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Domenica 24 Settembre 2017 | 09:00

Lecce, un caso Cacìa Vuole essere ceduto

Alta tensione nel ritiro del club giallorosso (serie B di calcio). L’allenatore De Canio aveva invitato la punta a presentarsi sul campo di allenamento alle nove per svolgere un lavoro differenziato (deve lavorare per recuperare dall’infortunio). Ma la risposta del giocatore è stata che «le nove è troppo presto» e non si è presentato per lavorare con il preparatore. De Canio: «Se pensa di fare il duro si sbaglia di grosso»
Lecce, un caso Cacìa Vuole essere ceduto
LECCE - Scoppia un caso-Cacìa: alta tensione nel ritiro del Lecce a Tarvisio. Ieri mattina l’allenatore Gigi De Canio lo aveva invitato a presentarsi sul campo di allenamento alle nove per svolgere un lavoro differenziato (l’attaccante deve lavorare a parte per recuperare dall’infortunio). Ma la risposta del giocatore è stata che «le nove è troppo presto» e non si è presentato sul campo da gioco per lavorare con il preparatore atletico. Lo stesso ha fatto nel pomeriggio quando era in programma un’amichevole con la Manzanese.

Il caso ha creato ulteriore tensione nel clan giallorosso dove già si respirava una polemica strisciante intorno all’attaccante che nel corso dell’estate aveva manifestato la volontà di essere ceduto a qualche squadra di serie A. E proprio nei giorni scorsi, il presidente Giovanni Semeraro, in vista nel ritiro di Tarvisio aveva troncato ogni discussione affermando che Cacia doveva convincersi di dover giocare nel Lecce almeno per il prossimo campionato.

Durissimo il commento dell’allenatore Gigi De Canio. «Stamattina Cacia ha mancato di rispetto a me, al mio staff e ai compagni - ha detto il tecnico - ma se pensa di fare il duro ha sbagliato di grosso. Il Lecce può giocare con Cacia, ma anche senza di lui. Nessuno è indispensabile».

Ed ora, sicuramente, ci sarà come minimo una multa. «Non posso nascondere che con Cacia c’è una grossa difficoltà - prosegue De Canio - sono sicuro che la società risolverà nel migliore dei modi la questione. È bene che lui capisca che la società, così come la città ed i tifosi meritano rispetto. Il Lecce ha investito molto su di lui ed ora deve ricevere qualcosa. Per adesso ha soltanto dato. Cacia deve rendersi conto che non può essere lui a dettare le regole e a dire alla società come deve comportarsi.

Poi, sulla sua importanza tattica: «io avevo impostato una squadra su di lui - prosegue De Canio - per rilanciarlo e per favorire le sue caratteristiche, ma evidentemente non ha apprezzato. Quando capirà che nella vita bisogna avere rispetto degli altri, allora sarà un vero giocatore».

Il terremoto Cacia ha fatto passare in secondo piano anche la stesura dei calendari che vede il Lecce esordire in casa nella prima giornata contro l’Ancona. «È difficile decifrare se l’inizio del campionato possa essere agevole o meno - commenta l’allenatore - perchè il mercato va avanti fino al 31 agosto e le squadre sono in continua evoluzione. Comunque, a occhio e croce, è vero che le presunte big le incontreremo nella fase centrale del campionato, ma Piacenza e Frosinone alla seconda e terza giornata non può definirsi un inizio facile. Sono due squadre di categoria che quest’anno si sono particolarmente attrezzate per fare un buon campionato».

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