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Allegretti: «Ho l'età giusta per la serie A»

Il centrocampista, 31 anni: «Ringrazio il Bari calcio per la possibilità che mi sta dando e la Triestina per quanto ha fatto per me in queste stagioni. Sono un centrocampista centrale, mi reputo un mediano che predilige impostare il gioco. La concorrenza di giocatori forti come Carobbio non manca». Presentato anche l'esterno sinistro Koman, 20 anni, proveniente dalla Sampdoria
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Allegretti: «Ho l'età giusta per la serie A»
BARI – «Mi fa piacere essere arrivato in questa squadra. Adesso penso di avere l’età giusta per approdare in serie A e dunque non vedo l’ora di iniziare, per mettermi a disposizione della squadra e del mister Ventura». È il pensiero del centrocampista del Bari Riccardo Allegretti, 31 anni, presentato oggi insieme a Koman.

«Ringrazio il Bari per la possibilità che mi sta dando e la Triestina per quanto ha fatto per me in queste stagioni. Sono un centrocampista centrale, mi reputo un mediano che predilige impostare il gioco. Poi è chiaro che deciderà mister Ventura anche perchè la concorrenza di giocatori forti come Carobbio non manca».

Allegretti che ha come colpo migliore le punizioni spiega: «Per ora in serie A non le ho mai segnate è pur vero però che non le ho mai tirate quindi chi lo sa. Dovrò mettermi d’accordo con Barreto? Nessun problema, magari gli do qualcosa sotto banco per farle tirare solo a me (ride ndr)».

Poi è stata la volta del giovane scuola Sampdoria, Vladimir Koman, ventenne esterno sinistro: «Arrivare a Bari per me rappresenta la soluzione migliore. Ho poca esperienza alle spalle ma sono venuto qui per fare bene. L'esperienza ad Avellino mi è servita molto perchè mi ha reso più maturo. Adesso so che quando scenderò in campo in serie A sarò tranquillo e sereno. Per ora la massima serie l’ho solo assaggiata grazie alla Sampdoria ma sono qui per conquistarla. Mi piace giocare dietro la punta, quindi direi che il ruolo dove riesco ad esprimermi meglio è quello del trequartista.»

Il giocatore ha poi spiegato il motivo per cui pur essendo ucraino ha cittadinanza in Ungheria: «Mio padre, che si chiama come me, era un giocatore di calcio. Era un attaccante, poi un brutto infortunio alle ginocchia gli ha impedito di fare il salto di qualità. Una squadra ungherese però decise di puntare su di lui ingaggiandolo e così tutta la famiglia si trasferì con lui. Da quando ho un anno che vivo lì».

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