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Gallipoli, sembra un giallo L'attesa diventa snervante

In attesa di sviluppi sul fronte societrio, lunedì sera c'è stato un incontro tra il tecnico Giannini e il patron Barba. Ma non si è parlato di contratti, di rinnovi, di squadra e di ritiro. Sembra piuttosto un «appuntamento-paracadute»: se le trattative di vendita della squadra di calcio non avessero buon fine, si potrebbe ripartire dal «Principe». Ma il presidente dice: «Da solo non affronto la serie B»
Gallipoli, sembra un giallo L'attesa diventa snervante
di STEFANO LOPETRONE

GALLIPOLI - L’attesa si fa sempre più snervante. In attesa dell’ennesima scadenza di un ultimatum infinito, a Gallipoli il tempo scorre lento. L’incontro di lunedì sera tra Giuseppe Giannini e Vincenzo Barba è stato solo casuale: non si è parlato di contratti, di rinnovi, di squadra e di ritiro. Sembra piuttosto un «appuntamento-paracadute»: se le trattative di vendita della squadra di calcio non avessero buon fine, si potrebbe ripartire dal «Principe». A questo proposito, però, Barba continua a lanciare messaggi negativi: «Da solo non affronto la serie B. Non ne ho le possibilità economiche, di tempo e neppure la volontà». Tutto avrà una risposta non prima di domani.

Il telefono dello studio legale Sticchi Damiani, che sta seguendo da vicino la trattativa per conto di Barba, scotta: i rappresentanti degli imprenditori svizzeri in questi giorni stanno bombardando di chiamate l’avvocato, assicurando l’impegno nella ricerca delle garanzie richieste dal presidente. Quanto il Gallipoli sia appetibile è fuori discussione: tra diritti tv, premio Lega per la promozione e sponsorizzazioni, vale già intorno ai 2 milioni di euro. Inoltre c'è il pacchetto-tesserati: i cartellini di Russo, Mounard, Ginestra e Di Gennaro, calciatori che hanno mercato tra B e Lega Pro (un altro paio di milioni). Senza considerare la solidità finanziaria di un sodalizio che non ha debiti pendenti. Eppure, anche per colpa dei ritardi accumulati, il prezzo di vendita è ormai lontano dai 5 milioni di euro iniziali. Nella trattativa è tornato alla carica anche l’imprenditore salentino produttore di macchine agricole: il suo consulente, Alfredo Buscicchio, ha avuto in questi giorni un contatto con Saverio Sticchi Damiani. C'è un accordo di massima sull'importo da versare, e ciò vale anche per gli svizzeri. Tra i due contendenti, che pare abbiano entrambi allenatore e direttore sportivo propri, sembra una corsa ad ostacoli per ottenere le garanzie richieste da Barba. Che sostanzialmente chiede agli altri quel che toccherebbe fare a lui in caso di mantenimento della società: garanzie fidejussorie (nel caso di comproprietà, ipotesi sempre più remota) o aumento di capitale (acquisto completo); insomma la certezza che l’interessamento di terzi non sia effimero e che comporti una gestione sana e duratura della società. In questa gara, al momento, paiono in vantaggio gli svizzeri, ma non sono da escludere colpi di scena.

Nel frattempo si fanno sempre più pressanti le richieste del Verona per Giuseppe Russo, centrocampista sotto-contratto: l’Hellas pensa a lui e a Gennaro Esposito, tesserato per il Siena e lo scorso anno in prestito a Gallipoli, per plasmare una squadra capace di centrare la promozione in B. Finché non si definirà il futuro dell’assetto societario, le trattative sono però congelate.

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