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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 15:03

Taurino «vede» i derby con le altre pugliesi

Il difensore centrale del Brindisi (serie D di calcio), come Enrico IV di Francia che fu detto il Grande, soprannome anche del giocatore, è tornato lo scorso anno per vincere una scommessa (riportare i salentini fra i «pro»). Ora vorrebbe togliersi lo sfizio di vincere qualche derby in più delle altre sette sorelle pugliesi che disputeranno il campionato di Seconda Divisione
Taurino «vede» i derby con le altre pugliesi
di Franco De Simone

BRINDISI - Roberto Taurino, il difensore centrale del Brindisi Football 1912, come Enrico IV di Francia che fu detto il Grande, come i tifosi biancazzurri hanno soprannominato il giocatore che, tornato lo scorso anno per vincere una scommessa (riportare Brindisi fra i «pro»), ora vorrebbe togliersi lo sfizio di vincere qualche derby in più delle altre sette sorelle pugliesi che disputeranno il campionato di Seconda Divisione.

Enrico IV e Taurino, qual è il trait d’union fra i due? Il re di Francia ebbe anche il soprannome di «galante» in riferimento alla sua grande passione per le donne; Taurino, ieri pomeriggio, passeggiava, sottobraccio alla sua bella compagna, Anna Saponaro per le Jardin de Touileries, nei pressi della Torre Eiffel.

Vacanza meritata, dopo una bella promozione.

«È la prima volta che vediamo Parigi - ammette il difensore -. È uno splendore. Ti rapisce in un solo attimo. Con Anna siamo rimasti estasiati della maestà della Torre. Ci siamo già ripromessi di tornarci di notte per rivederla illuminata. Sarà fantastica».

Quattro passi lungo la Senna, poi, inevitabilmente Montmarte.

«Non scopriamo assolutamente nulla, perchè è stato detto tutto di questa metropoli. Ma, a prescindere dalle poesie, dalle canzoni, dai quadri, qui è per davvero tutto bellissimo».

Da Parigi a... Brindisi. Un salto nel buio?

«No. Perché mai? Brindisi mi ha regalato tante emozioni, da giocatore e da uomo. Tutte altrettanto belle».

Dal punto di vista della professione va tutto a gonfie vele?

«Lo scorso anno, abbiamo scommesso, noi e i dirigenti. Volevamo riportare, tutti assieme, la squadra nel mondo dei professionisti. Ci siamo riusciti. La nostra forza è stato il gruppo. Ci siamo subito compattati avendo bene in mente l’obiettivo da raggiungere».

Prove generali per un altro campionato d’avanguardia?

«Calma. Ora siamo in Seconda Divisione. È tutt’altra storia. Sono certo di una cosa: sarà allestita una buona squadra. Ma non saremo così forti come lo scorso anno. Nel senso che non abbiamo avuto avversari proprio perché avevamo subito compattato i ranghi, mossi tutti dal desiderio di raggiungere un traguardo importante».

La qual cosa si potrebbe ripetere anche quest’anno. Provarci non costa niente, vero?

«È fin troppo logico che proveremo a rifare per filo e per segno tutto ciò che ci ha portato ad essere molto competitivi - asserisce Roberto Taurino -. Vorrei, però, puntualizzare che la Seconda Divisione è tutt’altra cosa della serie D. Sarà, ad occhio e croce, un campionato più equilibrato, con giocatori importanti. In ogni caso, si preannuncia una stagione ben diversa da quella vissuta».

Proviamo a spiegare meglio questo concetto?

«C’è poco da aggiungere. I tifosi dovranno capire le difficoltà e se qualche gara sul terreno di casa non dovesse andare come lo sperano, dovranno restare sempre accanto alla squadra e non alzare subito il muro della diffidenza».

Sarà, questa Seconda divisione, un campionato nel campionato.

«Vero. Ci saranno tanti di quei derby che non si avrà certamente il tempo di rilassarsi. Questo è un dato che sta molto a cuore ai nostri tifosi. Penso alle gare con il Barletta, con il Noicattaro, con l’Andria, con il Manfredonia. Mamma mia! Saranno derby caldissimi».

Ci sono “partite”, che nonostante sia passato qualche anno, lasciano pensare che saranno intensamente vissute.

«Quella con il Barletta in maniera particolare. Anche se gli altri derby non saranno da meno».

Intanto, in società, continuano i colloqui con i giocatori della passata stagione. L’intendimento dei dirigenti è quello di rinforzare, adeguatamente, la squadra dello scorso anno che, in ogni caso, poteva contare su elementi di spessore tecnico di qualità. È per questo che con cinque-sei giocatori che arriveranno dal mercato in entrata, si potrà allestire una formazione che potrebbe essere in grado di stare al passo con le pretendenti alla vittoria finale.

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