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Il Gallipoli finisce  in mano a Pagliuso

di STEFANO LOPETRONE 
Chiusa l'estenuante trattativa. Luca Pagliuso sarà il nuovo direttore generale della squadra. Barba resta presidente. Giannini in panchina. Una telenovela durata due mesi. Il dirigente calabrese è figlio dell’ex presidente del Cosenza. Si conclude senza l'effetto sorpresa, con l'allargamento dell'organigramma societario, la telenovela che ha tenuto col fiato sospeso per oltre due mesi i tifosi gallipolini
Il Gallipoli finisce  in mano a Pagliuso
di STEFANO LOPETRONE

GALLIPOLI - L'ultima puntata ha un finale già scritto. Luca Pagliuso sarà il nuovo direttore generale del Gallipoli; il presidente resta Vincenzo Barba. Si chiude senza l'effetto sorpresa, con l'allargamento dell'organigramma societario, la telenovela che ha tenuto col fiato sospeso per oltre due mesi i tifosi gallipolini. L'intesa di venerdì notte a Taranto con la famiglia Pagliuso è stata raggiunta intorno a questa forma di collaborazione. Svanite una via l'altra tutte le trattative per la cessione del club, quelle vere e quelle fantomatiche - dai fratelli Sperti agli svizzeri, passando per la Meleam ed il Veneto (ma non dal Centro Italia) - l'accordo è stato raggiunto intorno ad un nuovo assetto societario che soddisfa tutti. 

La volontà che traspare è infatti quella di non creare rotture forti con il passato, piuttosto di ricercare la continuità con il trend vincente che ha fatto la storia del calcio salentino degli ultimi 6 anni. Lo stesso presidente Barba, che ieri aveva aperto su un suo ruolo da presidente onorario, ha ammesso: «Sembra fatta. Entro domani conosceremo meglio i dettagli dell'operazione. Per lunedì convocherò la conferenza stampa». 

È passata la linea del presidente: sembrano vicini alla riconferma anche gli altri quadri societari, dal vicepresidente Antonio Vallebona al segretario Antonio Venneri e al responsabile del vivaio, Gigi Solidoro (che allenerà con deroga la Primavera). Lo scenario così definito sarà ufficializzato domani in una conferenza. Oggi invece l'incontro per definire gli ultimi dettagli. Il quadro potrebbe essere transitorio. Il petroliere dovrebbe restare al timone della società per tutta la stagione. È in piedi anche l'ipotesi di una graduale fuoriuscita per lasciare progressivamente spazio ai nuovi soci. Di sicuro, il nuovo direttore generale avrà la supervisione dell'area tecnica e di quella amministrativa, per la quale potrebbe avvalersi, oltre che degli attuali dirigenti, anche di alcuni collaboratori di stretta fiducia. Secondo alcune fonti, potrebbe maturare nel corso della convivenza l'eventualità di un acquisto totale da parte della famiglia di costruttori calabresi. Quanto all'area tecnica, il ruolo di direttore sportivo potrebbe essere ricoperto ancora da Gino Dimitri, che non ha fatto mai mistero di voler restare nel caso in cui Barba fosse rimasto al timone. In panchina l'orientamento sembra la conferma di Beppe Giannini, che Pagliuso aveva già contattato per allenare il Cosenza se fosse riuscito a rilevarlo (tentativo fallito nelle settimane scorse). Difficile pensare ad un ritiro precampionato: arriveranno calciatori già preparati. Luca Pagliuso ha 35 anni. Già direttore generale del Cosenza nel periodo in cui il padre era il proprietario, il dirigente è fuori dal calcio dal 2003, quando fu coinvolto in una vicenda giudiziaria dalla quale è uscito con un'assoluzione in formula piena. Conserva tuttora ottimi rapporti con alcune grandi società, dal Napoli alla Juventus passando per la Lazio. Il progetto in cantiere sembra ambizioso: non appena sarà ufficializzato l'accordo, Pagliuso si metterà al lavoro per allestire una squadra capace di salvarsi senza affanni. Sul suo taccuino ci sono già alcuni nomi di rilievo: i centrocampisti Dario Passoni (in rotta col Mantova) e Luigi Consonni (Grosseto); il mediano Emmanuel Cascione e l'attaccante Inacio Joelson (due giocatori che la Reggina ha messo sul mercato). Addirittura si parla di Stefano Fiore, concittadino del diggì rimasto senza contratto e che sinora si è allenato con il Lecce a Tarvisio: se salta l'accordo con Via Templari, l'ex nazionale azzurro potrebbe accasarsi in riva allo Jonio. Questi calciatori andrebbero a sommarsi alla conferma dei tre giocatori sottocontratto (Di Gennaro, Ginestra, Mounard) ed a qualche giovane interessante proveniente da grandi club.

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