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Venerdì 20 Ottobre 2017 | 08:42

Ventura, «sì» al Bari Parte la nuova sfida

C’è l’accordo (contratto annuale più l’opzione a favore del club pugliese per l’eventuale seconda stagione) e anche la condivisione del programma. Il tecnico genovese è sotto contratto con il Pisa fino al 30 giugno e non può ancora parlare da allenatore del Bari. Ma è una formalità. Possibile che Ventura sia a Bari già domani. ìBarreto e Langella, c’è la firma. Riscattati Galasso e Volpato
Ventura, «sì» al Bari Parte la nuova sfida
di Antonello Raimondo
 
BARI - Gianpiero Ventura e il Bari si sono detti «sì» ieri mattina, a Roma. C’è l’accordo (contratto annuale più l’opzione a favore del club pugliese per l’eventuale seconda stagione) e anche la condivisione del programma. Il tecnico genovese è sotto contratto con il Pisa fino al 30 giugno e non può ancora parlare da allenatore del Bari. Ma è una formalità.
 
Possibile che Ventura sia a Bari già domani. E che magari possa essere presentato alla stampa martedì o, al massimo, mercoledì. Con Perinetti s’è parlato un po’ di tutto, evidentemente non solo di questioni inerenti il contratto del tecnico e del suo staff (con lui ci sono anche 3 collaboratori: il vice Sullo, il preparatore dei portieri Zinetti e il preparatore atletico Innocenti). Il diesse ha sottoposto a Ventura la rosa biancorossa. Facile che già nelle prossime ore si avrà un’idea più chiara sulle intenzioni dell’allenatore sui calciatori da confermare e quelli cedibili.
 
Qualcosa, però, già emerge. Ventura punta moltissimo sul rilancio di Rivas e Salvatore Masiello. Praticamente certa la conferma di De Vezze, anche alla luce dell’incertezza legata alle condizioni fisiche di Donda. Ventura ha espresso a Perinetti la necessità di rinforzare la squadra con sei acquisti: due difensori, due centrocampisti e due attaccanti. Ma non è finita: arriverà anche un portiere. Non una prima scelta, però. Gillet sarà il titolare, al suo fianco qualcuno che dia maggiori garanzie di Santoni.
 
Ieri, intanto, si è risolta la questione relativa alle buste. Sia Galasso che Volpato sono, ora, tutti del Bari. Prevedibile l’esito che riguarda il jolly laziale, meno quello dell’attaccante toscano. Volpato, in ogni caso, non resterà a Bari. Perinetti cercherà di trovargli una sistemazione adeguata dopo che l’ex juventino ha fallito anche la chance Piacenza. Diversa, invece, la questione Galasso. Possibile che almeno lui resti. Anche se, prima di parlarne, conviene attendere l’assenso di Ventura. Una bella notizia, infine. In serata è arrivata la notizia delle firme di Barreto e Langella.
 
Trattative. Difficile che il Bari possa arrivare a Maccarone, che costa troppo. A Ventura piace Cerci che, però, andrà in ritiro con la Roma. Alla luce dei buoni rapporti con Spalletti non è da escludere che ad agosto il talentuoso mancino possa arrivare a Bari.
 
Galasso era ormai al passo d’addio. Conte aveva fatto le sue scelte e lui non rientrava nel progetto dell’allenatore salentino. Poi il ribaltone.
 
Soddisfatto dell’esito delle buste?
 
«Bari rappresentava la mia priorità».
Cosa cambia con Ventura?
 
«Da quel che mi ha detto il procuratore, il mio futuro dovrebbe essere a Bari».
 
Punta a riprendersi il Bari?
 
«Non sono un fenomeno, ma nemmeno un brocco. Penso di poter essere utile. A Bari sono stato benissimo. Certo, l’anno scorso...».
 
Molti credono che tra lei e Conte ci sia qualcosa di personale. Cosa c’è di vero?
 
«Nulla, mi piacerebbe se i baresi mi credessero. Il mister ha solo fatto delle scelte calcistiche. Mi è dispiaciuto stare a guardare, ma ho sempre accettato le decisioni del tecnico».
 
Come giudica la lunga telenovela Conte?
 
«L’impressione è che non sia stata gestita benissimo».
 
Si sente terzino o esterno «alto»?
 
«Vorrei continuare il mio percorso da difensore. So che devo ancora migliorare, soprattutto nella gestione della fase di contenimento. Non ero Zambrotta un anno fa, però nemmeno uno che fa fatica ad andare in panchina in serie B. Guardo avanti. Senza rancore».
 
Cosa pensa del Conte allenatore?
 
«Bravissimo. Uno da grande squadra, per intendersi».
 
Anche se non faceva giocare Galasso?
 
«E cosa c’entra questo? Lei mi ha chiesto cosa penso di Conte e io le ho risposto che è un grande allenatore».

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