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Bari, caccia aperta ai rinforzi di qualità

Chi pensava che il nuovo tecnico Ventura fosse un tipo abbastanza malleabile (forse) dovrà ricredersi. Erano in molti a credere che l’allenatore genovese avrebbe avallato in toto, e senza battere ciglio, le strategie societarie, per la maggior parte dei baresi tese al massimo risparmio. Presto per dire come andrà a finire, visto che il mercato è agli inizi e che il campionato comincia il 23 agosto
Bari, caccia aperta ai rinforzi di qualità
di ANTONELLO RAIMONDO

BARI - Chi pensava che Gianpiero Ventura fosse un tipo abbastanza malleabile (forse) dovrà ricredersi. Erano in molti a credere che l’allenatore genovese avrebbe avallato in toto, e senza battere ciglio, le strategie societarie, per la maggiorparte dei baresi tese al massimo risparmio. Presto per dire come andrà a finire, visto che il mercato è appena agli inizi e che il campionato comincia il 23 agosto, ma è già qualcosa che l’ex tecnico del Pisa abbia chiesto e ottenuto garanzie sulla necessità di un’ulteriore e robusta iniezione di rinforzi.

Il progetto di Ventura è cominciato con la richiesta di due calciatori per reparto, più un secondo portiere. Sette in tutto che, sommati agli altri cinque colpi già in archivio (Alvarez, Carobbio, Langella, Barreto e Belmonte, senza contare il cavallo di ritorno Salvatore Masiello), fanno dodici operazioni in entrata. Guarda caso proprio il numero che Vincenzo Matarrese, nel giorno dell’annuncio della rottura con Conte, non aveva esitato a definire spropositato perché «questa è la squadra che ha vinto la serie B con grande autorità» e perché «io a questi ragazzi sono molto affezionato».

Meglio così, comunque. Perché sul fatto che questo gruppo andasse abbondantemente ritoccato crediamo non ci possano essere dubbi. Non ne aveva Conte, non li hanno nemmeno Ventura e lo stesso Perinetti che, tra l’altro, si era espresso chiaramente in tal senso ancor prima del ribaltone.

Chiaro che il bello viene ora. C’è da individuare le pedine giuste e, soprattutto, di fare i conti con un budget che non si fa fatica ad immaginare tutt’altro che robusto, anzi. Sono ancora molte le pedine chiave che servono a questo Bari. Una punta dal gol facile, per esempio. Ma anche un regista di centrocampo, un esterno d’attacco e almeno un difensore centrale. Acquisti da non fallire, costi quel che costi.

La garanzia, inutile nascondersi, è rappresentata da Giorgio Perinetti, che da grande intenditore di calcio qual è saprà sicuramente quali piste battere pur di rafforzare il gruppo da consegnare a Ventura alla vigilia di una stagione dove non sono ammessi passi falsi alla luce della nuova e vantaggiosissima spartizione delle risorse derivanti dalla vendita dei diritti televisivi.

Per quel che concerne la difesa i nomi sono sempre quelli. Il primo obiettivo continua a essere Diamoutene ma pare ci siano contatti con l’Inter per il prestito di Rivas. Non è completamente tramontata nemmeno l’ipotesi Aronica. Rinaudo e Bonucci gli altri nomi che quotidianamente vengono accostati al Bari.

Meno fervida la «fantasia» dei media per i rinforzi di centrocampo. Fallita l’opzione Obodo, Perinetti va a caccia di un mediano di spessore, che possibilmente sappia coniugare qualità e quantità. Gazzi e De Vezze figurano nella lista dei confermati, Donda non si sa quando potrà tornare e Carobbio non può bastare. Ecco perché Ventura chiede un acquisto di «peso». Oltre a un altro esterno bravo nel saltare l’uomo e nell’accendere la manovra offensiva. La tentazione è Cerci, il talento che la Roma potrebbe girare al Bari in prestito ma solo dopo la prima parte del ritiro.

La questione attacco è sempre quella più gettonata tra i tifosi. Maccarone costa troppo, non se ne farà nulla. Peccato, perché la trovata di Perinetti non era malvagia, anzi. Piace Pozzi, che l’Empoli ha messo sul mercato. Ma sul taccuino del diesse ci sono sicuramente altri nomi. Uno di questi è Castillo, l’argentino esploso a Gallipoli e che Gianluca Petrachi ha portato a Pisa, guarda caso con Ventura in panchina. Con Kutuzov l’argentino fece faville. Ma quella era serie B. Chissà.

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