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«Delusione Conte» «Certezza Ventura»

Il presidente del Bari (A di calcio): «Il nuovo tecnico non ha bisogno di presentazioni. Ha una storia così lunga. Mi piace che venga dalla gavetta, proprio come me. Vuol dire che ha zappato, ha sudato prima di raggiungere traguardi importanti. Gli auguro di dare alla città ed alla tifoseria le stesse gioie che ci ha regalato il suo predecessore». Matarrese non dimentica il recente passato, cioé Conte
• Ventura: «Allenare per me è una libidine»
• Mercato: si riapre la pista Meggiorini
• Perinetti: «Siamo vicini alla punta»
• Arriveranno anche Bonucci, Paro e Greco
«Delusione Conte» «Certezza Ventura»
BARI - «Ventura non ha bisogno di presentazioni. Ha una storia così lunga. Mi piace che venga dalla gavetta, proprio come me. Vuol dire che ha zappato, ha sudato prima di raggiungere traguardi importanti. Gli auguro di dare alla città ed alla tifoseria le stesse gioie che ci ha regalato il suo predecessore». Vincenzo Matarrese dà il benvenuto a Giampiero Ventura. Ma non dimentica il recente passato, cioé Antonio Conte. Il presidente ha però qualcosa da aggiungere, quasi a voler chiudere una vicenda contorta: «Per me Conte è stato un figlio. Non mi aspettavo certe prese di posizione nei miei confronti, nei confronti di una persona che ha ormai i capelli bianchi. Quando diventerà meno rigido e sposerà in maggior misura le problematiche di una società, potrà fare ancora meglio. Diventerà un grande, ma ha bisogno di tempo per crescere. In un’azienda non si dice mai “io”, ma si usa il “noi”. Ciò non toglie che durante il campionato appena concluso mi sono divertito come non mi accadeva da anni. Ma sono convinto che continueremo a divertirci».

Giorgio Perinetti si assume tutte le responsabilità della scelta: «Se Conte in A poteva rappresentare una intrigante scommessa, Ventura è una spregiudicata certezza. Di questo ingaggio mi assumo la responsabilità e ci metto la faccia. Spesso ho pensato di lasciare Bari e il Bari dopo la vittoria del campionato. Andare via dopo un successo significa lasciare una impronta. Non dimentico i sorrisetti, anche in società, dopo le prime due sconfitte di Conte. Ho invece preferito rischiare, rimettere tutto in discussione, ben sapendo che gli applausi di ieri possono trasformarsi in fischi. Non mi piace l’equazione che gira in città: Conte-garanzia, Ventura-disimpegno della società. È un errore. La garanzia è la proprietà, l’entusiasmo mostrato in questi due anni. siamo sereni, fiduciosi, speriamo anche che la fortuna ci aiuti. Credo che il Bari abbia deciso di andare controcorrente rispetto alla moda attuale: Juve e Milan hanno puntato su tecnici alla prima esperienza, noi invece abbiamo fatto il contrario».

«Perché Ventura? Perché rappresenta una scelta sulla via della continuità tecnica e tattica. Ho segnalato a Matarrese il nome di Giampiero subito dopo la rottura con Conte. Le squadre di Ventura hanno sempre una precisa identità, personalità, organizzazione. Ha entusiasmo, è qui perché è bravo. Ha entusiasmo, idee per costuire la squadra. Ecco, Conte è più pragmatico, ha bisogno di certezze; Ventura è invece un creativo».

«Lo seguivo come osservatore della Roma di Liedholm quando era un tornante promettente della Sanremese. Da tecnico lo segnalai al Giarre nel 1992-93 quando disputò un grande campionato di C1 sfiorando la promozione... Ha allenato anche giocatori poi diventati grandi tecnici come Lippi e Spalletti. Non rappresenta un ripiego».
[f.n.]

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