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Domenica 22 Ottobre 2017 | 23:09

La play belga Wambe presa dal Cras Taranto

Il club ionico, campione d'Italia in carica di basket femminile, ha acquistato un elemento che ha giocato da protagonista le ultime due Eurolega con una media-partita di 9,1 punti e 3,6 assist. «È giunto il momento di conoscere il campionato italiano. Sono felice di venire a giocare a Taranto, in un club importante ed in una città dove so che il tempo è ottimo ed il mare è bellissimo»
La play belga Wambe presa dal Cras Taranto
TARANTO - Kathy Wambe, play-guardia belga, che ha giocato da protagonista le ultime due Eurolega con una media-partita di 9,1 punti e 3,6 assist, è il nuovo acquisto del Cras Basket Taranto. Dopo essersi assicurato le prestazioni della guardia-cecchino Montagnino, la società del presidente Angelo Basile confeziona un nuovo affare di mercato.

Talento, regia in evoluzione positiva, punti nella mani e tanta voglia di vincere. Queste le credenziali di Wambe, che dopo le prove generali nel suo Belgio, ha incominciato ad affermarsi in Francia. Ed ora l’Italia, una nuova scommessa da vincere. La sua scommessa è il Cras, col quale la “nera” di Tournai sarà legata da un anno di contratto.

«HO UNA GRAN VOGLIA DI CRESCERE» - Ultime ore di vacanza a Valencia, Spagna. Kathy Wambe ha l’Italia nel cuore. Prima di dire sì al Cras, nella sua vita ha detto sì ad un “pezzo” dell’Italia. «Il mio ragazzo Julian ha la mamma ed i suoi nonni italiani. Sono di Enna. Sicilia. Un posto bellissimo. Ora sono felice di venire a giocare a Taranto, in un club importante ed in una città dove so che il tempo è ottimo ed il mare è bellissimo. Il mare, lo adoro».

Perché il Cras Basket Taranto e non un’altra squadra dove cercare nuove fortune? La Wambe risponde così: «Avrei potuto dire sì ad una società russa ad esempio, facendo prevalere soprattutto la ragione del portafoglio. Ma Taranto è una proposta che mi affascina. È giunto il momento di conoscere il campionato italiano, del quale la mia amica Laurence Van Malderen – il pivot della nazionale belga che dal 2004 al 2008 ha giocato nell’A1 italiana ndc – mi ha detto un gran bene. Il vostro torneo è tra i competitivi d’Europa. E Taranto è una società che si sta facendo conoscere a livello continentale. La proposta della società è stata allettante. Il Cras mi offre la possibilità di crescere come persona e farmi affinare come cestista».

DAL BELGIO CON FURORE - Kathy Wambe è nata a Tournai (comune francofono tra i più antichi del Belgio) il 7 novembre del 1981. Tournai non ha contribuito solo alla cultura del Belgio ma anche allo sport, come rammentano le gesta a cavallo firmate tra il secondo ed il terzo millennio dalla ciclista, motociclista ed aviatore Hélène Dutrieu.


Il basket è invece l’unico amore sportivo del play-guardia Wambe, che ha scoperto la palla a spicchi ad 11 anni, «perché il primo dei miei quattro fratelli – racconta l’atleta alta 172 centimetri – giocava a pallacanestro, sport praticato sino alla prima divisione belga con il Charleroi». Più famosa Kathy della famiglia Wambe. Dapprima i passi con le maglie giovanili della nazionale belga che le fanno respirare l’aria europea, in contemporanea con le tappe dei campionati nazionali, attraverso le squadre Soubry Kortrijk e Dexia Namur. Con l’ex club del centro crassino Rebekkah Brunson, Wambe affronta le sue prime manifestazioni continentali per club: compiuti i vent’anni si fa già notare nelle Ronchetti Cup 2000 e 2001, segnando una media di 13,3 punti a partita. Numeri che richiamano l’attenzione della Francia confinante.

Una delle società transalpine più rappresentative, il Lille Metropole, chiama il play-guardia nella sua scuderia. Wambe non tradisce e gioca stagioni importanti. Nell’annata 2006-2007 l’intera nazione parla di lei, perché nel match contro Mondeville firma il record francese di assist nel basket femminile. Ben 18 le palle d’oro servite alle compagne. «Ricordo ancora quella partita – dice Kathy – quando l’allenatore si complimentò con me, facendomi leggere lo scout, io non credevo ai miei occhi. Ero orgogliosa di quella statistica, perché avevo contribuito alla buona prova della mia squadra».

Dalla Coppa Ronchetti sino all’Eurolega. Nelle ultime due annate Wambe ha battuto i migliori parquet d’Europa, cimentandosi in una manifestazione che considera «durissima ma stimolante». 9,1 punti, 3,6 assist e 2,3 rimbalzi. Questa la sua media nell’Eurolega sinora giocata con Lille Metropole (ottavi di finale raggiunti nel 2008) e l’anno scorso con l’Union Hainaut Basket Valenciennes (turno preliminare). Cosa consiglia Wambe al Cras in vista della prima “Coppa Campioni” della sua storia? «Innanzitutto – risponde la ventisettenne esterna – per il Cras si tratta di una manifestazione importante, che giocherà per la prima volta con entusiasmo. In campo troveremo le compagini più forti d’Europa. Sarà un campionato duro, dove conterà avere forza fisica, tecnica ed una panchina lunga. Poi, siccome so che Taranto difenderà il suo secondo scudetto, sarà indispensabile dosare bene le energie. Ma a riguardo mi fido dell’ottimo lavoro fatto dall’allenatore Ricchini nella passata Europe Cup».

PUNTI, FAME E KOBE BRYANT - Ecco l’identikit di Kathy Wambe: «Sono inizialmente partita come una guardia che segnava e basta. Poi col tempo mi sono innamorata anche del ruolo della regia. Il mio basket è in evoluzione, mi piace costruire il gioco e mettermi a disposizione del gruppo, disegnando traiettorie e inventandomi gli assist. Ma quando ho la palla tra le mani e vedo il canestro mi sparo le cartucce col tiro».

Questo è il play-guardia Wambe secondo la diretta interessata. L’Italia la scoprirà dalla prossima stagione, che vedrà Taranto difendere il secondo scudetto della sua storia. Il primo match si giocherà il 4 ottobre al PalaMazzola contro Faenza. Sarà il giorno della Supercoppa italiana. «Ho fame di successi. Sinora in carriera ho vinto diverse partite, ma non ho conquistato alcun trofeo». Kathy Wambe, sebbene in vacanza spagnola con la famiglia, ha già in testa i suoi obiettivi. Sulla scia di Kobe Bryant. «Il campione dei Los Angeles Lakers è il mio mito. Io sarei il Bryant del Belgio? Non esageriamo. Ma adoro la sua pallacanestro, perché è vincente». Per il Cras c’è una nuova giocatrice affamata. Parole d’oro per le compagne, coach Ricchini ed il presidente Basile.

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