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Venerdì 20 Ottobre 2017 | 08:50

Perinetti e un Bari da ritoccare

«Non devo convincere Vincenzo Matarrese - dice il direttore sportivo del Bari -, ma semplicemente rappresentargli ciò che ho visto e che ho analizzato con l’allenatore Ventura»
Perinetti e un Bari da ritoccare
Oggi faccia a faccia con Vincenzo Matarrese. L’occasione sarà il viaggio a Roma, a Palazzo Chigi, dove il calcio di A e B incontrerà Gianni Letta ed Rocco Crimi per discutere sulla fiscalità e sulla legge 91 sul professionismo. Durante il tragitto Giorgio Perinetti racconterà al presidente biancorosso cosa ne pensa del nuovo Bari, quello che dovrà strappare la salvezza in una A che si annuncia terribilmente difficile.
«La premessa - dice il direttore sportivo - è che difendere la massima serie è un vantaggio per tutti, specie per un presidente che l’ha ritrovata dopo tanti anni. Non chiederò l’impossibile, ma qualcosa in modo mirato andrà fatto. Il Bari è una squadra in crescita, brillante ma leggerina. In serie A la fisicità è alquanto diversa da quella incontrata in B. Precisiamo, però, che non devo convincere nessuno: soltanto esternare quelle che sono le esigenze dopo essermi confrontato con l’allenatore. Poi dipenderà da due cose: cosa offre il mercato e cosa il presidente è disposto a investire. Ma col buon senso tutto si può. Manca un mese all’inizio del campionato e occorrono 40 giorni perché si chiuda il mercato».
Reparto per reparto, ecco la radiografia scattata da Giorgio Perinetti due settimane dopo lo start del ritiro di Ridanna e tre amichevoli disputate. 

DIFESA - «Come minimo c’è la necessità di acquistare un giocatore, e cioé il “centrale”. Lì dietro abbiamo bisogno di centimetri e di peso. L’urgenza è questa. Poi faremo un po’ di conti, perché non dobbiamo dimenticare che Salvatore Masiello è un “adattato” nel ruolo di terzino sinistro e in più speriamo che Stellini possa riconfermarsi sui livelli dello scorso anno». I nomi che circolano sono ormai noti: «Andreolli è uno dei nostri obiettivi, ma quest’anno anche il mercato delle grandi è alquanto strano. La Roma nel mercato del 2008 non vedeva l’ora di piazzare Andreolli, che finì al Sassuolo. Questa volta ha deciso di tenerlo, almeno per il momento: Spalletti non dispone né di un vice Mexes e neppure di un vice Juan. Perché Andreolli si “liberi”, è necessario che la Roma prima venda qualcuno e poi compri un difensore. Cribari non si discute, ma non si capisce la Lazio che intenzioni abbia. Rinaudo è uno che da Napoli potrebbe anche muoversi». 

CENTROCAMPO - Fino a un paio di giorni fa sembrava che la necessità fosse l’esterno. Perinetti invece offre una piccola chicca: «Quello che manca al Bari in mezzo al campo è un vice Gazzi. Non abbiamo in rosa un calciatore che possa surrogare Alessandro in caso di necessità. Sarebbe stato l’ideale Strasser del Milan (lussemburghese classe 1990, ndr), ma i rossoneri non sembrano intenzionati a privarsene. Per quanto riguarda gli esterni, vogliamo un attimo attendere, valutare meglio. Intanto aspettiamo di vedere all’opera Langella e Antonelli, aspettiamo che Rivas superi i piccoli problemi fisici che accusa. Vero è, pure, che Koman non è proprio un esterno e Kamata deve recuperare... Ma per questo ruolo non direi di avere fretta. Vorrei invece spendere una parola per Paro: è a posto, ha solo bisogno di giocare». 

ATTACCO - Anche in questo caso la caccia è aperta: «Deve arrivare una punta diversa da quelle tre che abbiamo. Dico tre (Barreto, Kutuzov, Meggiorini, ndr) perché su Greco il discorso è aperto. Il ragazzo è con noi, si allena, sta facendo passi da gigante, ma è da recuperare, vedremo. Dicevamo della punta: deve essere bravo di testa, forte fisicamente (voce: Sforzini dell’Udinese, ndr). Come in difesa, anche in attacco servono altezza e chili».

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