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Corona accende la tifoseria «Sarà un Taranto da serie B»

La conferenza stampa di presentazione dei nuovi volti rossoblù è stata scoppiettante. Accanto a «Re Giorgio», c'era a sorpresa Viviani, difensore centrale del «radiato» Pisa, 37 presenze nella scorsa stagione in B, 4 gol all’attivo. Per lui contratto biennale. L’ultimo colpo di mercato del club rossoblu (Prima Divisione di calcio) è stato annunciato da un euforico presidente Blasi
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Corona accende la tifoseria «Sarà un Taranto da serie B»
di Giuseppe Dimito

TARANTO - L'inizio della conferenza stampa di presentazione dei nuovi volti rossoblù è stata scoppiettante. Del resto la cornice era incantevole: la chiesetta sconsacrata, prima dedicata a San Pietro, dell’Histò, un resort nato sulla ex masseria «Marrese», nelle vicinanze del pacifoco Circummarpiccolo.

Accanto a «Re Giorgio» Corona, c'era a sorpresa Federico Viviani, difensore centrale del «radiato» Pisa, 37 presenze nella scorsa stagione in B, 4 gol all’attivo. Per lui contratto biennale. L’ultimo colpo di mercato è stato messo a segno dopo la mezzanotte dell’altroieri a Manduria. L’annuncio è stato dato dall’euforico presidente Blasi (D’Addario era assente per motivi di lavoro) dinanzi ad una platea numerosa. Al suo fianco c'erano il diggì Iodice ed il diesse Pagni. Verso la fine dei «lavori» è giunto pure il baby Khoris. Mancavano Zappino ed Innocenti i quali, come è stato detto, non hanno potuto raggiungere Taranto per una questione di aerei. C'erano tanti tifosi che hanno voluto dare il loro personale festoso benvenuto ai neo rossoblù. Ovviamente il più osannato è stato Giorgio Corona cui è stata consegnata una vistosa sciarpa rossoblù. «Ho scelto Taranto - ha detto il forte attaccante palermitano - perché è una grande piazza. Non ho dubbi sul valore della società, ora spetta a noi calciatori, assieme al mio amico Braglia, fare i fatti».

In precedenza aveva parlato Viviani per motivi logistici (lo attendeva un aereo per ritornare a casa): «Ho accettato Taranto con entusiasmo perché mi sono reso conto dei programmi ambiziosi. Avevo due o tre offerte da parte di società di B, ma ho deciso di firmare per il sodalizio jonico. Scendere di categoria non è mai un problema se gli intenti del club diciamo inferiore sono molto stimolanti. In B ci puoi tornare fra una stagione. Con mister Braglia mi sono già sentito telefonicamente. So che gioca con tre difensori. Per me non c'è alcun problema perché con questo schema ho già giocato a Castellammare di Stabia».

Jonis Khoris ha 20 anni. Si presenta: «Sono un italo-marocchino, ma nelle mie vene scorre sangue calabrese essendo praticamente di Siderno. Ho scelto Taranto per il grande calore del pubblico tarantino che conosco benissimo. Allo Iacovone sono sceso in campo quando giocavo con la Vibonese. Era Coppa Italia. All’andata vincemmo 3-0. Al ritorno gli jonici, sospinti dai loro supporters, ribaltarono il punteggio vincendo per 4-0. Rimasi impressionato dal tifo. Posso giocare sia come trequartista dietro i due attaccanti, sia come seconda punta». Nel suo breve palmarès c'è una presenza importante, sia pure in Coppa Italia, con la Reggina al «Meazza». Blasi gli ha fatto firmare un triennale perchè ha riposto in lui grande fiducia.

Il punto sulla situazione spetta di diritto allo stesso presidente manduriano: «Come dice mister Braglia non dobbiamo comprare i giocatori al supermercato. In pratica non dobbiamo avere fretta. Del resto c'è tempo fino al 31 agosto per completare l’organico. I giocatori che abbiamo preso finora sono veramente di prima qualità. Corona l’ho inseguito giorno dopo giorno, ora dopo ora. E non da quest’anno. Da sempre. Ci serviranno sia quest’anno che nella prossima stagione. Non vi svelo quali sono i nostri programmi. Sia per una sorta di scaramanzia, sia perchè ho imparato la lezione di qualche anno fa. Dobbiamo procedere con grande determinazione ed entusiasmo, ma a fari spenti. Con D’Addario l’intesa è a 360 gradi, forse addirittura di più. Non ci consideriamo presidenti al 50%, ma al 100% ciascuno. Quest’anno spenderemo qualcosina in più, ma i “numeri” sono sotto controllo. Non metteremo in sofferenza il nostro bilancio. State tranquilli. Taranto conserverà sempre il suo numero di matricola in Lega Pro finchè ci starò io».

L’ultimo pensiero è per i quattro dissidenti. Si fa serio. I tratti del viso diventano tesi: «Barasso, Nordi, Marolda e Prosperi devono capire che mister Braglia non li ha inseriti nell’organico per cui devono andar via. Abbiamo trovato delle buone destinazioni, abbiamo loro offerto una parte dell’ingaggio, ma niente. Rifiutano sempre. Se dovessero continuare in questa presa di posizione, andranno in tribuna. Li pagheremo, ma non abbiamo altra scelta».

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