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Gallipoli, Barba strizza l’occhio ai calabresi

Sempre più ingarbugliata la situazione che riguarda la vendita del club (serie B di calcio). La Meleam ha praticamente ufficializzato l'accordo raggiunto per l'acquisto del 70% della società. Lunedì la firma; martedì la conferenza stampa con annuncio del nuovo allenatore: c'è chi dice Conte, ma il diretto interessato smentisce. Il guaio vero è che a smentire tutto è pure il patron, che rilancia sulla cordata calabrese
Gallipoli, Barba strizza l’occhio ai calabresi
di STEFANO LOPETRONE

GALLIPOLI - Sempre più ingarbugliata la situazione del calcio gallipolino. La Meleam ha praticamente ufficializzato l'accordo raggiunto per l'acquisto del 70% del Gallipoli. I dettagli dell'accordo: 3 milioni a Vincenzo Barba, il ripianamento del mezzo milione di passivo in bilancio e 7 milioni di budget per il mercato; il restante 30% sarebbe diviso tra Barba ed imprenditori locali. Lunedì la firma; martedì la conferenza stampa con annuncio del nuovo allenatore: c'è chi dice Antonio Conte, ma il diretto interessato smentisce. Il guaio vero è che a smentire tutto è pure il petroliere, che rilancia sulla cordata calabrese e taglia i rapporti con la Meleam: «A questa società abbiamo solo inviato i bilanci, ma non ci siamo mai seduti a tavolino per trattare e parlare di cifre. Non ci sono possibilità di dialogo, incontri o trattativa con i dirigenti della Meleam. Il gruppo svizzero nel frattempo si è defilato perché sono venute meno alcune condizioni».

Spazio alla nuova cordata calabrese, dunque: «Li abbiamo incontrati. Anche loro masticano calcio, conoscono le regole del mercato. Stiamo cercando di trovare un accordo entro un paio di giorni», conferma il presidente. La soluzione sarebbe ideale per Barba, che ha sempre cercato una compartecipazione che gli garantisse di mantenere un ruolo nel mondo del calcio: gli imprenditori interessati, che farebbero riferimento al costruttore Paolo Fabiano Pagliuso, ex presidente di Cosenza e Spal, entrerebbero infatti con una percentuale che ruota intorno al 50% e garantirebbero una presenza al massimo dirigente jonico. Vorrebbero però autonomia decisionale dal punto di vista sportivo.

Pagliuso, 62 anni, ha guidato il Cosenza dal 1995 al 2003, collezionando due retrocessioni in C1 ed una promozione in B. L'apice della sua presidenza fu l'ottavo posto tra i cadetti nel 2001. Il punto più basso è invece la cancellazione dai professionisti nel 2003. Nello stesso anno l'imprenditore fu arrestato con accuse pesanti: associazione a delinquere ed estorsione con l' aggravante del metodo mafioso, appropriazione indebita, falso in bilancio, truffa ai danni della Figc e della Covisoc. Dopo nove mesi di carcere e due anni di dibattimento, nel 2006 la Corte d' assise di Cosenza lo ha però assolto con formula piena, perché il fatto non sussisteva.

Ieri intanto è stato stilato il calendario di serie B. Si parte il 21 agosto ad Ascoli; debutto casalingo (al Via del Mare) il 29 contro il Cesena. Il primo derby salentino di serie B è in programma il 24 ottobre (11esima giornata): «Commentiamo il calendario da non addetti ai lavori, da posizioni incerte», dice Barba. «Ci auguriamo che tutto vada per il meglio e che il Gallipoli possa disputare un campionato a testa alta indipendentemente da chi lo rappresenterà». Intanto il Pescina insiste con Dimitri per Ginestra: l'offerta è vicina alla domanda.

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