club campano, più semplicemente la voglia di mettermi in discussione e alla prova. Finora ho giocato solo in B, dove penso di aver fatto bene. Posso farcela anche nella massima serie e allora perché rinunciare a priori a questa possibilità? Tra l’altro mi pare che anche il Bari non fosse convintissimo di cedermi. A quel punto abbiamo deciso che era giusto restassi qui». Da Conte a Ventura, due allenatori con una filosofia di gioco molto simile. «Non cambia la nostra mentalità - racconta Rivas, ingaggiato dal Bari proprio su indicazione del tecnico salentino - giochiamo sempre per vincere a prescindere dall’avversario. Proprio come abbiamo fatto a Milano. L’abbiamo fatto l’anno scorso e anche alla grande. Perché cambiare? È bello giocare sempre il pallone, provare ad imporsi all’avversario attraverso un atteggiamento propositivo». 

All’orizzonte la sagoma del Palermo di Walter Zenga. «Partita difficile, avversario che dispone di calciatori importanti - spiega Rivas - ma noi andiamo lì per giocarcela, senza paure e condizionamenti. Spero di ritagliarmi il mio spazio e di meritare la fiducia di Ventura. Non è stato un inizio facile per me a causa della pubalgia. Però ora sto cercando di mettermi al passo con i compagni».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400