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Domenica 22 Ottobre 2017 | 15:54

Fenucci crede nel Lecce «D'accordo con Platini»

La reprimenda dell’Uefa alle folli spese del Real Madrid e l’intenzione di giungere al salary cup e al limite di spesa confortano la politica del club salentino. L'ad della società giallorossa: «Sono proposte che noi avevamo avanzato da tempo. Quella del numero limitato della rosa è stata accettata solo per la serie B e non è un caso che la serie A  di calcio si trovi in una situazione di gravissima crisi»
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Fenucci crede nel Lecce «D'accordo con Platini»
di Massimo Barbano

LECCE - La reprimenda dell’Uefa alle folli spese del Real Madrid e l’intenzione di giungere al salary cup e al limite di spesa confortano la politica del Lecce di andare verso un calcio che si autofinanzi. «Sono proposte che noi avevamo avanzato da tempo - dice il dottor Claudio Fenucci, amministratore delegato del Lecce - quella del numero limitato della rosa è stata accettata solo per la serie B e non è un caso che la serie A si trovi in una situazione di gravissima crisi».

Platini ha detto che il calcio ha bisogno di regole. Se si arrivasse finalmente a questo, sarebbe possibile un calcio dove vince il migliore e non chi ha più soldi. In altre parole, un Lecce potrebbe vincere lo scudetto?

«No, il divario fra grandi e piccole rimarrà immutato. Il Lecce, ma dico di più, anche squadre come la Sampdoria o la Fiorentina difficilmente riusciranno a vincere lo scudetto, semplicemente perchè il gap di ricavi resterà immutato. Anche la nuova legge sui diritti televisivi che hanno sbandierato come riformatrice, nella realtà, vincolando la distribuzione ad una storia sportiva lunghissima e al bacino di utenza, di fatto cristallizza forse più di prima i rapporti di forza. Quello che cambierà sarà che i club avranno più vincoli per raggiungere l’equilibrio economico. Una sorta di garanzia che spendano quello che possano permettersi senza ricorrere all’indebitamento».

La crisi economica in che modo sta penalizzando il Lecce?

«Molto per quanto riguarda sponsorizzazioni e pubblicità nello stadio. Purtroppo ci sarà uno spostamento degli interessi delle aziende e quindi degli investimenti pubblicitari verso l’alto e il campionato di serie B diventerà sempre più marginale».

Questa crisi ha cristallizzato anche il mercato. E ci sono difficoltà anche per cedere i pezzi forti come Esposito. Si andrà avanti così fino al 31 agosto?

«La crisi sta paralizzando le transazioni. Poi c’è anche un cambiamento di politica dei grandi club che una volta tendevano ad investire di più nel mercato domestico ed oggi invece si rivolgono molto di più all’estero per comprare i giocatori. Ma noi speriamo che, avvicinandosi le date dei ritiri, qualche operazione possa concludersi».

Questo è un grosso problema per il Lecce che ha molti esuberi ed ha necessità di vendere prima di poter acquistare?

«Questo è un problema per tutti i piccoli club che devono finanziarsi attraverso la cessione dei giocatori. Nel nostro caso il problema è più pressante perchè dopo una retrocessione c’è la necessità di ringiovanire la rosa e per fare questo, dobbiamo prima portare a compimento alcune operazioni. Sarà sicuramente difficile realizzare il progetto che abbiamo in testa, però siamo fiduciosi che, data la qualità dei nostri tesserati si possa portare a compimento. Dobbiamo assolutamente farlo perchè la serie B comporterà costi per quasi il doppio dei ricavi».
 
Se però non si dovesse riuscire a vendere, sarebbe un problema anche la sperequazione dei contratti fra vecchi e nuovi?

«Non ci siamo ancora posto questo problema perchè io rimango fiducioso nel fatto che gli obiettivi che ci siamo posti saranno raggiunti. Le trattative sono state impostate e dovrebbero essere portare a compimento, i contratti più onerosi non dovrebbero rimanere. Poi è evidente che per i nuovi arrivi il livello salariale sarà più basso rispetto ai giocatori che ci sono già, ma, mi sembra normale che ci sia una fascia diversa fra i giovani e chi ha un po’ di esperienza in più».

Si parla di progetto a medio termine, ma non si è mai detto con chiarezza quale sarà la dimensione del Lecce nel prossimo campionato...

«La famiglia Semeraro in questi 14 anni ha coperto perdite per cifre considerevoli consentendo al Lecce di vivere al di sopra dei propri mezzi. Oggi, anche in presenza di una crisi finanziaria mondiale e di dimensioni rilevanti si è deciso di portare avanti la strada dell’autofinanziamento. Questo potrà anche condizionare gli obiettivi sportivi immediati. Ad oggi è difficile ipotizzare quali risultati potrà portare nel futuro più prossimo. Anche se c’è da dire che siamo in linea con quello che dovrebbero spendere le altre concorrenti, eccetto forse per le altre due retrocesse che spenderanno qualcosa in più. Insomma, partiamo in posizione paritaria e qualsiasi risultato potrebbe essere raggiunto».

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