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Lunedì 25 Settembre 2017 | 15:26

De Canio coccola Munari «L’uomo giusto per noi»

Il tecnicodel Lecce: «La prima cosa da fare sarà guarire perfettamente. Per quanto riguarda Cacia non ho ancora parlato con lui, ma ho letto sul vostro giornale le dichiarazioni del suo agente secondo cui il ragazzo è entusiasta di restare. Se dovesse essere così non può che farmi piacere. Anche se poi bisognerà vedere come si evolve il mercato. Mesbah ha qualità e voglia di riscatto. Sì, cerchiamo esterni puri»
De Canio coccola Munari «L’uomo giusto per noi»
LECCE - Mister De Canio, le prime significative operazioni di mercato hanno portato al rinnovo delle comproprietà di Munari e Cacia. Faranno parte del progetto?
 
«Munari certamente sì, fra l’altro esce da un infortunio e la prima cosa da fare sarà guarire perfettamente. Per quanto riguarda Cacia non ho ancora parlato con lui, ma ho letto sul vostro giornale le dichiarazioni del suo agente secondo cui il ragazzo è entusiasta di restare a Lecce. Se dovesse essere così non può che farmi piacere. Anche se poi bisognerà vedere come si evolve il mercato».
 
Per Caserta e Castillo si rincorrono voci di partenza e poi invece di riconferma. Che ne sarà?
 
«Fermo restando che, personalmente, non posso essere che essere contento se restassero, il presidente ha parlato in maniera chiara: non ci possiamo più permettere certi ingaggi. È chiaro che potrebbero anche restare, ma bisogna anche tenere conto del tetto dei 19 giocatori della rosa e renderla omogenea nei ruoli. Anche Zanchetta e Ariatti potrebbero esserci utili, ma sulla specificità dei ruoli non si può transigere».
 
Sta per arrivare Mesbah. Perchè lo ha ritenuto utile allo scopo?
 
«Mesbah è un esterno di centrocampo, un mancino, dotato di una buona rapidità nella corsa e molto dotato tecnicamente. Ha le qualità che servono a noi per interpretare quel ruolo. E poi ha anche le giuste motivazioni. Viene da un’annata che per lui è stata molto soddisfacente, meno per la società che è retrocessa. Ma proprio per questo credo abbia la voglia per emergere e riscattarsi».
 
Lei sta insistendo molto sugli esterni. Convinzione quindi nel 4-4-2?
 
«Sto insistendo sugli esterni perchè non ne avevamo. L’anno scorso abbiamo sempre fatto giocare giocatori che si adattavano . A parte Munari, l’unico che poteva interpretare quel ruolo, gli altri, Giacomazzi, Caserta, Angelo, che pure hanno fatto del loro meglio, erano interpreti occasionali, prestati a quella mansione. Poi il modulo è relativo, puoi chiamarlo 4-4-2 o 4-2-4 non cambia molto».
 
La scorsa settimana aveva lamentato un mancato coinvolgimento nella gestione del mercato. Si è tutto appianato?
 
«Come ha detto il presidente con la sua saggezza, quando si dà l’avvio ad un rpogetto, possono esserci degli equivoci e dei fraintendimenti. Ce ne potranno essere anche in futuro, comunque, al momento è tutto abbondantemente chiarito».
 
Non sembra che le concorrenti si stiano particolarmente attrezzando. L’obiettivo della serie A resta a medio termine oppure si può fare un pensiero per l’immediato?
 
«Noi dobbiamo essere corenti. La strada che abbiamo intrapreso è questa e non si può cambiare di punto in bianco gli obiettivi in base a quello che starebbero facendo gli altri. È chiaro che nel calcio può succedere qualsiasi cosa e noi non rinunceremo certamente ad ottenere dei successi, ma dobbiamo seguire la linea che ci siamo dati».
 
Il Milan taglia i costi, il presidente del Palermo Zamparini propone un abbattimento degli ingaggi. Questo avvalora che la scelta del Lecce è il futuro del calcio?
 
«Quando il presidente Semeraro lo ha detto tempo fa ed io ho accettato questa strada, lo abbiamo fatto senza pensare agli altri. Per altro il Milan e Zamparini ci sono arrivati dopo».
 
Ma il fatto di non essere soli, vi conforta sulla possibilità di coniugare il bilancio cojn i risultati sportivi?
 
«Io penso che non ci doveva essere bisogno di una grave crisi finanziaria per capire che bisognava andare in questa direzione. Questa politica non deve essere contingente ad una situazione difficile, ma deve essere una filosofia aziendale che accompagna il comportamento di una società. Non è solo ridimensionamento dei costi, ma un modo di operare, in base alla propria dimensione, per raggiungere degli obiettivi economici e sportivi.

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