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Gallipoli attende  Il futuro è adesso

Dentro o fuori: il patron Barba questo pomeriggio dovrà decidere se accettare la proposta degli svizzeri o lasciar perdere. L’incontro di ieri è saltato per gli impegni parlamentari del presidente. Il bivio resta la quota di partecipazione del gruppo elvetico nel sodalizio gallipolino (serie B di calcio): la cordata di imprenditori, attiva nel campo degli orologi e degli alberghi, spinge per la quota di maggioranza
Gallipoli attende  Il futuro è adesso
di Stefano Lopetrone 

GALLIPOLI - Dentro o fuori: Vincenzo Barba questo pomeriggio dovrà decidere se accettare la proposta degli svizzeri o lasciar perdere. L’incontro di ieri è saltato per gli impegni parlamentari del presidente. L’appuntamento decisivo slitta ad oggi. Il bivio resta la quota di partecipazione del gruppo elvetico nel sodalizio gallipolino: la cordata di imprenditori, attiva nel campo degli orologi e degli alberghi, spinge per la quota di maggioranza e per ottenere il potere decisionale sulla creatura di Barba. Da parte sua il petroliere gallipolino, di fronte all’eventualità dell’affiancamento, non vorrebbe perdere l’imprimatur sulle scelte che contano. Più difficile l’opzione della cessione totale.

L’offerta c'è ed è seria. Gli studi legali al lavoro su questa trattativa (Sticchi Damiani, dove oggi si terrà l’incontro, e Matino) sono alla ricerca della formula migliore per garantire il futuro del Gallipoli. A tal proposito, sembra percorribile soprattutto una soluzione: la gestione della società giallorossa finirebbe nelle mani degli imprenditori stranieri, che si occuperebbero delle spese vive ma anche dell’aspetto sportivo (ingaggio di direttore sportivo, allenatore e giocatori); a Barba andrebbero la carica, piuttosto formale, di presidente e la possibilità di riacquisire l’intera proprietà della società al 30 giugno. Una sorta di paracadute per non perdere la proprietà.

Al momento non sono in ballo grosse cifre. Se è vero che Barba ha presentato in modo impeccabile il sodalizio all’appuntamento della B (iscrizione in ordine, fidejussioni, pagamenti in regola), è pur vero che il patrimonio della società consiste in qualche ragazzo del vivaio ed in quattro calciatori di prima squadra. Gli svizzeri puntano ad un grande affare. Per condurre la trattativa, il gruppo si è affidato ad un esperto di calcio, Giuseppe Cannella, direttore sportivo di lungo corso che vanta in carriera una serie di alti e bassi: Salernitana, Cagliari, ma anche Verona, Venezia e Bologna in anni bui. Lo scorso anno ha lavorato a Treviso (con Gotti, Di Somma e Balbo ad avvicendarsi in panchina): un’altra esperienza negativa, poi chiusa con il fallimento dei trevigiani. La nuova proprietà affiderebbe un ruolo dirigenziale a Cannella, che avrebbe già un gruppo di giocatori pronto da consegnare ad un tecnico di fiducia (Soda e Di Somma i nomi più gettonati). Nel giro di 24 ore dalla eventuale formalizzazione dell’accordo il nuovo «Gallipoli elvetico», con Barba in un ruolo marginale e senza Gino Dimitri (che resterebbe all’interno della società solo se il presidente-deputato conservasse un ruolo decisionale), potrebbe ritrovarsi con una squadra e partire in ritiro entro l’inizio della prossima settimana. Oggi la decisione.

Intanto ieri Barba ha simbolicamente sciolto il patto morale che legava al Gallipoli i calciatori svincolati: Suriano (chiesto da Cosenza e Brindisi), Molinari, Vastola (Lanciano), Antonioli (Lancinao) e Rossi lo hanno chiamato per capire la situazione; lui li ha liberati dall’attesa. «Sono stati bravi, hanno creduto nel progetto fino in fondo», ha ammesso ieri il presidente. «Ho detto loro di firmare con altre società, se hanno offerte. La cordata svizzera? Potrebbe subentrare o condividere il cammino: domani (oggi, ndr) ci metteremo a tavolino. Questa è gente che mastica calcio: sicuramente hanno qualcosa di pronto. Io spingo per una soluzione ottimale per il Gallipoli, se possiamo condividerla tanto meglio».

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