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Bari, senti Perinetti «Coraggio e gioco»

Il direttore sportivo del Bari calcio (serie A) rivendica la primogenitura del Ventura-pensiero. «Se vogliamo, possiamo; se vogliono, possono», il motto del tecnico genovese rilanciato poco prima della partenza per il ritiro di Ridanna ed indirizzato al nuovo gruppo. Un invito a credere nei propri mezzi. «Ma l’organico va completato». Confermato: piace Zoboli
Bari, senti Perinetti «Coraggio e gioco»
BARI - Perinetti rivendica la primogenitura del Ventura-pensiero. «Se vogliamo, possiamo; se vogliono, possono», il motto del tecnico genovese rilanciato poco prima della partenza per Ridanna ed indirizzato al nuovo Bari. Un invito a credere nei propri mezzi, nelle proprie qualità, a non farsi «spaventare» dalla A che compare all’orizzonte. Il direttore sportivo «benedice» nel giorno in cui si apre il ritiro di Ridanna.
«Bella scoperta - dice scherzando il dirigente -, questa è una frase che io tirai fuori l’anno scorso più o meno di questi tempi. E che ho ripetuto alla squadra sabato a mezzogiorno. Dobbiamo mantenere quelle che sono state le armi del recente passato, è un patrimonio che non va disperso. Convinzione, nessun timore, coraggio, personalità, gioco. Certo la serie A è diversa dalla B, ma se le hai dentro, alcune cose restano al di là della categoria. Fermo restando che va completato l’organico. Ventura non ci mette fretta, ci ha detto che vuole guardare per una decina di giorni il gruppo e poi indicare come e dove intervenire. Ma l’esigenza immediata è quella di reperire un difensore, se non due. Anche a livello numerico lì dietro siamo pochi».

Davide Zoboli, difensore centrale del Brescia classe 1981, è il nome che è rimbalzato nei giorni scorsi: «È un buon giocatore - sentenzia - Giorgio Perinetti -. Ventura predilige i due centrali più palleggiatori, diciamo che Zoboli è un po’ più rude, ma resta un buon giocatore». Più staccato, in una ipotetica hit del momento, c’è il compagno di squadra Victor Hugo Mareco, paraguayano nato ad Asuncion nel 1984. Senza dimenticare che andrà verificata l’affidabilità degli esterni bassi (terzini) ad un campionato come la A (Andrea Masiello, ad esempio, è un adattato più che uno di ruolo, anche se poi si è districato bene).

«Per il reparto offensivo verificheremo strada facendo, l’importante sarà non sbagliare. E poi non dobbiamo dimenticare il capitolo esterni: pensavamo che Kamata potesse fare prima, invece salterà tutta la preparazione. L’intervento è stato un po’ più complicato, a Firenze rifinirà la rieducazione. considerando il suo fisico, magari recupererà prima, ma occorrerà tempo. Come anche per Donda: lui è convinto di farcela per settembre, io dico che sarà per ottobre». 

MOVIMENTI IN USCITA -  È l’altra faccia della medaglia del mercato barese, forse la più complicata, perché c’è da fare i conti con un po’ di situazioni. Piazzato Esposito al Mantova e Santoni al Ravenna (definitivi), dirottati a Salerno Statella, Galasso e Caputo (in prestito), la barca biancorossa deve traghettare almeno altri sette elementi fuori dal porto, anche perché è sempre forte l’esigenza di alleggerire il bilancio. «Vedrò nella prossima settimana di piazzare un po’ di gente. Ma la situazione è complicata, la serie B è praticamente inoperosa». In lista di partenza gli attaccanti Colombo, Cavalli, Bonvissuto e Volpato; il difensore Bonomi; il centrocampista Rajcic; il portiere Spadavecchia: «Diciamo che per quanto riguarda il mercato delle punte, incontreremo meno problemi, gli attaccanti si collocano. Per il resto bisognerà trovare soluzioni».

QUI RIDANNA - Il gruppo è arrivato a Ridanna intorno alle 13.30, accolto dal sindaco del piccolo centro dell’Alto Adige. Pranzo, riposo e poi immediatamente a lavoro. Tutti hanno preso parte alla prima seduta. Esercizi atletici e tecnici, poi una partitella a metà campo. Oggi prevista una doppia seduta di allenamento.

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