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Mesbah dice al Lecce «Posso fare molto di più»

Deluso, amareggiato, arrabbiato con se stesso. E ha una gran voglia di riscatto. Il giovane mancino, tra i principali imputati della sconfitta contro il Frosinone, è il primo a non aver digerito la propria prestazione. L’esterno algerino non si dà pace. «Era il mio esordio dal primo minuto davanti al nostro pubblico e ho fallito. Speravo in un’altra prestazione...ma il vero Mesbah non è quello di domenica»
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Mesbah dice al Lecce «Posso fare molto di più»
di Marco Seclì

CALIMERA - È deluso, amareggiato, arrabbiato con se stesso. E ha una gran voglia di riscatto. Djamel Mesbah, tra i principali imputati della sconfitta contro il Frosinone, è il primo a non aver digerito la propria prestazione. L’esterno algerino non si dà pace. «Era il mio esordio dal primo minuto davanti al nostro pubblico e ho fallito. Speravo in un’altra prestazione...ma il vero Mesbah non è quello di domenica».

Schierato per la prima volta da De Canio come laterale sinistro difensivo, ha sofferto non poco nel contenere Troianiello, autore di contro di una grande prestazione (condita da un gol e diversi assist vincenti). «Ma la mia prova negativa - sottolinea il ventiquattrenne - non è dovuta al fatto che ho giocato terzino. Ne avevo parlato con il mister e conoscevo bene i miei compiti. E poi l’anno scorso ad Avellino giocavo proprio esterno basso e, anche se mi considero più un centrocampista, ho fatto molto bene. No, non è questione di posizione. Contro il Frosinone è stata una giornata storta, che voglio solo cancellare quanto prima».

Mesbah parla con la passione di un ragazzo ferito che teme che nella gente resti solo il ricordo degli errori di domenica. Eppure il sabato prima a Piacenza il suo ingresso nella ripresa aveva contribuito a rivitalizzare il Lecce. «È vero, in quel caso è andata bene. Ma questo è il calcio - riflette - anche se non deve più succedere di sbagliare come ho fatto con il Frosinone. Se il mister mi darà ancora fiducia, non posso ripagarlo con un’altra prestazione negativa».

Il giovane mancino accetta di portarsi sulle spalle il peso delle critiche, fin troppo. Su quella fascia le responsabilità le condivideva con Lepore. «Io e Checco abbiamo sbagliato in fase di non possesso, ma gli errori sono stati soprattutto miei. Eppure il mister mi aveva preparato, mi aveva avvertito di non guardare il pallone ma i movimenti dell’avversario».

Ma l’onesto «mea culpa» di questo ragazzo non può far passare sotto silenzio le colpe in fase difensiva della squadra nel suo complesso, che hanno portato ai sei gol in due giornate. Mesbah nega l’esistenza di un problema-difesa e avverte: «Si tratta di rodare i meccanismi, anche perché qualche compagno è arrivato solo da pochi giorni. Questo non è ancora il vero Lecce, tra un mese sarà un’altra squadra».

E dice di più, sulle ali dell’entusiasmo proprio dei giovani: «Questo per me è un gruppo di grande qualità. Mi sono accorto subito del valore di compagni che hanno alle spalle tanti campionati di serie A e serie B. Il Lecce non merita i soli tre punti che ha in questo momento. Ma sono convinto che questa è una squadra di alta classifica, che alla fine non so se andrà in A ma sarà di sicuro tra le prime. Ora però dobbiamo pensare solo al Modena».

EDINHO SEMPRE IN DUBBIO - Anche ieri pomeriggio a Calimera Edinho ha svolto un allenamento differenziato (con Giuliatto e Diarra). Perciò non è ancora possibile sciogliere la riserva sulla presenza del brasiliano nella gara di venerdì sera a Modena. Ancora assenti il lungodegente Munari, l’Under 20 Mazzotta, e Marilungo, che rientra oggi dopo l’impegno di ieri sera dell’Under 21 contro il Lussemburgo.

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