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Battuta di Cassano «Io metto d'accordo  Lippi e Mourinho»

«Sono l’unico a mettere d’accordo Mourinho e Lippi: nessuno dei due mi vuole». Se la cava con una battuta Antonio Cassano, che sulla querelle tra il ct della Nazionale e il tecnico nerazzurro non vuole metterci naso. «E' un problema loro, se la vedano loro», aggiunge il talento di Bari Vecchia
Battuta di Cassano «Io metto d'accordo  Lippi e Mourinho»
GENOVA – Un fiume in piena. Antonio Cassano non è uno che si concede spesso ai microfoni dei cronisti e una sua conferenza stampa a inizio stagione è pur sempre un evento. Ironico, strafottente, il talento di Bari Vecchia regala a parole lo stesso spettacolo che offre in campo, che si parli di Sampdoria, di Nazionale, campionato, mercato o altro. Già l’esordio fa scappare i primi sorrisi («sto già migliorando, prima parlavo una volta ogni tre anni, ora ogni anno») ma il bello deve ancora venire. Si comincia parlando del suo futuro e all’inizio il tono è serio perchè ribadisce che «mi piace stare qua, vorrei rimanerci per tutta la vita ma poi è Garrone che decide. Ha fatto le percentuali alla Mourinho, poi però ha chiuso la porta a tutti e lo ringrazio». Ma c'è anche spazio per un «ringraziamento a Moratti, perchè so personalmente che ha grande stima di me». 

Eppure in nerazzurro non c'è finito e qui scatta la prima battuta. «Sono l’unico a mettere d’accordo Mourinho e Lippi - dice sulla querelle tra i due tecnici – nessuno dei due mi vuole». Niente Inter, niente Italia, altro capitolo doloroso. «Il mio rapporto con la Nazionale è sempre uguale, ho dato e sempre darò la mia disponibilità – insiste – mi piacerebbe giocare in azzurro ma non è una domanda che dovete fare a me, io di più non posso fare». Il talento di Bari Vecchia sarebbe disposto a tutto pur di ritrovare la maglia dell’Italia, «pure all’ultimo minuto – aggiunge – Quando gioca la Nazionale ci soffro perchè vorrei essere lì. Vedremo più in là cosa succederà. Lippi? Con lui non ho problemi». 

Cassano sogna l'azzurro e magari di fare coppia con Totti. «E' uno dei 3-4 giocatori più forti con cui abbia mai giocato – ammette – Ha dato l’addio alla Nazionale, ora si dice che vuole tornare, deciderà Lippi». L’idea di giocare al fianco del capitano giallorosso come una volta stuzzica Cassano «ma già ho poco spazio io, se torna pure lui siamo a posto», se la ride. Con la genuinità di sempre Cassano affronta anche la questione degli ingaggi e a chi propone di tagliarli replica: «io guadagno i soldi che mi merito. Nessuno punta una pistola alla tempia dei presidenti, si firmano i contratti e basta. Io anzi guadagno molto meno di quanto guadagnavo prima, sono felice lo stesso ma nessuno deve abbassare niente». E poi i soldi permettono di giustificare anche altro. «Ho subito tanti falli? Vedo tanti che si lamentano ma guadagniamo tanti soldi che qualche botta bisogna prenderla ogni tanto», ribatte Cassano, che guardando alla serie A non pensa a un campionato più povero perchè «è arrivato l’attaccante più forte al mondo che è Etòo. Ibrahimovic è un grande giocatore, in campo nazionale un fenomeno, in campo internazionale un po' meno. Etòo ha segnato tantissimo col Barcellona ed è stato decisivo in due finali di Champions, fate voi». 

Certo, è andato via Kakà «ma è andato nella squadra più forte del mondo», quel Real Madrid in cui invece il talento barese non è riuscito ad affermarsi. «Se avessi la testa giusta, se avessi la testa di Palombo, me la giocherai con tutti tranne che con Messi che per me è il dio del calcio», dice senza esitazioni Cassano, secondo il quale «nemmeno mia madre, dopo 27 anni, capisce cosa mi passa per la testa». Altro grande giocatore arrivato in Italia è Diego, «un brasiliano molto europeo, mi ha impressionato molto, ha grandissima qualità, ora bisogna vederlo in Italia ma penso che farà bene». Ma non è la Juve la favorita per il titolo. «Secondo me l’Inter è tre spanne sopra gli altri, lo scudetto lo può perdere solo l’Inter», dice ancora il giocatore blucerchiato che però, per domenica, si augura per la sfida tra nerazzurri e Bari «uno 0-0. Il Bari è la squadra del mio cuore, l’Inter quella per cui tifo». E a proposito dei pugliesi, c'è un nuovo proprietario, Tim Burton. «Matarrese ha chiuso il suo ciclo – commenta Cassano – Avrei molte cose da dire su di lui, diciamo che è meglio che si sia chiuso questo ciclo e speriamo che il texano sia di tasca più larga». Ma lui deve pensare adesso alla Sampdoria dove in panchina è arrivato quel Del Neri con cui a Roma non ha avuto un rapporto idilliaco. «Ma ho solo detto che lui parla talmente rapido che delle volte si fa fatica a capirlo – spiega – Era una battuta, con lui ho un buon rapporto, avevamo chiarito prima che diventasse allenatore della Samp, è una brava persona». E a proposito di tecnici, Cassano ringrazia pubblicamente Mazzarri, «che mi ha dato qualcosa di importante in questi due anni. Con lui abbiamo raggiunto un sesto posto e una finale di Coppa Italia, abbiamo fatto molto bene con lui». Ora c'è Del Neri ma il ruolo del fantasista blucerchiato non cambia. «La palla deve passare dai miei piedi, poi quello che mi viene in testa faccio – prosegue – Difendere? Fase offensiva e basta, se mi fai fare il terzino la palla non la prendo mai, io devo correre in avanti, non indietro». 

A Genova Cassano si è rigenerato («sono cambiato a livello fisico, organico, mi sento pronto negli scontri fisici, mi hanno fatto una magia qui, sono tornato un giocatore vero») e crede che la Samp possa fare una bella stagione nonostante un mercato che non lo ha convinto. «Io rimpiango la cessione di Campagnaro – ammette – La qualità? C'è sempre stata qui, anche prima che arrivasse Pazzini, con Bellucci mi trovavo da dio. Possiamo fare bene. Zenga ha detto che col Palermo vuole vincere il campionato? E allora noi vinciamo la Champions... Ci sono 5-6 squadre più attrezzate di noi e credo che possiamo finire nella parte sinistra della classifica». Non mancano poi le frecciate ai cugini genoani. «Erano da dieci anni che non vincevano un derby, ne hanno vinti due, che siano felici», ironizza Cassano, che non crede nemmeno all’arrivo dell’amico Amantino Mancini alla corte del Grifone: «Preziosi deve vendere tutta la fabbrica per pagargli l’ingaggio». Da un Mancini a un altro, Roberto, grande amico dell’attaccante barese e ancora disoccupato. «E' uno dei migliori allenatori in circolazione - sottolinea Cassano – ma dice le cose come il sottoscritto e nel calcio non va mai bene. In Italia è chiuso perchè qualcuno gli marcia contro, c'è molta gente invidiosa ma è un allenatore di prima fascia. Comunque non credo stia così male in barca, l’ho visto abbastanza abbronzato». Fine dello show.

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