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Martedì 17 Ottobre 2017 | 04:12

Gallipoli, come non detto torna il rebus sulla società

C'era l'accordo economico, c'era la documentazione. C'era anche un'intesa di massima sui programmi tecnici. Ma qualcosa deve essere andato storto. Così Pagliuso, che agiva ormai da direttore generale del club (serie B di calcio), ieri se ne è andato a Cosenza. La trattativa si è congelata ieri mattina: problemi di uomini o di programmi? C'è chi giura che proprio la scelta degli uomini sarebbe stata decisiva
Gallipoli, come non detto torna il rebus sulla società
di STEFANO LOPETRONE 

GALLIPOLI - C'era l'accordo economico, c'era la documentazione. C'era anche un'intesa di massima sui programmi tecnici. Durante la riunione-fiume di lunedì notte, però, qualcosa deve essere andato storto. Così Luca Pagliuso, che agiva ormai da direttore generale del Gallipoli, ieri se ne è andato a Cosenza. Senza sbattere la porta, ma sicuramente senza un ruolo nella società jonica. La trattativa si è congelata ieri mattina: problemi di uomini o di programmi? Forse né l'uno né l'altro: «Con Giannini e Dimitri sarei stato pronto a partire subito», ammette il dirigente calabrese, anche se c'è chi giurerebbe che proprio la scelta degli uomini sarebbe stata decisiva.

«Piuttosto mi ha spaventato l'assoluta staticità della società: ci siamo visti con tutti nella giornata di lunedì, ci siamo abbracciati, abbiamo cominciato a programmare, ma poi mi sono fermato a valutare una situazione troppo difficile. I problemi da risolvere sono molteplici: a Gallipoli non ci sono ancora squadra, allenatore, sede del ritiro, campi di allenamento, stadio, materiale tecnico, visite mediche. Eppure nessuno si muove. Da solo non sarei riuscito a risolvere tutto». Guai che erano chiari anche lunedì. Sicuramente sono subentrati problemi di coesistenza, già al primo giorno. Barba probabilmente ha interferito nelle scelte di Pagliuso, che a sua volta si sarà chiesto se valesse la pena investire nel progetto. In base agli accordi il calabrese avrebbe assunto la rappresentanza legale, con potere di firma. Forse il presidente si è visto spodestato, senza aver ancora incassato il denaro della cessione, che sarebbe arrivato più avanti in formula dilazionata. Traballa dunque la trattativa più concreta e seria condotta finora per la cessione del club e la composizione del nuovo assetto societario. «I problemi potrebbero risolversi in breve, ma se Barba continua ad aspettare risposte dalla Meleam o dalla cordata triestina non si va avanti. Quando Barba deciderà di partire, potrà chiamarmi».

Barba dà questa versione dell'accaduto: «Pagliuso doveva essere il mio partner, ma si è spaventato di fronte all'impegno economico che avrebbe dovuto sopportare. Cercherò di riaprire i contatti con gli imprenditori triestini». La realtà è che ormai il tempo stringe. Barba ha di fronte una sola strada e la intraprenderà: «Al momento non ho partner, Pagliuso si è riservato di decidere se collaborare o no. Sto pensando di partire da solo: sicuramente il 21 agosto saremo pronti per giocare ad Ascoli». Partire è la priorità: poi forse, a stagione in corso, troverà qualcuno disposto ad acquistare.

La Meleam è sempre vigile. Ieri ha parlato l'avvocato Raffaele Di Monda, delegato alla costruzione dell'area tecnica: «In 48 ore avremmo presentato squadra e ritiro e permesso al Gallipoli di disputare un campionato dignitoso. Barba secondo me non ha la reale intenzione di cedere. Quando Barba deciderà di cedere, noi ci saremo».

Nel frattempo Giuseppe Giannini, dopo aver discusso con Barba e Dimitri nel tardo pomeriggio, stamattina dovrebbe lasciare Gallipoli per tornarsene a Roma. Il direttore sportivo invece è rimasto fino a tarda sera in sede. Quel che appare certo è che domenica contro Fano o Lumezzane all'esordio in Coppa Italia scenderà in campo la squadra Primavera di Gigi Solidoro. L'unico settore attivo sembra infatti il vivaio: la Primavera si allena regolarmente al Bianco, mentre lunedì partiranno gli Allievi Nazionali, affidati a Rosario Gaetani ed al preparatore atletico Giorgio Venneri.

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