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Martedì 26 Settembre 2017 | 11:21

Barreto: per il Bari  ho detto no agli arabi

di FABRIZIO NITTI
«Questa serie A di calcio la sento mia, non ho mai pensato di andare via. Avrei ricominciato da qui anche con Conte e il suo staff. Non so se loro avrebbero fatto lo stesso... Ventura? Mi sembra preparato e un’ottima persona»
Barreto: per il Bari  ho detto no agli arabi
di FABRIZIO NITTI

BARI - Rieccolo, l’uomo dei sogni. Il bomber che ha scatenato la fantasia dei tifosi, trascinando in A il Bari con la bellezza di 23 reti. «E Barreto fa gol, e Barreto fa gol, e Barreto fa gol, Barreto fa gol...». Coro storico, un «cult» del campionato dei miracoli. Perfino i suoi compagni lo intonavano negli spogliatoi, prima e dopo le partite. 

La promozione in A, il «fine-prestito» con conseguente ritorno all’Udinese, una trattativa lunga e fastidiosa, il matrimonio con Elisa, il viaggio di nozze in montagna, il ritorno in Puglia. Ed in mezzo un paio di faraoniche offerte rispedite al mittente. Prima dai russi del Cska di Mosca, poi dal Qatar. Cifre da sballo, cifre che avrebbero permesso di sistemare anche le prossime generazioni. Gli arabi, ad esempio, sarebbero stati disposti a mettere nelle mani del brasiliano 2 milioni e 500 mila euro a stagione... 

«Ma non ho mai pensato di andare lì a giocare - confida Paulo Vitor -. Il richiamo del Bari è stato più forte, credevo fin dall’inizio di poter vestire ancora il bianco e il rosso. Eppoi sono ancora troppo giovane per un’esperienza del genere e nonostante un ingaggio tanto pesante non era davvero il caso. Avevo troppa voglia di serie A». 

Torna a parlare dopo oltre un mese. Un mese di silenzi, anche pesanti. Cellulare perennemente staccato, forse pure per evitare di cadere in... tentazione. Voci ne sono corse tante, attorno al suo tormentato rapporto con lo staff tecnico precedente. Nessuna polemica, ma qualcosa traspare: «Diciamo che mi sono riposato un po’. Ho preferito staccare il telefono, lasciarlo a casa e partire. Un mese senza sentire nessuno. Sì, ogni tanto mi sentivo con il mio procuratore, ma accadeva di rado. e allora leggevo sui giornali. Prima si è parlato di me e Ventrone, pio di me e Conte. Ho lasciato esprimere tutti, non avevo niente da dire... Certo, problemi durante l’anno ne abbiamo incontrati, ma problemi di spogliatoi che ritengo normali nel corso di una stagione, quasi fisiologici, credo che dappertutto sia così. Però tutto finisce lì. Avrei ricominciato anche con loro. Ma non so se loro avrebbero ricominciato con me...». 

Comunque si ricomincia. E Barreto ritrova la serie A inseguita negli anni scorsi, raggiunta, ma poi persa. La parentesi Udinese, che ha preceduto la B con Treviso e Bari, è una specie di ferita ancora aperta, un periodo non proprio felicissimo: «Direi che è questa la mia prima vera serie A. Forse a Udine sono arrivato troppo giovane e non avendo esperienza non ho potuto e saputo esprimermi al meglio. Discreto il primo anno, il secondo invece.... Questa volta è diverso. Mi sento più pronto, ho più fiducia in me stesso. Fermo restando che ogni anno bisogna ripartire da zero, dimostrare sempre qualcosa, evitare di dire cose inutili. Certo, l’autostima è cresciuta, ho dentro grande entusiasmo, non vedo l’ora che si torni a giocare». 

Prime impressioni sulla nuova gestione targata Ventura: «Ci stiamo allenando da pochissimo, ogni tecnico ha un proprio sistema di lavoro, le proprie idee. Non è il caso di dare giudizi, anche perché sono tutti professionisti del campo. Il mister mi sembra una brava persona, preparato, anche se non ho mai giocato con lui. Ci ha spiegato come intende fare, direi che il modulo è simile a quello utilizzato da Conte».
Una rendita di 41 gol fra Barreto e Riccardo Meggiorini, l’attaccante che nel campionato scorso ha «salvato» il Cittadella. Assieme a Tavano, Barreto e Meggiorini hanno fatto cose eccezionali. Potrebbe essere la coppia giusta, senza dimenticare però uno come Kutuzov. Il sudamericano frena: «La serie A è diversa dalla B, sarà un esame per tutti ogni domenica. La verità è che bisognerà dare continuità a quanto siamo riusciti a produrre nella stagione scorsa».

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