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Venerdì 22 Settembre 2017 | 06:37

«Stiamo trattando per comprare il Bari»

In un’intervista Fabrizio Tagietti, uno dei due manager milanesi che sono da tempo in contatto con la famiglia Matarrese, conferma il forte interesse all’acquisizione del pacchetto azionario della società barese da parte di un un gruppo svizzero che opera nel settore dell’energia alternativa. Tagietti ha confermato le cifre circolate: l’investimento complessivo sarebbe molto vicino ai 40 milioni
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«Stiamo trattando per comprare il Bari»
di ANTONELLO RAIMONDO 

BARI - La trattativa c’è ed è anche molto ben avviata. Il Bari calcio è in vendita e c’è un gruppo, presumibilmente una holding internazionale con sede a Lugano, che ha le carte in regola per centrare la scalata al club biancorosso. La trattativa c’è ma certo non è cominciata lunedì mattina quando sono venuti i fuori i nomi di due manager, Fabrizio Tagietti e Alessio Mora, che hanno mosso i primi passi ufficiali. La famiglia Matarrese e gli advisor mila- nesi si parlano da parecchie settimane. Ci sono stati incontri a Milano e anche a Bari. Si è parlato in maniera dettagliata di cifre e di prospettive, alla presenza del commercialista di fiducia del club, Lello Veneziani, ma anche direttamente con componenti della famiglia. Sul tavolo ballano davvero una quarantina di milioni. Questo è il budget che la holding svizzera ha preventivato all’acquisto del Bari. Fabrizio Tagietti, 42 anni, ha un modo di porsi molto coinvolgente. Lo raggiungiamo al telefono mentre, in macchina, torna a Milano dopo una riunione a Lugano. Tono cordiale, parole «pesate» con attenzione ma anche un entusiasmo che difficilmente il manager della Advise and consulting riesce a controllare nel corso di una chiacchierata che si protrae per quasi mezz’ora. 

Dottor Tagietti, ha sentito le dichiarazioni di Salvatore Matarrese? «Certo. E mi hanno fatto molto piacere. Confermo che tra noi e il club biancorosso c’è grande sintonia». 

A che punto è questa trattativa? «Direi ottimo. Con i Matarrese si è creato, da subito, un clima di grande armonia. Ci tengo a dirlo perché noi e il gruppo che rappresentiamo abbiamo grande considerazione di una famiglia che da oltre trent’anni gestisce una squadra di calcio». 

Come nasce l’ipotesi Bari? «Dalle grandi potenzialità di una città che, anche attraverso il calcio, può garantire visibilità non solo nazionale al nostro marchio». 

È a conoscenza del grande fermento dei baresi alla notizia di questa trattativa? «Come potrei non saperlo. Di Bari sappiamo tutto. Grande città, città di sole, tifoseria splendida. Abbiamo puntato su Bari proprio perché la crediamo funzionale al nostro progetto di sviluppo. E in questo progetto i tifosi saranno parte fondamentale». 

Quando pensa di arrivare all’incontro risolutivo? «Non ne farei una questione di tempi ma di qualità dell’intesa. È quello che vogliono i Matarrese, e noi siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Questo è emerso nei primi due incontri». 

Come sono andate le operazioni di verifica sui bilanci del Bari, la due diligence è terminata? «A questo sta pensando il mio collega Mora. Che, tra l’altro, ha creato un rapporto molto amichevole con la famiglia Matarrese. Mi creda, tutto sta procedendo per il meglio. Le garantisco che la nostra proposta è piaciuta molto». 

Quaranta milioni per il Bari. Tutto vero? «In linea di massima ci siamo». 

Venti per l’acquisto del club e venti per le casse societarie? «Non siamo lontani dal vero. D’altronde in questi giorni mi pare che il Bologna si sia venduto per una cifra vicina ai 15 milioni (16 per l’esattezza, ndr). Noi pensiamo di andare oltre perché riteniamo che Bari sia molto strategica sotto tanti punti di vista. E siamo convinti di poter portare la squadra a veleggiare tranquillamente a metà classifica in serie A. Anzi, diciamo anche qualcosina di più». 

È vero o non è vero che avete avuto già contatti istituzionali con la città di Bari e la Regione Puglia? «Con la Regione direi di no». 

E con il sindaco di Bari? «Le ripeto, Bari è una bellissima città e abbiamo già dei punti di incontro. Nel campo dell’energia pulita ci possono essere business importanti da intrecciare con il calcio». 

Perinetti e Ventura rappresentano il progetto tecnico. «Daremo fiducia alle scelte dei Matarrese». 

E magari fare, poi, le vostre valutazioni. «Guardi, Perinetti ci sta benissimo anche senza verifiche. Siamo così sicuri della sua bravura che, da questo punto di vista, siamo tranquilli. Ora, però, speriamo di chiudere quanto prima».

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