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La Prisma ritorna al PalaMazzola? Il club: «Un nostro diritto sportivo»

Polemica e magistratura a parte, l'impianto potrebbe riaprire le porte al grande volley. A distanza di quattro anni dall’ultima stagione in cui la struttura di via Battisti ha ospitato la serie A1 (2005-2006, l’allora squadra di Vincenzo Di Pinto ripiombava sul tetto del volley italiano), la società ionica potrebbe ritrovare un palcoscenico degno del suo campionato. Il sindaco: «La vicenda va risolta»
La Prisma ritorna al PalaMazzola? Il club: «Un nostro diritto sportivo»
di Alessandro Salvatore

TARANTO - Polemica e magistratura a parte, il PalaMazzola potrebbe riaprire le porte al grande volley. A distanza di quattro anni dall’ultima stagione in cui l’impianto di via Battisti ha ospitato la serie A1 (2005-2006, l’allora squadra di Vincenzo Di Pinto ripiombava sul tetto del volley italiano), la Prisma potrebbe ritrovare un palcoscenico degno del suo campionato.

LA RICHIESTA - In attesa di scoprire se l’affidamento dell’impianto fatto dall’allora giunta-Di Bello al Coni nel 2004 sia stato legittimo o meno come contesta il club di Tonio Bongiovanni (il Tar, che ha rigettato il 19 giugno scorso la sua istanza di sospensiva, si pronuncerà nel merito entro fine anno), la stessa società rossoblù ha bussato al Comitato olimpico jonico per poter usufruire del PalaMazzola come «casa» per allenamenti e partite.

Nella sua missiva, la Prisma chiede lumi su tariffe d’uso della struttura ed oneri sulla pubblicità. Il Coni, come avvenuto quattro anni fa, ha risposto con gli stessi numeri: 600 euro per la disputa delle partite, 40 euro per gli allenamenti (vincolati in occasione di partite ed allenamenti legati ai match dell’Eurolega del Cras Basket Taranto) e diritti sulla pubblicità relativa agli spazi superiori al campo di gioco.

Queste «condizioni», quattro anni fa non furono accettate dalla Prisma, che lasciò il PalaMazzola sbattendo la porta. Ora, dopo due stagioni giocate al PalaFiom e l’ultima al PalaWojtyla di Martina Franca, l’intenzione del club rossoblù è di tornare nell’impianto-gioiello della provincia di Taranto.

IL SINDACO E UN CASO NAZIONALE - Il caso-PalaMazzola, in seguito alle rimostranze della Prisma e dei fatti giudiziari del recente passato, è noto a livello nazionale. Il Coni di Roma, con la Federazione italiana pallavolo e la Lega Pallavolo di A, è al corrente dello «strappo» avvenuto tra la Taranto Volley ed il Coni jonico. La Prisma reclama «giustizia sportiva», che il sindaco di Taranto Ezio Stefàno promette di garantire, dopo essere stato investito (indirettamente, come proprietario dell’impianto) della richiesta d’uso del PalaMazzola. «Ho invitato ufficialmente il Coni - sottolinea Stefàno - a far prevalere nella vicenda le ragioni squisitamente sportive, nel rispetto della legge». E come commenta il sindaco la decisione di Bongiovanni di far disputare il primo allenamento della squadra il 10 agosto sotto Palazzo di Città se la vicenda-PalaMazzola non sarà risolta prima? «Per me questo è folklore sportivo» risponde Stefàno.

MARTELLO CERCASI - Oltre il caso-PalaMazzola, la Prisma lavora per completare la squadra. Manca il terzo martello. Diverse ipotesi sul taccuino di De Patto: Rosalba, Molteni, Baldasseroni e Spescha tra queste. L’ingaggio del giocatore va definito entro le 13 di dopodomani, quando a Bologna, in occasione del «Volley mercato 2009», chiuderà i lavori l’ufficio tesseramenti. Fuori tale data il nuovo giocatore (già presente in Italia lo scorso anno) sarà utilizzabile dopo la terza giornata di campionato, il cui calendario sarà reso noto giovedì alle 11.

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