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Ventura soddisfatto «Bari, ci siamo»

Nemmeno il tempo di gustarsi il... panorama ed è già tempo di fermarsi. Due giornate alle spalle, in casa Bari è andata, forse, meglio del previsto. Nessuna vittoria ma anche zero sconfitte nella serie A di calcio. Bilancio positivo, azzardiamo. Perché nel giudizio, ovviamente parziale, non si può non tenere conto di come si è arrivati a questa benedetta serie A. Le fibrillazioni, l’incertezza, le difficoltà sul mercato
Ventura soddisfatto «Bari, ci siamo»
di ANTONELLO RAIMONDO

BARI - Nemmeno il tempo di gustarsi il... panorama ed è già tempo di fermarsi. Due giornate alle spalle, in casa Bari è andata, forse, meglio del previsto. Nessuna vittoria ma anche zero sconfitte.

Bilancio positivo, azzardiamo. Perché nel giudizio, ovviamente parziale, non si può non tenere conto di come si è arrivati a questa benedetta serie A. Le fibrillazioni, l’incertezza, le difficoltà sul mercato. Da Conte in poi è successo praticamente di tutto. Passando dall’entusiasmo alla depressione, dall’ambizione al timore di ritrovarsi punto e a capo.

Ventura ha fatto un gran bel lavoro, su questo crediamo si debba esser certi. In campo, certo. Con l’applicazione e le conoscenze che tutti gli riconoscono. Ma soprattutto sul piano psicologico. Per lunghi mesi il Bari è finito quasi nel tritacarne. Dimenticato da tutti, messo in un angolo anche a poche ore dall’esordio di San Siro. Colpa del brusco divorzio da Conte, ancora oggi «illeggibile» sotto molti punti di vista, e anche di un mercato che ha vissuto momenti di affanno. In mezzo, ovviamente, il «peso» della trattativa per la cessione del club.

Anche per questo crediamo che le partite di Milano e col Bologna raccontino di una squadra che non ha voglia di stare a guardare gli altri che giocano e che, con le recenti «iniezioni» (Almiron, Yago, Donati e Diamoutene), ha le carte in regole per vincere il campionato della salvezza. A patto, naturalmente, che Bari sappia giocare il suo ruolo. Con spirito critico, ci mancherebbe. Ma anche col calore che questa città sa tirare fuori nei momenti che contano. Ecco, questa stagione è un passaggio molto delicato della storia biancorossa.

«Sono molto soddisfatto di queste prime due giornate di campionato. Da qui a gennaio dobbiamo capire dove migliorare per diventare un’ottima squadra». Giampiero Ventura fa il punto sulla condizione del suo Bari, in vista della ripresa del campionato che presenta al club pugliese la trasferta sul campo dei rosanero di Zenga. «A Palermo andremo per giocarcela, loro tanto per cominciare hanno un buon campo il che non dispiace, poi sono una buona squadra con dei giocatori di qualità. Pastore ad esempio, che non conoscevo - sottolinea l’allenatore del Bari - credo che starà poco a Palermo perché ha qualità indiscutibili ed assolute. Il risultato sarà importante ma credo che lo sarà ancor di più vedere la mia squadra continuare sulla strada che abbiamo intrapreso».

Ventura dice la sua sui nuovi arrivati, cominciando da Almiron: «Credo che sia un giocatore che possa garantire sostanza e qualità - continua il mister - potrà esserci molto utile. Al momento non è al meglio sta lavorando al 60% con il resto del gruppo, al 40% sta svolgendo un lavoro differenziato per riprendersi dall’infortunio che ha avuto quando era con la Juventus. Kamata sta lavorando tantissimo. Ha delle caratteristiche importanti, vedremo di farle sfruttare al meglio».

«Donati è un ragazzo con tanta voglia è chiaro che dovrà riabituarsi ai ritmi di lavoro italiani. In Scozia hanno dei tempi diversi dai nostri - aggiunge Ventura - mi ha fatto una buonissima impressione». Infine il tecnico del Bari analizza la situazione infortuni. «Purtroppo il calcio deve fare i conti anche con queste cose, bisogna saperle accettare. Mi sento anche di dire che il mercato è figlio di questa situazione. Barreto credo che per Palermo non ce la faccia a recuperare, per la partita con l’Atalanta potrei contare su di lui».

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