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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 16:48

Il Lecce ai piedi del Frosinone

Totalmente deluse le attese di chi sperava in un’immediata reazione al ko di Piacenza. I salentini questa volta affondano sul terreno amico. Subisce altri tre gol (sono sei in due giornate) e, a differenza del «Garilli», ne segna solo uno con il solito Baclet. Contro i ciociari è arrivata la seconda sconfitta in tre partite di campionato. Solleva perplessità soprattutto il secondo tempo dei giallorossi
• Gallipoli, cuore e cervello
Il Lecce ai piedi del Frosinone
di Marco Seclì

LECCE-FROSINONE 1-3

LECCE(4-3-2-1): Rosati 5,5, Terranova 6, Schiavi 5,5, Fabiano 5, Mesbah 4,5 (1’ st Mazzotta 6), Giacomazzi 5,5, Vives 5, Angelo 4,5 (1’ st Corvia 5), Defendi 7, Lepore 5,5 (21’ Bergougnoux 5), Baclet 6. A disposizione: Petrachi, Belleri, Ingrosso, Vicedomini. All. De Canio 5
FROSINONE(4-2-3-1): Sicignano 6,5, Del Prete 6, Scarlato 6, Guidi 6, Bocchetti 6, Basha 7, Biso 6,5, Troianiello 7 (12’ st Mazzeo 6), Caetano 7,5 (36’ st Aurelio sv), Basso 6,5 (20’ st Semenzato 6), Santoruvo 6. A disposizione: Frattali, Tavares, Semenzato, Gucher, Maietta. All. Moriero 7.
Arbitro: Pierpaoli di Firenze 6,5
Reti: 2’ pt Baclet, 16’ e 33’ pt Caetano, 28’ pt Troianiello
Note: spettatori 5.539 (paganti 3.038, abbonati 2.501); ammoniti Vives, Giacomazzi e Santoruvo nel primo tempo, Troianiello e Schiavi nel secondo; angoli: 6-2 per il Lecce; recupero: 2’ e 4’

LECCE - De Canio, alla luce dei fatti, era stato facile profeta alla vigilia: il Lecce è ancora creatura molto lontana dalla perfezione.

Certo, il Frosinone che maramaldeggia al Via del Mare, l’amato Moriero che ne esce da trionfatore consolidando il primato in classifica non erano situazioni preventivabili dai più.

Totalmente deluse le attese di chi sperava in un’immediata reazione al ko di Piacenza, il Lecce questa volta affonda sul terreno amico. Subisce altri tre gol (sono sei in due giornate) e, a differenza del «Garilli», ne segna solo uno con il solito Baclet. Con il Frosinone è arrivata la seconda sconfitta in tre partite di campionato, ma non è l’aspetto più preoccupante: solleva perplessità soprattutto il secondo tempo dei giallorossi. Sotto per 3-1, in 49 minuti (recupero compreso), il Lecce è stato incapace di imbastire un tentativo di rimonta degno di questo nome. Le occasioni per ridurre il divario, poche e comunque sprecate, sono state più frutto di una generosità «disperata» che di organizzazione tattica e raziocinio.

De Canio aveva avvisato che le difficoltà e le lungaggini nella costruzione del gruppo erano destinate a incidere per qualche giornata. E così è stato ieri. Solo che il tecnico di Matera si era anche detto comunque soddisfatto della crescita relativa della squadra, giudicandola fin qui capace di stare in campo come si deve e di offrire un gioco apprezzabile. E così ieri non è stato. O almeno lo è stato per troppo, troppo poco tempo.

In effetti il Lecce parte bene. Santoruvo non fa in tempo a spaventare i giallorossi (colpo di testa neutralizzato da Rosati), che al secondo minuto sul rovesciamento di fronte il Lecce va in vantaggio. Giacomazzi scaglia un destro respinto corto dall’ex Sicignano e sul pallone si fionda Baclet che mette dentro il terzo gol in campionato (tutti al Via del Mare).

Il Frosinone subisce il colpo a freddo e stenta a riprendersi. Le squadre si fronteggiano con uno speculare 4-2-3-1. Con Giacomazzi, davanti alla difesa c’è Vives al posto dell’infortunato Edinho. De Canio ha preferito Mesbah a Mazzotta come esterno basso mancino (scelta infelice) e ha inserito Lepore più avanti con Defendi alle spalle dell’unica punta. Corvia parte dalla panchina, come l’altro fresco di arrivo Belleri.

E per 15 minuti in campo ci sono solo i giallorossi. Defendi è incontenibile e al 5’ può chiudere la gara, ma il suo destro si stampa sul palo. Tre minuti dopo l’ex atalantino serve a Baclet il rasoterra del raddoppio: il francese però finisce in fuorigioco e Pierpaoli annulla. All’11’ è Sicignano a evitare la capitolazione uscendo su Baclet che gli tira addosso. Al 15’ Defendi avrà pensato che deve farsi benedire, perché si beve di nuovo la difesa ciociara e libera il destro che colpisce ancora il legno.

Sembra una passeggiata, ma un minuto dopo si scopre che è stata furia francese e ritirata spagnola. È il 16’ quando il Frosinone sfrutta un buco sulla sinistra salentina, Troianiello vola e mette dentro un gran pallone. Il brasiliano Caetano fulmina Rosati e fa capire perché, quando aveva 17 anni, in nazionale carioca l’idolo era lui e non Kakà. Bel giocatore questo trequartista che Checco Moriero ha rivitalizzato a Crotone.

Il Frosinone così prende coraggio e inizia a sfruttare come si deve le evidenti defaillance sull’asse Mesbah-Lepore. Per giunta, privo della capacità di «tackle & go» di Edinho, il centrocampo giallorosso è in balìa delle folate dei contropiedisti ciociari, innescati dai centrali Basha e Biso (che Moriero ha rispolverato per l’occasione). Al 28’ il pericolo parte come sempre dalla destra, Basha pesca Troianiello in area ed è 1-2. Al 33’ la perla di Caetano: sponda di Santoruvo e il brasiliano da fuori area piazza un lob delizioso sotto l’incrocio.

Nella ripresa, De Canio esclude Mesbah per Mazzotta (molto più affidabile in fase di contenimento) e l’evanescente Angelo per Corvia. Si passa al 4-3-3, con Defendi alla sinistra del tridente, Baclet a destra e Lepore alle sue spalle. Ma non c’è costrutto. Il Lecce sfiora il gol col solito Defendi al 1’ (salva Sicignano), poi un paio di occasioni sprecate da Corvia e ancora un palo, di Fabiano al 43’. Troppo poco per ambire alla rimonta.

Finisce con Checco Moriero che saluta in risposta all’ovazione del «suo» pubblico. E con i giallorossi a capo chino. De Canio, come già sapeva, ha molto da lavorare.

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