Cerca

Mercoledì 18 Ottobre 2017 | 09:39

L'erba del San Nicola? Un caso nazionale

BARI - Che senso ha una partita di calcio giocata su un manto erboso spelacchiato e ingiallito? Sarebbe come se uno spettacolo teatrale andasse in scena su un palcoscenico disastrato e, quindi, con attori impossibilitati a tirare fuori il proprio talento. Ma tant’è.
L'erba del San Nicola? Un caso nazionale
BARI - Che senso ha una partita di calcio giocata su un manto erboso spelacchiato e ingiallito? Sarebbe come se uno spettacolo teatrale andasse in scena su un palcoscenico disastrato e, quindi, con attori impossibilitati a tirare fuori il proprio talento. Ma tant’è.

I tifosi del Bari hanno ancora negli occhi lo squallido scenario del «San Nicola» in occasione della partita contro il Bologna. Purtroppo, non la prima volta visto che sono, ormai, anni che l’erba dello stadio di contrada Torrebella regala uno spettacolo poco edificante. Almeno nei mesi estivi.

Un problema vecchio, ma ancora tristemente irrisolto. Colpa del caldo o di una cattiva manutenzione? La realtà è che una soluzione va trovata e anche alla svelta. Tanto più che, sulla questione stadi (anche Cagliari, Genova e Firenze hanno identici problemi), è pesantemente intervenuta la Lega calcio che ha scritto una durissima lettera ai club invitandoli a una immediata e decisa presa d’atto della situazione, con relativa opera di adeguamento. Il direttore generale Brunelli, tra l’altro, ha incaricato l’agronomo di fiducia della Lega, Giovanni Castelli, di fare ispezioni ad hoc. La visita al «San Nicola» è prevista per martedì prossimo.

Della questione, evidentemente, è stato interessato anche il Comune di Bari. L’assessore allo sport, Elio Sannicandro, non è sorpreso dall’atteggiamento della Lega: «Una lettera che è arrivata anche un anno fa quando le condizioni dell’erba del “San Nicola” erano addirittura peggiori per via di un fungo che condizionò ancor di più il già compromesso manto. Purtroppo la situazione è questa. Il caldo? Diciamo che gioca un ruolo importante».

Ma quali spiegazioni e, soprattutto, quali soluzioni? «L’erba di Bari è nata con la microterma, un seme che soffre moltissimo il caldo. La macroterma, invece, ha problemi contrari: e cioè, va in difficoltà quando la temperatura scende. A Lecce hanno avuto una bella idea sperimentando una semina mista che consenta al manto erboso di “tenere” in tutte le stagioni. Mi rendo conto, però, che non si tratta di un’operazione semplice. Credo impraticabile oggi, a campionato in corso. Potrebbe essere una soluzione da valutare per il futuro».

«Comunque mi sento di tranquillizzare tutti - dice ancora Sannicandro, che evidentemente conosce a fondo tutte le situazioni che fanno capo alla sua sfera di competenza - credo che nel giro di quindici-venti giorni la situazione possa avvicinarsi sensibilmente alla normalità. Il Comune di Bari seguirà la situazione inviando allo stadio un proprio agronomo di fiducia. Ma sia chiara una cosa, però. Noi siamo solo spettatori. Interessati ma pur sempre spettatori. Com’è noto la manutenzione ordinaria è affidata solo e soltanto all’As Bari, che ovviamente ha tutto l’interesse a risolvere il problema. Esattamente quello che vuol verificare la Lega calcio. E cioè che si stia facendo qualcosa di concreto per regalare ai tifosi uno spettacolo all’altezza».

Già. Con un’erba così... altro che spettacolo!

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione