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Bari ancora al palo  il mercato non parte

di ANTONELLO RAIMONDO
Il telefono di Giorgio Perinetti squilla invano fino alle dieci di sera. Si diceva potesse essere un giorno importante nella trattativa che si spera possa riportare a Bari Vitor Barreto. Si diceva, infatti, che da Udine aspettavano una risposta definitiva dal club della famiglia Matarrese di fronte a una offerta-acchetto (oltre al brasiliano anche Obodo, Langella e Salvatore Masiello, prendere o lasciare) che ha, evidentemente, spiazzato l’entourage barese
Bari ancora al palo  il mercato non parte
di ANTONELLO RAIMONDO

BARI - Il telefono di Giorgio Perinetti squilla invano fino alle dieci di sera. Si diceva potesse essere un giorno importante nella trattativa che si spera possa riportare a Bari Vitor Barreto. Si diceva, infatti, che da Udine aspettavano una risposta definitiva dal club della famiglia Matarrese di fronte a una offerta-acchetto (oltre al brasiliano anche Obodo, Langella e Salvatore Masiello, prendere o lasciare) che ha, evidentemente, spiazzato l’entourage barese, fermo alla base di accordo limitata a Barreto e Obodo. I giorni continuano a scivolare via, ma di certezze nemmeno l’ombra. È ancora presto per parlare di difficoltà, visto che il mercato si chiuderà tra più di due mesi. Ma è indubbio come qualcosa si sia inceppato nelle strategie biancorosse. I soliti ben informati raccontano di un’aria abbastanza imbarazzata dalle parti del «San Nicola» con Matarrese, Conte e Perinetti che non sembrano sulla stessa lunghezza d’onda in merito alla questione mercato. Sarebbe importante capire, ad esempio, quali siano i reali obiettivi del Bari e quale il budget da affidare alle sapienti mani di Perinetti, che intanto oggi è atteso a Milano. 

Di giocatori bravi in giro ce ne sono. E di Conte. I giocatori bravi, però, costano. E non tutti possono essere ingaggiati con la formula del prestito. Maccarone, ad esempio. A lui ha pensato per primo il direttore sportivo, che conosce molto bene l’attaccante del Siena. Maccarone, però, ha una valutazione importante. Si sussurra di una cifra vicina ai sette milioni di euro. Idem Brienza: Foti ha «sparato» quattromilioni, non un euro in meno. E che dire dei tre milioni e mezzo necessari per avvalersi delle prestazioni di Diamoutene? La lista è lunga, si potrebbe continuare all’infinito. 

Sono bravi, anzi bravissimi, anche Abate e Meggiorini. Ma quanto il Bari sarà in grado di reggere l’urto delle concorrenti? E quanto il ritrovato appeal del club biancorosso potrà bastare in assenza di «argomentazioni » forti? Non è un mistero, tanto per restare alla strettissima attualità, che su Obodo ora ci sia anche il Parma, un club che ha ingaggiato Panucci, che è vicinissimo a Di Natale e che non ha perso le speranze di ingaggiare un certo Acquafresca. Insomma, non siamo ancora all’allarme rosso ma è bene che in casa Bari ci si dia una mossa. Se davvero si vuole dare concretezza alla «necessaria rivoluzione» a cui hanno fatto più volte accenno sia Perinetti che Conte. 

Vincenzo Matarrese, infine. Negli ultimi tempi non si registrano sue dichiarazioni, ma crediamo che in un momento così sarebbe importante ascoltare il suo punto di vista. Ieri, intanto, c’è stato un mini summit in sede tra presidente, tecnico e direttore sportivo. Per parlare del ritiro e, si spera, anche di acquisti. Prima che, però, in serata arrivasse la «tramvata» del ballottaggio che ha visto Michele Emiliano vincere largamente (venti punti di scarto a favore del sindaco uscente) sullo sfidante Simeone Di Cagno Abbrescia. Non una bella notizia per la famiglia Matarrese, scesa in campo in maniera decisa nella tornata amministrativa che ha riguardato il Comune di Bari. Con tanti tifosi che, ora, temono un ridimensionamento dei programmi tecnici alla luce di questa sconfitta. Per questo e per tant’altro sarebbe importante capire. La serie A resta un patrimonio da difendere a tutti i costi. Il resto conta poco. Anzi nulla. 

ADDIO SPERANZE - Ieri sera, intanto, sono cadute le ultime speranze di poter convincere Guberti ad accettare la proposta del Bari. L’esterno marchigiano, infatti, si è legato con la Roma ponendo la firma su un contratto quadriennale. Guberti, com’è noto, era in parola con il club giallorosso sin dal suo arrivo a Bari nel mercato di gennaio. Il suo feeling con Conte aveva, però, aperto il cuore alla speranza dei tifosi baresi. Nulla da fare. Guberti giocherà nella capitale.

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