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Sabato 23 Settembre 2017 | 15:00

Le mani di Moggi sul Gallipoli Calcio?

Dietro la Meleam l’ombra di Luciano Moggi? Lo fa intendere l’intermediario dell’azienda interessata all’acquisto del Gallipoli: «Persone che hanno collaborato con lui potrebbero darci una mano». Pronta la smentita dell’ex direttore generale della Juve: «Ormai mi mettono in mezzo ovunque». Domani Barba incontrerà Cannella e la Meleam. Intanto monta la protesta dei tifosi: «Da domani scatta la protesta».
Le mani di Moggi sul Gallipoli Calcio?
di Stefano Lopetrone

GALLIPOLI - Si infittisce il giallo-Gallipoli. Svaniti gli imprenditori salentini, restano in piedi due cordate interessate all’acquisto della società jonica: quella svizzero-campana, con Giuseppe Cannella intermediario; l’azienda Meleam Group che opera nel campo della sicurezza nei luoghi di lavoro e della gestione e certificazione aziendale. C'è un retroscena clamoroso: quest’ultima società sarebbe in contatto con il gruppo che faceva capo a Luciano Moggi, almeno stando alle dichiarazioni di Pasquale Mario Bacco, il dirigente mediatore della Meleam: «C’è una nostra richiesta al gruppo che era legato a Luciano Moggi per curare l’aspetto tecnico».

Il putiferio che si era sollevato per il coinvolgimento dell’ex direttore generale delal Juventus nella compravendita del Bologna si scatenerà anche su Gallipoli? In realtà difficilmente Lucianone si esporrà in prima persona. Bacco risponde alla sorpresa dei suoi interlocutori confermando tutto: «Persone che hanno collaborato con lui potrebbero darci una mano. Lo abbiamo chiesto e aspettiamo una risposta. Anche se la parola decisiva spetta a Barba: vorremmo una decisione entro lunedì sera». È pronta la smentita di Moggi: «Ormai mi mettono in mezzo ovunque...».

Pure Vincenzo Barba ha pronta la sua smentita. Messo con le spalle al muro dai tifosi - che gli chiedono una scelta netta - e dalle offerte di due cordate, il presidente cerca di dribblare tutti: «Noi diamo ascolto a chiunque, ma non ho ancora sentito nessuno dalla Meleam; mi incontrerò lunedì con l’altra cordata». Eppure Bacco è chiaro: «Facciamo tutto alla luce del sole, la trattativa è solare; forse il presidente avrebbe preferito maggiore discrezione. Fatto sta che oggi (ieri, ndr) ci siamo sentiti diverse volte con il presidente. Ci sentiremo sicuramente anche domenica (oggi, ndr) ed abbiamo preso un appuntamento telefonico per lunedì mattina (domani, ndr), in modo da concordare un appuntamento de visu lo stesso giorno». L’incontro dovrebbe avvenire a Bitonto, dove la Meleam ha sede, per impegni di lavoro del petroliere salentino: la società proporrà a Barba un pre-contratto con un’offerta reale, non una fidejussione (si parla di più di 3 milioni). L’investimento complessivo nel calcio gallipolino dovrebbe ammontare a circa 10 milioni di euro. «Il presidente è stato corretto: ci ha avvisato che è in piedi un’altra trattativa», dice Bacco. «Nessuno pensi ad un’azione di beneficienza nei confronti di Gallipoli: l’operazione è imprenditoriale e non pensiamo assolutamente di rimetterci. Sul Salento e sulla Puglia abbiamo grandissimi interessi; la nostra scelta è ponderata». Meleam Puglia, una delle 12 società controllate dal Gruppo, ha incrementato il fatturato negli ultimi anni ed ha un centinaio di dipendenti: «Il Salento è un territorio sul quale comunque vogliamo investire: sarebbe di grande importanza chiudere presto con il Gallipoli, altrimenti penseremo ad altre forme di investimento».

Sull'altro fronte, domani pomeriggio Cannella dovrebbe presentare allo studio legale Sticchi Damiani la fidejussione per un importo tale da garantire il necessario aumento di capitale sociale. A quel punto Barba potrebbe cedere la società anche a costo zero, ma Cannella deve garantire che a fronte di ciò si impegnerà nelle spese di gestione. Lo scenario però è radicalmente cambiato con la discesa in campo della Meleam. Vincenzo Barba è come sempre pessimista sulla vicenda: «Aspettiamo lunedì, altrimenti la palla torna di nuovo al centro. Se non vendiamo la società per noi è impossibile sopportare i costi della serie B. Peccato: ci fosse qualche gallipolino al mio fianco ci sarebbero ancora i tempi per creare una bella squadra». 

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