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Finalmente Allegretti «Bari, un'emozione»

Il nuovo arrivato: «L’entusiasmo dei tifosi mi dà grandi motivazioni». Regista, classe ‘77, arriva dalla Triestina. Nella B di calcio è spesso stato un valore aggiunto, quasi un lusso. Abbastanza vaghe, invece, le tracce nella massima serie (Como, Modena e Chievo, in tutto 52 presenze). Sono, dunque, sei i centrali in organico nel Bari, tra cui Carobbio, Paro, Donda, De Vezze e Gazzi
• Meggiorini vuol diventare grande
Finalmente Allegretti «Bari, un'emozione»
di Antonello Raimondo
 
BARI - Anche questa è fatta. Acquisto numero undici in casa Bari, lui è Riccardo Allegretti, regista classe ‘77 che Perinetti ha prelevato dalla Triestina. In B è spesso stato un valore aggiunto, quasi un lusso. Abbastanza vaghe, invece, le sue tracce nella massima serie (Como, Modena e Chievo, in tutto 52 presenze).
 
Sono, dunque, sei i centrali attualmente in organico nel Bari. Carobbio, Paro, Donda, De Vezze, Gazzi e, appunto, Allegretti. Due, però, andranno recuperati e, quindi, valutati. Parliamo di Paro, che non gioca da circa un anno e mezzo, e di Donda, reduce da un doppio intervento chirurgico alle ginocchia. Normale, dunque, che Ventura e Perinetti abbiano voluto cautelarsi.
 
Allegretti, finalmente può parlare da barese...
 
«Guardi, da quando ho saputo dell’interessamento del Bari non ho fatto altro che augurarmi una felice conclusione».
 
Ora ci siamo, ha firmato un contratto biennale.
 
«Sì e la cosa mi rende molto felice. Mi butto in questa avventura con grande entusiasmo. È quello che ho detto, via telefono, a mister Ventura che mi ha chiesto se me la sentivo ad accettare questa sfida che per me è il coronamento di un percorso professionale».
 
La parentesi di Trieste non si è chiusa benissimo.
 
«Nulla di rilevante. C’è stata qualche incomprensione con Maran e, soprattutto, ho avuto difficoltà a tornare in forma dopo un guaio muscolare. In carriera non ho quasi mai subìto infortuni. Il mancato accesso ai playoff ha alzato il livello della tensione e poi credo che la società volesse abbattere i costi...».
 
Cosa la intriga di Bari?
 
«L’ambiente è pazzesco. Già alla prima giornata di campionato si respirava un’aria speciale. Quel giorno feci gol su punizione. Si vedeva che c’era una voglia matta di tornare in serie A. Poi quelle immagini della festa promozione. Roba dell’altro mondo».
 
E della squadra che impressione ha ricavato durante il campionato?
 
«Ottima. Il Bari ha vinto giocando bene a calcio e mostrando una grande mentalità. Erano altre le squadre che dovevano vincere il campionato. Invece Conte e i suoi ragazzi hanno dimostrato come con il gioco e l’organizzazione i valori possono essere ribaltati».
 
Quali le armi vincenti di Conte?
 
«Barreto e Guberti sono calciatori di categoria superiore. Però sono convinto che il Bari abbia vinto esaltando il concetto di squadra».
 
Conosce qualche altro nuovo compagno?
 
«Ho giocato con Parisi nella parentesi di Messina. Mentre io ed Esposito ci siamo incrociati nel Chievo anche se lui era semplicemente aggregato alla squadra. Infine Andrea Masiello. Vedrete non ci saranno problemi per il mio inserimento nel gruppo. Saremo in tanti a essere alla prima».
 
Capitolo mercato. Il Bari non si ferma ad Allegretti (pare sia costato 200 mila euro). Ci saranno altri acquisti e porte aperte anche in uscita. Galasso è vicino alla Salernitana, De Vezze è finito nel mirino del Chievo, Colombo è in contatto con un paio di club della serie B. Poi c’è da riprendere il discorso rimasto a metà con la Triestina che ha chiesto notizie di Rivas, Caputo ed Esposito.

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