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Fiore, mai dire mai Il Lecce ci pensa

L'ex nazionale azzurro: «Per ora sono solo un ospite, l’ingaggio non sarebbe un problema». Quella che si apre oggi sarà una settimana per la stretta definitiva anche per quanto riguarda il completamento dell’attacco. Sfumata la pista di Forestieri che è stato ufficializzato dal Malaga, il club salentino (serie B di calcio) stringe i tempi per assemblare il reparto rimasto in questo momento con il solo Cacia
Fiore, mai dire mai Il Lecce ci pensa
LECCE - Quella che si apre oggi sarà una settimana per la stretta definitiva, almeno per quanto riguarda il completamento dell’attacco. Sfumata la pista di Forestieri che è stato ufficializzato dal Malaga, il Lecce stringe i tempi per assemblare il reparto rimasto in questo momento con il solo Cacia. Da ieri sera il presidente Giovanni Semeraro è in visita alla squadra nel ritiro di Tarvisio e per oggi è atteso l’arrivo del direttore sportivo Guido Angelozzi per un vertice di mercato insieme all’allenatore. Oltre che dell’attacco, si dovrebbe parlare anche della difesa che, dopo l’ormai certa partenza di Esposito (entro mercoledì si dovrebbe chiudere con il Genoa), potrebbe necessitare di un ulteriore puntello (il nome che circola è quello di Marco Zamboni della Spal).

In cima alla lista c’è comunque il nome di Corvia, l’attaccante del Siena che sarebbe la spalla ideale per Cacia e che già ha giocato nel Lecce nell’annata dell’ultima promozione in serie A con Papadopulo in panchina.

Ma, ovviamente, quello del Lecce, che è un attacco da rifondare, avrà bisogno di almeno altri due elementi oltre a quella che potrebbe essere attualmente la ipotetica coppia titolare. A questo punto gli obiettivi restano la punta marocchina della Spal Rachid Arma e il francese dell’Arezzo Allan Baclet. In ogni caso c’è la necessità di completare l’organico entro una decina di giorni, per consegnare al tecnico De Canio una squadra con una sua identità definita almeno per la seconda parte del ritiro che inizierà a Martina Franca a partire dal 4 agosto e si protrarrà fino a ferragosto.

Intanto, a Tarvisio, Stefano Fiore per il momento, solo un «ospite» del ritiro precampionato del Lecce, mette a disposizione la sua esperienza e rivela di essere stato già nell’orbita del Lecce lo scorso anno. Ma non se ne fece nulla, nonostante Beretta cercasse un trequartista, o comunque un centrocampista offensivo. «Essendo già svincolato dal Mantova, avevo chiesto a diverse società di potermi quanto meno allenare, ci provai anche con il Lecce perchè credevo di poter servire alla squadra e viceversa, ma è andata così. Quest’anno sono qui ad allenarmi, poi vedremo cosa ne sarà».

Fattore determinante che lo ha aggregato al Lecce è stata la presenza del tecnico Gigi De Canio che lo conosceva molto bene. «Ringrazio il mister e naturalmente il presidente Semeraro per la loro disponibilità - prosegue Fiore - dopo essermi ritrovato stranamente senza squadra, avevo voglia di sentirmi ancora un giocatore di calcio».

E, se pure in partite amichevoli, Fiore sta bene rispondendo alle aspettative. «Il fatto di essere stato un protagonista, seppure in amichevole - prosegue l’ex nazionale azzurro - mi fa piacere. Però, come ha detto bene il mister, io per adesso sono un ospite. Sono contento di aver svolto la preparazione con il Lecce e spero di terminarla nel migliore dei modi».

Nel cantiere ancora aperto del Lecce ci potrebbe essere spazio anche per lui. «Da quanto ho capito finora, sicuramente è ancora una squadra che deve essere perfezionata sia in entrata che in uscita - dice l’ex centrocampista azzurro - però, il materiale per lavorare c’è e ci sono molti giovani di prospettiva che hanno grandi possibilità di crescita. Hanno già disputato dei campionati nelle categorie inferiori e sicuramente potranno tornare utili al Lecce».

Il suo ingaggio da fuoriclasse non sarebbe da ostacolo ad una eventuale partnership operativa con il Lecce che, come si sa, punta ad un contenimento dei costi. «L’ingaggio non è stato un problema l’anno scorso e non lo sarebbe quest’anno - dice - il denaro è importante, ma ad un certo punto contano anche altre cose, vorrei tornare a divertirmi e a divertire. Ma non voglio esprimermi per rispetto della parti».

E, tra l’altro, fra le motivazioni che potrebbero spingere Fiore ad accasarsi in Salento c’è quella di stare vicino a suo fratello Adriano che gioca con il Brindisi. «Questo renderebbe felici mia madre e mio padre che potrebbero vederci entrambi».

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