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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 11:24

Pasculli: «Con la punta la squadra è completa»

Qualche ritocco e sarà un Lecce competitivo per la B di calcio. È il pensiero di uno dei più grandi cannonieri della squadra giallorossa, di recente rientrato dal corso per allenatori di seconda categoria frequentato a Coverciano. «Quello che manca ancora è una punta all’altezza della situazione, per intenderci un attaccante alla Castillo, che sappia inquadrare la porta, ma anche che sappia fare da “torre”»
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Pasculli: «Con la punta la squadra è completa»
di Massimo Barbano

LECCE - Ancora qualche ritocco e sarà un Lecce competitivo. È il pensiero di Pedro Pablo Pasculli, uno dei più grandi cannonieri della squadra giallorossa di recente rientrato dal corso per allenatori di seconda categoria frequentato a Coverciano insieme all’allenatore del Milan Leonardo.

«Quello che manca ancora è una punta all’altezza della situazione - spiega Pasculli - per intenderci un attaccante alla Castillo, uno che sappia inquadrare la porta, ma anche che sappia fare da “torre”. Mi sembra che De Canio voglia giocare con il 4-4-2 con gli esterni che arrivano sul fondo. Per questo tipo di gioco è necessario un attaccante alto di statura che faccia da riferimento e che sia anche un buon colpitore di testa. In serie B Castillo era uno che avrebbe potuto fare la differenza».

Da argentino, una preferenza per i suoi connazionali. Così, giudica Forestieri una grande occasione perduta. «Chiaramente il Lecce ha fatto il possibile per prenderlo - prosegue Pasculli - ma lui ha fatto la sua scelta di andare a giocare in Spagna e non si poteva fare nulla. L’ho seguito l’anno scorso nel Vicenza, è un attaccante fortissimo che sa giocare molto bene la palla. Il Lecce avrebbe fatto un grande salto di qualità con Forestieri. Come doti tecniche non è da meno a Giacomazzi».

Quanto agli attaccanti già in possesso del Lecce: «Cacia è importantissimo in un campionato di serie B - dice - ma se deve restare è bene che riacquisti la voglia di giocare e le motivazioni, altrimenti sarebbe controproducente».

E il nuovo arrivo Baclet? «Nell’Arezzo ha fatto benissimo, però attenzione. Fra la C1 e la serie B i valori sono diversi. Anche se ha buone qualità, deve perfezionarle per figurare anche in questa categoria».

Globalmente, Pasculli vede un Lecce che può giocarsela nonostante la rivoluzione del parco giocatori rispetto allo scorso campionato. «Rinnovare tanto non è un rischio - sostiene l’argentino - anzi, può far bene. Dopo tanti anni mantenere la stessa squadra può anche far mancare gli stimoli ai giocatori. Io credo che il Lecce abbia fatto bene a cambiare. D’altra parte doveva farlo se vuole portare avanti una strategia di valorizzazione dei giovani. Comunque l’ossatura del centrocampo è rimasta pressochhè invariata. Non so se andrà via Edinho, in qual caso bisognerebbe prendere un altro giocatore con le due caratteristiche, ma quel centrocampo dà molte garanzie».

Difficile ipotizzare gli obiettivi cui la nuova squadra in costruzione potrebbe aspirare. «Così come è adesso - prosegue Pasculli - è già competitiva. Se poi arriverà l’attaccante con le caratteristiche che ho detto prima lo sarà ancora di più. Se proprio poi vogliamo andare per il sottile, servirebbe un altro giocatore per ogni reparto, giusto per avere un maggiore raddoppio dei ruoli. Quanto al fatto se il Lecce possa lottare per i primi posti, questo dipenderà anche dalla partenza e da come si metteranno le cose. A occhio e croce non è che ci siano squadre fortissime. Subito dopo Torino e Reggina che si stanno attrezzando bene, vedo il Lecce e forse il Grosseto. Poi, se strada facendo, si intravede la possibilità di puntare alla promozione, basterà qualche ritocco per fare una squadra di primo piano».

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