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Il Foggia ringrazia Trezzi entra e segna il gol partita

S’illumina d’immenso la notte del derby di Prima Divisione per i colori rossoneri. La rete al 33' della ripresa legittima la supremazia territoriale degli ospiti nel posticipo della terza giornata e fa sprofondare l'Andria, sempre a quota zero dopo il terzo ko consecutivo. Fino al momento del gol sembrava una gara predestinata al più classico degli 0-0, specie dopo le espulsioni di Mancino e Pierotti al 63'
Il Foggia ringrazia Trezzi entra e segna il gol partita
di Massimo Levantaci

ANDRIA -FOGGIA 0-1 

Andria: Mennella 7, Ceppitelli 6.5, Pomante 6, Goisis 5.5, Pierotti 6; Paolucci 7, Bellavista 5.5, D’Allocco 6 (30’ pt Ottobre 6); Giorgetti 5.5 (4’ st Doumbia 5), Dionigi 5, Anaclerio 6 (27’ st Margarita 5). A disp. Pazzagli, Sibilano, Iennaco, Maccan. All: Biagioni.
Foggia: Milan 6; Torta 6.5, Burzigotti 6, Cuomo 6.5, D’Agostino 5.5; Velardi 6, D’Amico 6; Di Roberto 5.5, Mancino 6, Salgado 6 (36’ st Quadrini 6); Ferrari 5.5 (22’ st Trezzi 7). A disp. Bindi, Sgambato, Colomba, Basta, Compierchio. All: Porta.
Arbitro: Gambini di Roma.
Rete: st, 33’ Trezzi
Note:Spettatori paganti 5mila circa. Espulsi al 18’ st Mancino e Pierotti per reciproche scorrettezze e Pomante al 43’ st per gioco non regolamentare. Ammoniti Burzigotti, Pierotti, Ottobre, Doumbia, Ceppitelli. Angoli 2-2.

ANDRIA - S’illumina d’immenso la notte del derby per i colori rossoneri, il gol di Trezzi al 33’ della ripresa legittima la supremazia territoriale degli ospiti e sprofonda l’Andria ora al terzo ko consecutivo. Fino al momento del gol sembrava un derby predestinato al più classico degli 0-0, specie dopo le espulsioni di Mancino e Pierotti al 18’ della ripresa che lasciavano le squadre, già stanche, in dieci. L’Andria pungeva ma non mordeva, il Foggia si limitava a non scoprirsi troppo una volta accortosi che le praterie del primo tempo per il suo contropiede non c’erano più.

La svolta invece arrivava al termine di un’azione innescata da Salgado (in netta ripresa) che pescava sull’out destro Di Roberto, che nascondeva palla, entrava in area e serviva in mezzo un rasoterra invitante sul quale si catapultava Trezzi, appena entrato, per la comoda battuta a rete.

Era il gol che piegava le gambe agli andriesi, fino a quel punto ordinati, veloci, ma assai deludenti sottoporta. Il temuto Dionigi (al rientro dopo un turno di squalifica) è finito nella morsa del duo Burzigotti-Cuomo ed ha preferito girare al largo. Un po’ più di grinta nelle iniziative di Anaclerio, ma, a parte un fendente centrale al 27’ ben parato da Milan, non si è visto molto di più.

Certamente più in palla il Foggia da esportazione che dopo la bella figura di Verona, nel posticipo si è ripetuto capitalizzando la buona partita con un gol.

Nella prima frazione di gioco il Foggia avrebbe infatti meritato di segnare altre due reti. Al 12’ il portiere andriese si superava per deviare di piede un maligno diagonale di Di Roberto che stava per infilarsi nell’angolo sinistro. Quattro minuti più tardi l’occasionissima capitava sul destro di Salgado: spiovente dalla destra di Mancino, il cileno arpionava al volo e batteva a colpo sicuro ma il tiro era centrale così Mennella poteva esibirsi in una plastica parata.

L’Andria incoraggiata dai suoi 5mila accorsi al «degli Ulivi» (anche i fuochi d’artificio a partita in corso) ci metteva molto dinamismo in mezzo al campo con Paolucci, Giorgetti (finchè il fiato ha tenuto) e l’esperto Bellavista a fare il bello e il cattivo tempo. Ma fino ai sedici metri, poi la palla finiva nella ragnatela rossonera che puntualmente innescava il contropiede per Salgado, Di Roberto e Ferrari.

Il giochino andava avanti fino alla mezz’ora, quando Biagioni si decideva a togliere dalla mischia D’Allocco (tanto movimento, ma nulla in copertura) per mettere dentro Ottobre che si piazzava in mezzo al traffico per arginare le folate rossonere. La mossa funzionava anche perché i foggiani, dopo aver sprecato tanto, nel finale di primo tempo si vedevano annullare un gol a Salgado per un fallo su Pomante piuttosto evidente che ne fiaccava un po’ gli ardori.

E infatti nella ripresa andava in scena un Foggia più di contenimento, mentre l’Andria (nonostante gli innesti dell’evanescente Doumbia e di Margarita) restava l’incompiuta del primo tempo. E la mossa di lasciare in campo Di Roberto, un po’ appannato nella ripresa, funzionava perché l’ex frusinate, palla al piede, riusciva a rendersi pericoloso pur privo della brillantezza dei primi minuti. Con questo successo i rossoneri balzano a 5 punti in classifica, l’Andria resta fanalino di coda insieme al Marcianise.

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