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Il Cras chiude il mercato col botto arriva a Taranto il pivot Giauro

La livornese, protagonista sotto le plance da sei serie A1 di basket femminile con Spezia e Napoli, è nel giro della Nazionale azzurra dall’argento europeo Cadette del 1995. Va a rafforzare l’offerta dell’area di rigore rossoblù, in vista della prossima stagione. «Sono felice di ritrovare al Cras Ricchini, un allenatore bravissimo. Lui per me è un marchio di garanzia»
• Gilardi alla Bawer Matera
Il Cras chiude il mercato col botto arriva a Taranto il pivot Giauro
TARANTO - È Sara Giauro l’ultimo colpo della campagna acquisti del Cras Basket Taranto. Il pivot livornese, protagonista sotto le plance da sei serie A1 a questa parte con Spezia e Napoli, che dall’argento europeo Cadette del 1995 è nel giro della Nazionale azzurra, va a rafforzare l’offerta dell’area di rigore rossoblù, in vista della prossima stagione del Taranto, impegnato a difendere lo scudetto e tuffarsi nell’appassionante avventura dell’Eurolega.

UNA GIOCATRICE-OPERAIA Conosce il dogma della pallacanestro di Roberto Ricchini. Con il tecnico che ha regalato a Taranto il secondo tricolore della sua storia, Giauro ha giocato a Napoli, vincendo la Europe Cup nel 2005 e contribuendo agli ottavi storici nell’Eurolega 2006. «Sono felice di ritrovare al Cras un allenatore bravissimo – dice l’atleta prossima ai 30 anni – che fa dello spirito operaio un modus operandi sul parquet ed uno stimolo per le cestiste. Lui per me è un marchio di garanzia, assieme ad una società seria, che negli anni ha fatto passi da gigante, come dimostra la brillante annata scorsa».

Perché Taranto? Questa la risposta del centro toscano, che per il club jonico ha firmato un contratto annuale più opzione per il secondo: «Mentre riflettevo su un cambiamento di vita, pensando ad un ritorno alle origini, scegliendo una squadra che potesse farmi avvicinare a Livorno, è arrivata l’offerta del Cras. Io l’ho considerata irrinunciabile, perché penso che Taranto sia al momento uno dei migliori ambienti della pallacanestro europea». Il Cras come coronamento di una carriera segnata dai sacrifici? «Sì valuto anche in questo senso questo mio nuovo approdo – risponde Giauro -, che voglio onorare offrendo il mio gioco fatto di praticità e sostanza. Arrivo in punta di piedi in Puglia, ma con grande entusiasmo».

LA GIAURO’S FAMILY - Figlia maggiore di Primo Giauro, bravo pivot degli anni ’70 ed ’80 alla corte di grandi club come Scavolini e Fortitudo, Sara è nata a Livorno il 25 ottobre del 1979. Dagli 8 ai 14 anni ha appreso i fondamenti del basket e respirato l’aria agonistica dei campionati giovanili con la storica (ora scomparsa) società Aics Livorno. Di seguito il salto in A2 con San Giovanni Valdarno, seguito dalle puntate in seconda serie prima con Prato e dopo con La Spezia, che nell’annata 2003-2004 le ha permesso di esprimersi nella prima A1 della carriera, allora caratterizzata dalla discreta media per un centro di 190 centimetri pari a 6,8 punti e 2,5 rimbalzi. Numeri che richiamano l’attenzione del Napoli, che la tessera per l’annata successiva, sino a sfruttarne le doti per vincere la Europe Cup nel 2005 (alla corte di Ricchini) e lo scudetto nel 2007 con l‘ex tecnico del Cras Molino a guidare le “azzurre”.

La parentesi alle falde del Vesuvio si chiude con la passata stagione scandita dal trend di 6 punti e 4,7 rimbalzi, frutto di un impiego pari a 28 minuti a match. Con il Napoli Giauro si fa le ossa in Europa, con la magica Europe Cup 2005 (9,4 punti e 3,3 rimbalzi a gara) e con le due partecipazioni in Eurolega, tra 2006 e 2008, portando una media di 5,6 punti e 2,8 rimbalzi.

Sara Giauro è la sorella maggiore di Eva, 23 anni sempre pivot, che ha disputata l’ultima A1 a Venezia, dove si è bloccata a metà anno per un infortunio. «La pallacanestro delle sorelle Giauro? E’ stata spesso caratterizzata da una costruttiva rivalità – risponde Sara – a volte ci becchiamo, fuori e dentro il parquet. Ma sinora non abbiamo mai giocato insieme. Chi è la più forte? Non saprei, di sicuro abbiamo caratteristiche leggermente diverse». Sara Giauro dispone di molta tecnica, una buona visione di gioco e forza atletica. Ama il lavoro sporco, spesso rende molto in difesa, alternando le prestazioni in attacco. Di sicuro è una giocatrice che in partita si fa sentire.


«PER ME E’ UN GRANDE CRAS» - Zimerle e Wambe play; Greco, Montagnino e Siccardi guardie; Mahoney ala; Brunson, Godin, David, Giauro e Prado pivot. Questo il quadro del Cras 2009-2010. Ecco il giudizio del nuovo acquisto Giauro. «Siamo una squadra competitiva, che può esprimersi bene sia in Italia che in Europa. Penso che Taranto si sia rafforzata in più ruoli attraverso il valore aggiunto della qualità. Wambe è un play potente, che ho affrontato nel 2006 in Eurolega. Montagnino ha un talento immenso e poi la sottoscritta, che ammetto di essere affamata agonisticamente. Per me è un grande Cras».

Come giudica il valore del parco “lunghe” del Cras Giauro? «Parto da Brunson, per me è una fortissima, che sono sicuro tornerà ad alzare la voce in Italia nella passata stagione». Le sue parole si rispecchiano nella crescita di Becky, attualmente in azione nella Wnba americana, dove la sua media punti+rimbalzi è cresciuta, visto il suo attuale 7,4+5,5. Statistiche confortanti in vista di una stagione che si annuncia scoppiettante per il Cras.

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