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Venerdì 22 Settembre 2017 | 21:06

La città vuol capire a chi andrà il Bari

Domani a Bari l’incontro con la famiglia Matarrese. Ancora riserbo sul nome dell'acquirente del club di calcio (serie A). Mora, il manager intermediario: «Il cliente che rappresentiamo non ha bisogno di spot pubblicitari. Se tutto andrà a buon fine saprete di chi si tratta. È un gruppo che si muove nel settore energetico, questo ve lo confermo. Di più non posso dire»
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La città vuol capire a chi andrà il Bari
di Fabrizio Nitti

BARI - Conto alla rovescia. Appuntamento fissato per domani, anche se in realtà non vanno esclusi colpi di scena del tipo «vediamoci stasera così prendiamo tutti in contropiede». Diamo per buono, comunque, che la «partita» si giocherà domani mattina, ma teniamo la porta aperta a tante soluzioni. Le squadre: da una parte Salvatore e Beppe Matarrese più Lello Veneziani, dall’altra il manager della Advice and Consulting, Alessio Mora (si dice che verrà in auto, da solo), e la holding di fama internazionale che rappresenta, ma il cui nome custodisce gelosamente... Bari sogna, trasportata dalle dichiarazioni del manager biellese, chiamato ora a dare un seguito alle tante parole.

«Il cliente che rappresentiamo non ha bisogno di spot pubblicitari. Se tutto andrà a buon fine saprete di chi si tratta, altrimenti, lo ribadisco, non abbiamo bisogno di reclamizzare il fatto di aver trattato l’acquisto del Bari. È un gruppo che si muove nel settore energetico, questo ve lo confermo. Di più non posso dire». 

Salvatore Matarrese ha fatto il nome dell’Autotecnica Group di Biella, non proprio un colosso in campo industriale. 

«E io vi rispondo che ci sono aziende piemontesi e milanesi». 

Gira voce che dietro ci sarebbe una multinazionale come la Renova. 

«C’è una holding stranota. La situazione è chiara a tutti...» 

Senta anche quest’altra cosa. È vero che i bilanci del Bari sono stati attinti da internet, che i dirigenti biancorossi non vi hanno mai consegnato le carte? 

(Risata ironico-stizzita) «Non è così, ma non polemizzo». 

Allora, forse, è meglio che spieghi, perché il calcio a Bari è una cosa sacra. 

«Guardi, preferisco evitare di entrare nel merito. In questo momento l’unica cosa che serve è la serenità. Siamo in una fase di chiusura della trattativa, non ha senso dilungarsi in inutili discussioni». 

Un bel ping-pong, insomma... 

« Un concetto deve essere chiaro: non scendo giù mica a fare la guerra. Se andrà in porto l’operazione, noi del Nord saremo felicissimi. Altrimenti augureremo buona fortuna ai Matarrese in un ambiente difficile come il calcio». 

Qualcuno a Biella dice che lei sarebbe il prossimo presidente del Bari. Corrono un po’ troppo, forse? 

«Il gruppo ha le idee chiarissime su come si muoverà, ovviamente se ci sarà l’acquisizione. Io presidente? No, guardi. Spero di restare lontano dal mondo del calcio. Faccio un altro lavoro, magari ci penserò in caso dovessi cambiare mestiere». 

E come funzionerebbe l’eventuale nuova società? 

«Ci sarà qualcuno operativo in loco. Ora le chiedo scusa, torno da mia moglie e dai miei figli. Ci vediamo giovedì. Giornata decisiva».

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