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Le irresistibili del Real Statte campionesse di calcio a 5

Il gruppo festeggia il tricolore conquistato sul rettangolo napoletano di Cercola dopo il successo ai rigori sulla Virtus Roma. L’attaccante leccese Nicoletti con le sue otto reti nella final eight ha contribuito allo scudetto della squadra di Marzella. Ma il tiro decisivo è quello di D'Ippolito. In lacrime Marzella, l’allenatore-fondatore del club. È il terzo titolo nella storia
Le irresistibili del Real Statte campionesse di calcio a 5
di ALESSANDRO SALVATORE

TARANTO - «In quel rigore ci ho messo i sacrifici di una stagione. Sacrifici indispensabili per vincere il nostro terzo scudetto». Mina D’Ippolito è la mamma in campo del Real Statte, che l’altroieri sera, ai piedi del Vesuvio, ha conquistato l’Italia del calcio a cinque femminile per la terza volta nelle ultime cinque annate. C’è voluta la lotteria dei rigori, che il capitano di mille battaglie ha archiviato con un tiro potente.

La battaglia, tenutasi sul rettangolo di Cercola, è stata giocata ad un ritmo pazzesco. Furia e tecnica sono andati in diretta satellitare. I tiri glaciali dal dischetto del Real hanno fruttato il verdetto dopo tempi regolamentari e supplementari chiusi nel limbo del pari. Abbattuta la Virtus Ciampino Roma: 7-6. «Una bestiaccia che ci ha fatto soffrire. Un pizzico di fortuna ci ha tolto dall’abisso di una possibile sconfitta. Ma la fortuna ce la siamo guadagnata credendoci sino alla fine» dice Susy Nicoletti, bomber delle finali tricolore con 5 sigilli. La giocatrice che mister Marzella scovò a Parabita (estremo oriente della Puglia) su un campetto targato Uisp, ha ubriacato la difesa romana nella prova senz’appello. Per tre volte di fila, come una maniaca del futsal, l’attaccante dal sorriso beffardo ha pareggiato i conti. Illusori i vantaggi della Virtus. «Abbiamo sofferto nel primo tempo, durante il quale il nostro portiere è stato mitico. Ma nella ripresa è piombato sul rettangolo il vero Real».

Non è certo famoso nel mondo come il Madrid, ma il Real Statte è ora il faro del calcio a cinque femminile italiano. La luce in campo, sa come accenderla il capitano D’Ippolito, che fa i complimenti all’estremo difensore Valentina Margarito. Una garanzia, che corre su spalle larghe e mani grandi. Un altro dei segreti di una squadra che vanta il maggior numero di titoli in Italia (tre scudetti, due supercoppe italiane, una Coppa Italia nazionale, undici campionati regionali e dieci coppe Italia regionali), da quando nel 1994 è stata partorita da Tony Marzella, odontotecnico appassionato di calcio a cinque. Molte le partite miste (prima dei tornei ufficiali), giocate per pur divertimento al campo Montetermiti. Il quartier generale immerso in un polmone verde. Isola felice che contrasta col grigiore dell’Ilva, che domina austera ad un passo. Ma le donne del Real non se ne crucciano. Corrono da un quindicennio. La fame è ancora tanta, come svela la Nicoletti, diventata ormai cittadina di Statte: «Vogliamo il grande slam, che mai nessuna squadra in Italia del calcio a cinque ha concretizzato».

Appuntamento a settembre con la finale che vale la Coppa Italia. Preci o Pescara (c’è un duello giuridico in corso) l’avversario da mettere alla sbarra. «Se ce la faremo? Non sarà facile, ma la voglia è tanta». Per pensare alla Coppa Italia c’è tempo. Giovedì lo Statte volerà a Barcellona per un torneo internazionale in programma dal 4 al 6 luglio. «È il nostro premio allo scudetto. Una bella vacanza in Spagna» dice la D’Ippolito.

L’unica stattese del gruppo, sposata, con la figlia Sara di due anni che si porta appresso in ogni trasferta, come tutte le compagne non vive di calcio a cinque. «Qui nessuno prende un euro. Io mi mantengo come assistente in uno studio dentistico. Il calcetto lo pratico per passione. Potrei andare a giocare in altre società che assicurano gli stipendi a partire dal Martina. Invece io e le mie compagne siamo orgogliose di giocare nello Statte. Da sempre è la nostra famiglia». Tecnica e passione. La mistura vincente del Real campione d’Italia.

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