Cerca

È il Taranto di D’Addario Arrivano tre punti pesanti

D’Addario gioca d’anticipo, prendendosi tutto il Taranto. Il Taranto gioca come può, mettendo le mani sui tre punti in Prima Divisione di calcio. È una domenica epocale per il calcio rossoblù. Domenica piena. Ognuno ottiene ciò che vuole. Il popolo è contento. D’Addario rileva la totalità delle quote, ponendo fine all’anomala diarchia: fuori Blasi. Correa segna la rete decisiva contro il Rimini
• Potenza, un gol e un punto
È il Taranto di D’Addario Arrivano tre punti pesanti
di Lorenzo d’Alò

TARANTO-RIMINI 1-0

TARANTO:Bremec 6,5; Calori 6, Viviani 5,5, Nocentini 5,5; Felci 5 (24’ st Innocenti 6), Mezavilla 6, Correa 6,5, Bolzan 6; Falconieri 6 (19’ st Lolli 5,5), Corona 5 (40’ st Berretti sv), Scarpa 6. A disp. Barasso, Migliaccio, Quadri, Strambelli. All. Braglia.
RIMINI: Pugliesi 5,5; Vitiello 5,5, Rinaldi 6, Ischia 6, Catacchini 6; Frara 6, Cardinale 5,5, D’Antoni 6, Giacomini 5,5 (13’ st Longobardi 6), Tulli 6,5 (35’ st Marchi M. sv), Docente 5,5 (30 st Kirilov sv). A disp. Tornaghi, Lebran, Temperino, Marchi A. All. Melotti.
ARBITRO: Gallo di Barcellona Pozzo di Gotto.
RETI: pt 10’ Correa.
NOTE: angoli 3-6 per il Rimini. Ammoniti Calori e Corona del Taranto; D’Antoni del Rimini. Spettatori 4mila circa (incasso non comunicato). Recupero: 1’ pt, 5’ st. 

TARANTO - D’Addario gioca d’anticipo, prendendosi tutto il Taranto. Il Taranto gioca come può, mettendo le mani sui tre punti. È una domenica epocale per il calcio rossoblù. Domenica piena. Ognuno ottiene ciò che vuole. Il popolo è contento. D’Addario rileva la totalità delle quote, ponendo fine all’anomala diarchia: fuori Blasi. Il suo regno dura cinque anni: in archivio c’è tanta roba, servirà tempo per un bilancio sereno. Ora il Taranto ha un unico proprietario. Comincia l’era di Enzo D’Addario, imprenditore dell’auto (e non solo). Operazione da circa 3 milioni di euro: cifra assolutamente ufficiosa. La ratifica dell’accordo, col passaggio delle quote, è prevista nei prossimi giorni. D’Addario è il «nuovo». E promette la grande svolta. Cambierà molto.

La crisi societaria ha un epilogo veloce, e non del tutto inatteso. Più lento, invece, si annuncia il processo di maturazione della squadra, che vince senza persuadere, capitalizzando una prodezza dell’esordiente Correa. L’argentino segna al 10’, trasformando una punizione dal limite. Tocco lieve con l’interno del piede sinistro. Correa è l’ultimo colpo sul mercato: l’uomo fortemente voluto da D’Addario. C’è qualcosa di simbolico nel suo gol: si sente il frusciare delle pagine che girano. Esulta Correa, mentre la curva dedica cori astiosi a Blasi. Forse ancora non sa. Ma è appena finita un’epoca: completamente.

Il gol porta energia fresca e scioglie qualche grumo. Il Taranto può mettersi comodo. Il Rimini (4-4-2) è già in affanno. Correa si abbassa per costruire. Falconieri (preferito ad Innocenti) rende più funzionali i movimenti del tridente avanzato. Sembra un altro Taranto: più vivo, più razionale, più convinto. Braglia quasi rinnega la difesa a tre. La base è stabilmente a quattro: due centrali (Viviani e Nocentini), due laterali (Calori e Bolzan). Migliaccio è in panchina. Modulo: 4-3-3 in fase di distensione. A palla persa, rientrano Falconieri e Scarpa, arretra Felci. S’innesca così un fitto sistema di coperture. L’impatto con la partita è rassicurante. Sembra ispirato Scarpa. Ha fiato da spendere Falconieri. Si agita molto Corona (capitano). E Correa si sforza di far scorrere il gioco, introducendo concetti nuovi come la semplicità e l’immediatezza. L’argentino non smette mai di pensare alla squadra. Gioca spesso profondo oppure spacca il campo con aperture improvvise. Non è ancora al massimo e si nota. Ma è decisamente lui l’uomo che prima non c’era.

La porzione iniziale del primo tempo regala brividi di letizia. Ci sono discese tumultuose e tiri smorzati. Manca ancora un po’ di logica nella bellezza che spesso si accende sulla trequarti, dove si cerca di sfondare, usando Corona come sponda ideale. Il Rimini teme il tracollo. Ma quando realizza che il Taranto può essere attaccato, si fa coraggio e viene avanti, mettendo insieme un sinistro filtrante di Tulli e una sforbiciata volante di Docente. Il Taranto, prima dell’intervallo, cerca la porta con Falconieri, che però ritarda l’esecuzione.

Nella ripresa accade altro. La partita del Taranto si svuota: di idee e di contenuti. È un rallentamento che coinvolge un po’ tutti. Si dilatano le distanze. Si arresta il flusso del gioco. Il Rimini coglie le difficoltà dell’avversario e prende a stuzzicarlo. Rinaldi schiaccia di testa il corner di Frara. Nocentini si oppone alla conclusione di Giacomini, andando a soffocare l’esito di una micidiale azione di contropiede. Sbanda il Taranto. Lascia campo e iniziativa. Melotti inserisce la terza punta (Longobardi) e il Rimini diventa 4-3-3. Braglia replica con Lolli (fuori Falconieri) e il Taranto per qualche minuto è 4-3-2-1. Poi un destro violento di Vitiello impensierisce Bremec e Braglia ricorre ad Innocenti (fuori Felci). Ultima oscillazione del modulo: ora il Taranto è nuovamente 4-3-3. Ma c’è da soffrire. Perché Melotti immette forze fresche: Kirilov e Mattia Marchi. E il Rimini aumenta la pressione, nel tentativo di pungere. Con la sostituzione di Corona (dentro l’incursore Berretti) il Taranto si sistema per reggere agli urti nello spasimato finale.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400