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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 16:48

Cras Taranto, c’è la Giauro «Per me un'occasione unica»

Dopo due “piccole”, ecco una “lunga” per il club di basket femminile (serie A1). È il pivot del giro della nazionale il terzo rinforzo (dopo Montagnino e Wambe). Una che con coach Ricchini ha già vinto la Europe Cup con Napoli nel 2005 e che a Taranto, con cui ha firmato un contratto di un anno più un’opzione per il secondo, giocherà l’Eurolega, cullando nuovi sogni
Cras Taranto, c’è la Giauro «Per me un'occasione unica»
di ANGELO LORETO

TARANTO - Dopo due “piccole”, ecco una “lunga”. È Sara Giauro, pivot del giro della nazionale, il terzo rinforzo del nuovo Cras dopo Jami Montagnino e Kathy Wambe. Una che con Roberto Ricchini ha già vinto la Europe Cup con Napoli nel 2005 e che a Taranto, con cui ha firmato un contratto di un anno più un’opzione per il secondo, giocherà l’Eurolega, cullando nuovi sogni. «Lui per me è un marchio di garanzia», dice del coach la giocatrice che il 25 ottobre compirà 30 anni.

Figlia di Primo Giauro, pivot della Scavolini e della Fortitudo negli anni '70 e '80, e sorella di Eva, 23enne giocatrice di Venezia, la livornese Sara inizia a giocare a basket a 8 anni. Esordisce in A1 nel 2002-03 con La Spezia. I suoi 190 centimetri di altezza e le sue medie (6.8 punti e 2.5 rimbalzi) la fanno notare da Napoli che la ingaggia l’anno successivo e con cui vince lo scudetto nel 2007, quando alla guida delle partenopee c'è Nino Molino. La parentesi alle falde del Vesuvio si chiude con la passata stagione chiusa con 6 punti e 4.7 rimbalzi a match, per 28 minuti di impiego a partita. Sorride quando le si chiede della rivalità con sua sorella Eva: «C'è una costruttiva rivalità - risponde - a volte ci becchiamo, fuori e dentro il parquet. Ma sinora non abbiamo mai giocato insieme. Chi è la più forte? Non saprei, di sicuro abbiamo caratteristiche leggermente diverse».

La ritroverà di nuovo da antagonista nella sua settima stagione in serie A1. I suoi nuovi colori saranno il rosso e il blu di Taranto. Sara spiega il perché della sua scelta: «Mentre riflettevo su un cambiamento di vita, pensando ad un ritorno alle origini, scegliendo una squadra che potesse farmi avvicinare a Livorno, è arrivata l’offerta del Cras. Io l’ho considerata irrinunciabile, perché penso che Taranto sia al momento uno dei migliori ambienti della pallacanestro europea. Inoltre sono felice di ritrovare un allenatore bravissimo che fa dello spirito operaio un modus operandi sul parquet ed uno stimolo per le cestiste. Lui per me è un marchio di garanzia, assieme ad una società seria, che negli anni ha fatto passi da gigante, come dimostra la brillante annata scorsa».

Le ultime parole di Sara Giauro sono sul Cras ormai quasi definitivamente disegnato: «Siamo una squadra competitiva, che può esprimersi bene sia in Italia che in Europa. Penso che Taranto si sia rafforzata in più ruoli attraverso il valore aggiunto della qualità. Brunson per me è una fortissima, che sono sicura tornerà ad alzare la voce in Italia nella prossima stagione. Wambe è un play potente, che ho affrontato nel 2006 in Eurolega. Montagnino ha un talento immenso. L’altra novità sono io e ammetto di essere affamata agonisticamente. Per me è un grande Cras». Le potenzialità delle campionesse d’Italia si specchiano nella voglia di fare bene di Sara Giauro.

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