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Italia piccola piccola  il Brasile ci umilia

Alla Confederation cup del Sudafrica una squadra molle e senza idee perde 3 a 0, per un tracollo quasi annunciato. Una sola vittoria, e nemmeno limpidissima, per la «stagionata» nazionale di Lippi che ora finirà inevitabilmente sotto processo
• Lippi non cerca scuse
• La brutta figura già fatta con l'Egitto
Italia piccola piccola  il Brasile ci umilia
ITALIA-BRASILE 0-3 

ITALIA (4-3-3)Buffon; Zambrotta, Cannavaro, Chiellini, Dossena; Montolivo (1’ st Pepe), De Rossi, Pirlo; Camoranesi, Iaquinta (38’ pt Rossi), Toni (12’ st Gilardino). In panchina: Amelia, Grosso, Legrottaglie, Santon, Gamberini, Palombo, Gattuso, Quagliarella, De Sanctis. Allenatore: Lippi. 

BRASILE (4-2-3-1)Julio Cesar; Maicon, Lucio, Juan (24’pt Luisao), Santos; Gilberto Silva (39’st Kleberson), Felipe Melo; Ramires (42’ st Josuè), Kakà, Robinho; Luis Fabiano. In panchina: Victor, Gomes, Kleber, Dani Alves, Miranda, Elano, Pato, Julio Baptista, Nilmar. Allenatore: Dunga. ARBITRO: Archundia (Messico). 

RETI: 37’ e 43’ pt Luis Fabiano, 45’ pt aut. Dossena. 

PRETORIA (SUDAFRICA) - Tutti al mare, anche se per un solo gol di differenza nei confronti degli USA. Un’ine - zia che non può tuttavia occultare il disastro della partita contro un Brasile ben più forte, che peraltro non battiamo dal 1982, ai Mondiali di Spagna. Gli azzurri son rimasti ancora a bocca asciutta, mostrando anche la corda sul piano fisico, oltre che tecnico. Lippi aveva scelto Dossena sul fianco sinistro della difesa, Montolivo a centrocampo e Camoranesi in avanti. Il difensore non si è dimostrato in grande serata, come Iaquinta, sostituito da Rossi. Dunga aveva scelto Ramirez (molto bravo) a destra in attacco. È stata una opzione felice. Ma del resto, dopo un inizio in lieve affanno (tiro di Camoranesi) e qualche tentativo di pressione, l’Italia è scomparsa. U n’azione Fabiano-Ramirez ha travolto la difesa azzurra e l’esterno destro ha colpito il palo al 6’. L’uscita di Juan, infortunato e sostituito da Luisao, lungi dall’impensierire la squadra di Dunga, l’ha invece spingere pericolosamente in avanti colpendo un altro palo (tiro di Lucio, deviato da De Rossi al 33’), costringendo Buffon a una paratissima su bordata di Lucio al 34’ e segnando ben tre volte negli ultimi otto minuti del primo tempo. Maicon e Felipe Melo (un calcetto a Chiellini) hanno dato vigore alla manovra verde- oro e al 37’ il terzino dell’Inter ha dato a Luis Fabiano che ha superato Cannavaro (fuori tempo) trafiggendo Buffon. Al 43’Robinho- Kakà e Luis Fabiano hanno travolto Chiellini, Cannavaro e Dossena e la punta brasiliana ha siglato il bis. Al 44’, Robinho è andato via sulla sinistra, ha centrato basso e Dossena, con un intervento a scivolone ha messo fuori causa Buffon. Un disastro la difesa azzurra, poco incisivi centrocampo (male Montolivo, anonimo De Rossi) e attacco. Dopo Rossi nella ripresa Lippi ha inserito Pepe accentrando Camoranesi. Flebili tentativi di riscossa, ma è sembrato tutto velleitario. Lippi ha pensato allora a Gilardino (perToni), ma gli errori sono stati fatti a monte. In tre partite l'Italia ha giocato solo due mezze partite bene, contro USA (ripresa) e Egitto (finale). Nella ripresa reazione d’orgo glio della squadra azzurra che ha cercato di colpire con Rossi (J.Cesar due grandi parate), Gilardino (esterno destro su cross da sinistro: parato),maanche Kakà ha sfiorato il gol con una botta da fuori. Le notizie del risultato di USAEgitto a questo punto hanno fatto sì che bastasse segnare un gol per quaslificarsi. Un’uscita maldestra di J.Cesar su Gilardino con palla che è finita a Pepe sulla destra, non è stata sfruttata, come un tiro di De Rossi al 91’. Italia troppo stanca con Buffon che ha preso una difficile palla di Kakà e un gol decisivo che gli azzurri non sono stati capaci di segnare. I nostri così tornano a casa quindi quasi da ex campioni del mondo. In un anno Lippi dovrà rinnovare quella che è stata definita la squadra dei «vecchietti», etichetta che ha fatto andare in bestia il clan azzurro. Qualche nome nuovo c’è già (Santon, Rossi), ma forse il c.t. avrebbe dovuto essere più spregiudicato, incidendo più profondamente. Dovrà farlo adesso, per difendere davvero il titolo l’an - no prossimo proprio qui in Sudafrica, dove in Confederations quella con l’Egitto è arrivata una sconfitta che ci ha fatto scendere dal piedistallo: una sconfitta istruttiva e da non dimentic are.

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