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Rivaldo, bomber brasiliano «Taranto, voglio i playoff»

Nonostante porti la corona dei cannonieri della passata stagione, il nuovo acquisto del Taranto (A1 maschile di pallavolo) mostra umiltà. «Vengo da una nazione povera, dove il volley è il pane quotidiano. Io resto coi piedi a terra, ma risultati come l’oro di World League mi fanno sentire più forte. Sono felice e non vedo l’ora di giocare». Tornerà in azione dal 27 settembre al PalaMazzola
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Rivaldo, bomber brasiliano «Taranto, voglio i playoff»
di ALESSANDRO SALVATORE

TARANTO - «Piacere sono Rivaldo, il gattone del volley». Detta così, potrebbe sembrare una presentazione ritagliata da un cartone animato. In realtà l’opposto brasiliano neo vincitore della World League (la contesa mondiale affidata alle «stelle» della pallavolo) Rodrigo Pinto, 29 anni, 202 centimetri di altezza, rompe così il ghiaccio dal suo Brasile.

Dall’isola baciata dal mare, Vitòria, l’attaccante che nella passata A1 ha trascinato Pineto come un dirigibile nel porto della salvezza, poi divelto dalle mancanze societarie nell’estate economicamente amara del volley italiano (Forlì ripescata in extremis, molti campioni come Giba ritornati a casa), ora è «un gioiello» del patron della Prisma Antonio Bongiovanni. Il vulcanico avvocato si coccola a distanza il suo giocatore, convinto che «infiammerà il PalaMazzola con i connazionali Cleber ed Abbadi, ed assieme agli altri compagni operai, che possono sfondare il muro della salvezza».

Rivaldo, un tipo sornione nella vita ma un felino sopra la rete (ecco la genesi dell’epiteto Gattone), è il giocatore che asseconda ed arricchisce la tradizione degli opposti verde-oro di casa Prisma. È la stagione 2006-2007. La squadra allenata da Vicenzo Di Pinto si affida alle bordate di Rodrigues Anderson e schizza per la prima volta ai playoff, mettendo paura alla ricca Roma, ora in castigo in serie A2. Nell’annata successiva, con il connazionale Lattari in panchina, l’opposto lo fa Vissotto. Non arrivano i giochi scudetto ma una sudata salvezza, che vuol dire comunque tanto, perché Taranto resta sull’attico del volley. Successivamente c’è un interregno sofferto nel reparto avanzato. Quello trascorso, è andato in archivio come un torneo maledetto per la Prisma targata Stamplast. Fuga a Martina con una squadra promettente, ma poi vessata dagli infortuni. Ne fa le spese l’opposto Granvorka. Al posto del «principe consumato» gioca il «bambino» Valdir. Il portoghese limita i danni ed alla fine una squadra raffazzonata ed inquieta (tre allenatori in un anno, è roba da calcio, non da pallavolo), comunque custodisce l’A1.

Adesso un nuovo brasiliano si prende la maglia di opposto, di attaccante avanzato, in pratica colui che nella pallavolo tocca più palloni, con lo scopo di addolorare gli avversari. «La Prisma ha allestito una squadra forte, ma non dimentichiamo che giochiamo in un campionato di altissimo livello come l’A1 italiana dove c’è grande equilibrio. Il nostro obiettivo è arrivare ai playoff, passando dal cunicolo della salvezza».

Nonostante porti la corona dei cannonieri della passata stagione, Rivaldo mostra umiltà. «Vengo da una nazione povera, dove il volley è il pane quotidiano. Io resto coi piedi a terra, ma risultati come l’oro di World League mi fanno sentire più forte. Sono felice e non vedo l’ora di giocare a Taranto». Il felino si riposa. Le unghie sono al loro posto. Torneranno in azione dal 27 settembre al PalaMazzola. Rivaldo farà da Cupido tra la Prisma e gli aficionados del volley jonico abbandonati per un anno?

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