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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 12:58

Gallipoli senza stadio «Non facciamo la B»

Al presidente Vincenzo Barba non sta bene che il Gallipoli giochi tutte le gare interne a Lecce e minaccia addirittura di non presentare la squadra al campionato cadetto di calcio: «Abbiamo bisogno di uno stadio nella nostra città. Due squadre di serie B che usufruiscono della stessa struttura possono creare dannosi dualismi tra le tifoserie e io ci tengo all’amicizia con Giovanni Semeraro»
Gallipoli senza stadio «Non facciamo la B»
GALLIPOLI - Il solito esuberante Barba. Quando il presidente scioglie la lingua è un fiume in piena, una valanga che travolge tutti. Ce l’ha con mezzo mondo. A due mesi dall’inizio del campionato di serie B lo stadio è in alto mare e lui minaccia: «Non mi impone nessuno di giocare in serie B. Se devo andare un anno intero a Lecce a disputare le gare interne, è meglio rinunciare. Perché no? Potrei ritirare il Gallipoli e sarei capace di farlo. Non sono Agnelli o Berlusconi. E se decido di non giocare in B nessuno venga più a parlarmi di calcio. Non vorrò vedere nemmeno un pallone. In fondo, non vivo di calcio».

Vincenzo Barba spiega i motivi che lo vorrebbero tenere lontano da Lecce: «Siamo due club di serie B e si creerebbe un dualismo, quasi una guerra civile tra gli ultras che a me non starebbe bene. Sono amico fraterno di Giovanni Semeraro e non mi va di rovinare l’amicizia con lui. Fossimo stati lui in A e io in B sarebbe stata un’altra cosa».

Il presidente e parlamentare continua a sfogarsi: «Da quando siamo andati in B - dice - ho assistito ad una processione di gente. Chi è venuto a raccomandarmi una società che gestisce i tornelli, chi la nuora. Sono nauseato. Nessuno che si sia fatto avanti per dire che mi avrebbe dato una mano, che magari avrebbe cercato sponsor».

Barba si sente isolato, nei giorni scorsi non ha risparmiato nemmeno l’amministrazione comunale. Non ha citato il Comune, ma ha sottolineato le inadempienze delle istituzioni, ed è ovvio il riferimento all’amministrazione di palazzo Balsamo, dove governa il centrodestra di cui lui è tra l’altro parlamentare.

Difficile, comunque, credere che il Gallipoli rinuncerà alla B. Il suo sembra uno sfogo, sia pure comprensibile.

«Dopo il recente sopralluogo della Lega calcio, ho detto che un conto sarebbe stato giocare a Lecce poche partite, in attesa della sistemazione del nostro stadio. Ma se c’è il rischio di giocare tutto l’anno, allora no. Vi rendete conto di quante spese in più dovrei sopportare? Eppoi, avremmo problemi logistici con il Lecce. Entrambe le squadre dovranno allenarsi al via del mare e la coabitazione sarebbe impossibile».

L’allenatore Giuseppe Giannini, intanto, sarà a Gallipoli domani e lunedì: «Spero di poter incontrare il presidente - dice il trainer della storica promozione in B - Sarò nel Salento per ritirare alcuni effetti personali e ci terrei a parlare col presidente. E’ giusto che lui mi faccia capire se mi ritiene ancora utile alla causa del Gallipoli o meno».

A Gallipoli, nel frattempo, circola la voce che vorrebbe sulla panchina Roberto Rizzo, indiscrezione legata probabilmente all’amicizia tra Rizzo e il direttore sportivo Gino Dimitri. Ma nulla di più.

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