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Domenica 22 Ottobre 2017 | 21:22

Il Bari lancia la sfida al calcio delle «big»

La nave biancorossa è salpata. Capitan Ventura al timone di un equipaggio che ha un obiettivo preciso: centrare la salvezza in quello che si annuncia come un campionato spartiacque per il calcio italiano. Ieri giornata di raduno, pre-test e presentazioni. Sette, per la precisione, come mai prima. Vincenzo Matarrese a fare da padrone di casa fra battute e piccole chicche di mercato
• Alvarez è partito dall'Honduras
Il Bari lancia la sfida al calcio delle «big»
di Fabrizio Nitti

BARI - La nave biancorossa è salpata. Capitan Ventura al timone di un equipaggio che ha un obiettivo preciso: centrare la salvezza in quello che si annuncia come un campionato spartiacque per il calcio italiano. Ieri giornata di raduno, pre-test e presentazioni. Sette, per la precisione, come mai prima. Vincenzo Matarrese a fare da padrone di casa fra battute e piccole chicche di mercato. Andiamo con ordine ed in ordine alfabetico: Leonardo Bonucci, Filippo Carobbio, Giuseppe Greco, Antonio Langella, Riccardo Meggiorini, Daniele Padelli e Matteo Paro. Riccardo Allegretti ed Edgar Alvarez fra oggi e domani completeranno il mosaico dei volti nuovi, aspettando che anche Vladimir Koman (Uzhorod, 16 marzo 1989, ucraino naturalizzato ungherese) dica sì a Perinetti, che ha già raggiunto l’accordo con la Samp per il prestito con il diritto di riscatto della metà del cartellino: «L’anno scorso di questi tempi - ha ricordato il presidente - presentammo sei giocatori. Ci siamo superati, questa volta abbiamo fatto di meglio. Questi ragazzi conoscono perfettamente il compito che li attende. In loro ripongo grande fiducia, così come in Ventura e Perinetti. La serie A non è facile e per una neopromossa è ancora più complicata, bisognerà raddoppiare gli sforzi. Se ci dovesse capitare quello che è accaduto al Lecce, per il quale sono ancora dispiaciuto, sarebbe una iattura. Ci attrezzeremo per soffrire di meno e gioire un po’ di più».

Un assist alla Roberto Baggio versione mondiale Usa nel 1994... Ci sarà spazio per il grande nome? Il presidente risponde, ricorda e svela: «Con Cerci (e si sapeva, ndr) e Andreolli (si sapeva un po’ meno, ndr) direi che staremo abbastanza bene. Perché pensare per forza ai nomi? Io grandi nomi a Bari non ne voglio più, specialmente da quando prendemmo il “bagno” nell’era Platt. Retrocedemmo in B con l’inglese, Boban e via dicendo... E invece salimmo in A disputando poi buone stagioni, con gente presa dalla C2, dalla Solbiatese. Voglio prima vedere al lavoro questo gruppo, guardare con attenzione le prime partite, ormai dopo 30 anni di calcio un po’ di esperienza l’ho accumulata. L’anno scorso dopo la partita contro l’Inter predissi un grande futuro alla squadra di Conte e non sbagliai, pure se in alcuni momenti sono intervenuto duramente per rinsaldare il gruppo... Perinetti ha portato a Bari il meglio per quelli che sono i nostri livelli, siamo stati fra i più attivi sul mercato. Non voglio prendere giocatori solo per fare numero e questo va oltre il discorso economico. Diciamo che fino alla metà di agosto valuteremo questo gruppo, poi vedremo».

Il primo allenamento del BariAvanti così, dunque. «Meggiorini era uno dei pezzi pregiati del mercato, è venuto da noi - continua Matarrese - e devo dire grazie al Genoa. A proposito, poi Meggiorini mi dirà come ha fatto a segnare tanti gol col Cittadella. E Langella, invece, dovrà offrire esperienza ad una squadra giovane».

«Sono rimasto un po’ male per come si è comportata l’Inter - ha commentato Meggiorini, 24 anni - ma la mia mente è ora concentrata sul Bari. Una grande occasione. Il campo dirà se sono da serie A, dopo le buone stagioni in C1 e B. Certo, la mia autostima negli ultimi anni è aumentata, ho voglia di confermarmi».

«Come ci si salva? Beh, l’esperienza dello scorso anno con il Chievo - ha spiegato l’esterno sinistro Langella, 32 anni, 4 presenze in nazionale dove ha esordito nel 2005 - mi ha insegnato che il gruppo è quello che conta, la compattezza. Toccherà a noi nuovi integrarci subito in questo Bari».

«La mia prima parentesi in A con la Reggina - ha raccontato poi Filippo Carobbio, 30 anni - non è stata felicissima. Avevo quattro anni in meno, poca esperienza, era la prima volta che mi allontanavo da casa, giocando con un modulo diverso. Ora sono maturato e gli ultimi anni con l’Albinoleffe mi hanno fatto crescere. Ecco, a Bari voglio dimostrare di essere un centrocampista da serie A. Nessun problema con Allegretti, possiamo giocare assieme, io sono mancino».

«Noi troppo giovani in difesa? Non sarà un problema - il parere di Leonardo Bonucci, 22 anni -. Gli stimoli sono grandissimi e molti dei miei compagni vantano esperienze internazionali. Eppoi, ci penserà una chioccia come Stellini a tenerci svegli».

«Proverò a rubare i segreti del mestiere a Gillet, un grande portiere - le parole di Daniele Padelli -. Lui è fuori discussione, io cercherò di farmi trovare pronto. La mia esperienza a Liverpool mi ha aiutato a crescere: arrivai lì dal Crotone, mi ritrovai con Benitez in panchina e gente come Gerrard in campo... Una partita da titolare, contro il Charlton».

«Arrivo da due infortuni gravi - ha ricordato Matteo Paro, centrocampista di 26 anni, due volte operato al ginocchio - ma ho voglia di ripartire subito. Questa è la piazza giusta».

«Da quattro mesi faccio fisioterapia - chiusura affidata a Giuseppe Greco, attaccante classe 1983, grave infortunio al tendine d’Achille nel marzo scorso - ma sarò a posto nel giro di due o tre settimane. Darò tutto per la causa biancorossa».

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