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La Prisma inizia con grinta e talento «Sorprenderemo nell'A1 di volley»

Oggi al via la preparazione per il prossimo torneo. Il coach Montagnani non teme le «alte temperature» della pallavolo di vertice. L’ha già dimostrato nel campionato dello scorso anno, finendo per sorprendere il movimento con una salvezza miracolosa a Pineto. «Non è facile confermarsi, ma io confido in questo gruppo umile e talentuoso. Partiamo con una formazione nutrita. Ho una fiducia enorme»
La Prisma inizia con grinta e talento «Sorprenderemo nell'A1 di volley»
di ALESSANDRO SALVATORE

La fame della Prisma è nelle parole di Paolo Cozzi, che contraddicono la sua faccia di agnellino: «Ho chiuso la scorsa stagione a Vibo come sesto centrale dell’A1 per rendimento - 62,6% di schiacciate vincenti ndr - , ma non ho ricevuto nemmeno una telefonata dal cittì della Nazionale, che ha fatto altre scelte. Ma sono qui per riprendere il mio divertimento sotto rete, dopo l’esperienza positiva di Vibo. È un momento importante della mia vita, Taranto mi offre stimoli preziosi». L’umiltà della Prisma è negli occhi di Manius Abbadi, schiacciatore brasiliano, che giunge da una stagione a Cuneo «dove i problemi alla spalla ed alcuni strappi nello spogliatoio mi hanno provocato dolore. Per questi motivi a Taranto cerco il riscatto».

Lo stacanovismo della Prisma è nel pensiero del debuttante Alberto Elia: «Le mie sensazioni da giovane titolare al centro dell’A1? Sono alla Prisma per lavorare e mettermi a disposizione del gruppo. L’amalgama è fondamentale per garantire alla società una stagione meno sofferente rispetto alle ultime». La sfrontatezza della Prisma è nel pensiero giovane di Davide Candellaro, che dopo aver vinto due Junior League con la Sisley, si dice pronto a ritagliarsi uno spazio tra i campioni dell’A1: «So di dover mangiare pane duro, ma io alla Prisma non sono mica venuto per fare la comparsa».

Una faccia da schiaffi quella dello spillone patavino, pronto con i suoi 200 centimetri d’altezza ed una risorsa tecnica inesauribile a guadagnarsi la fiducia di Paolo Montagnani. Il tecnico livornese, che promette una pallavolo divertente con la ditta di operai in salsa «bongiovannesca», oggi sale in cattedra. Prima fase d’atletica al PalaFiom, in attesa di emigrare dopo il 20 agosto al PalaMazzola, dove verrà ultimata la preparazione. «Per me un impianto vale l’altro. Il PalaFiom è una fossa dei leoni, il PalaMazzola è più una cattedrale lussuosa. Tocca a noi farla riempire. Guadagnandoci i risultati e la fiducia della gente, che col suo calore potrà spingerci lontano».

Montagnani, che da appassionato ciclista ama le scalate, non teme le «alte temperature» dell’A1 italiana. L’ha già dimostrato nella serie precedente, finendo per sorprendere il movimento con una salvezza miracolosa a Pineto (casse della società presto a secco, pendenze mensili, ma giocatori in partita con la birra in corpo, fornita dal toscano), ora cosa cerca con la Prisma? «Non è facile confermarsi, ma io ho fiducia in questo gruppo umile e talentuoso. Partiamo con una formazione nutrita. Suxho e Rivaldo sono pedine preziose, che però avremo tra fine agosto ed inizio settembre. Ma ci sono tutti gli altri, nei quali ho una fiducia enorme». Montagnani aspetta a giorni il suo allievo di Pineto Cleber, annunciato come l’unica personalità sopra le righe di casa Prisma. «Un piccolo pazzo ci vuole in una squadra di volley. Specie in quelle sfide in cui qualcosa sembra andare storta».

Montagnani, da Pineto è giunto col diesse calabrese Pino De Patto. Quest’ultimo entra nella cabina di regia della società, sinora occupata dal presidente Tonio Bongiovanni e dal diggì Elisabetta Zelatore. Loro, col prodotto pallavolo, vogliono penetrare nel territorio pugliese «per portare entusiasmo nella gente». È piena estate. L’afa imperversa. Ma da oggi, il rimbombo delle schiacciate al chiuso ecciterà nuovamente la dirigenza rossoblù.

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