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In fuga dalla guerra  Alvarez è a Bari

Tutto è bene ciò che finisce bene, naturalmente. Ma quanta tensione, quante domande senza risposte nei giorni scorsi. Perfino per la società barese si è rivelato complicato, ma non impossibile, rintracciare per telefono l’ala di colore
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In fuga dalla guerra  Alvarez è a Bari
BARI - In fuga dalla guerra, in fuga dall’Honduras. Mistero risolto, caso chiuso, paure archiviate. Edgar Alvarez, l’esterno destro offensivo prelevato dal Pisa, 29 anni tondi tondi, da stasera è a Bari. 
Quattro aerei e quattordici ore complessive di volo, alle quali vanno aggiunte le soste in aeroporto. Un viaggio cominciato venerdì a mezzogiorno ora honduregna (le otto di sera qui) e terminato nella tarda serata di ieri, con l’ultimo volo proveniente da Roma, non prima di avere pure perso quello di metà pomeriggio perché quando la sfiga colpisce, lo fa fino in fondo. 

Tutto è bene ciò che finisce bene, naturalmente. Ma quanta tensione, quante domande senza risposte nei giorni scorsi. Perfino per la società barese si è rivelato complicato, ma non impossibile, rintracciare per telefono l’ala di colore. L’unico vero punto di con tatto è stato il procuratore del giocatore, dal quale arrivavano notizie più o meno certe o rassicuranti. «Sta bene, tornerà presto». 

Scappato da un Paese caduto nel caos dal 27 giugno scorso, quando un gruppo di militari ha arrestato nella capitale Tegucigalpa il presidente Manuel Zelaya e lo ha spedito con la forza in Costa Rica, in pratica un «golpe» bello e buono.

(L'intervista di Fabrizio Nitti, sulla Gazzetta del Mezzogiorno di domenica 12 luglio)

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