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Martedì 24 Ottobre 2017 | 09:43

Tre ipotesi per il Taranto messo in vendita da Blasi

L’indiscrezione rimbalza da Palazzo di Città. L'attuale patron del club di calcio (Prima Divisione) vuole mollare: questo è il dato di partenza. Poi c'è la valutazione economica sulla società, del titolo sportivo e dei debiti, ma anche dei crediti e del parco giocatori, pari a 2 milioni, 2 milioni e mezzo. Infine c'è la lotta contro il tempo: fra 18 giorni scade il termine per iscrivere la squadra
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Tre ipotesi per il Taranto messo in vendita da Blasi
di Giuseppe Dimito

TARANTO - Tre ipotesi di subentro, ovvero tre imprenditori locali avrebbero manifestato interesse nei confronti della Taranto Sport, messa in vendita dal presidente Blasi. L’indiscrezione rimbalza da Palazzo di Città, pur non trovando conferma ufficiale in alcun amministratore comunale. Massimo riserbo, insomma, attorno ad una vicenda i cui sviluppi non sembrano prevedibili. Blasi vuole mollare: questo è il dato di partenza. Poi c'è la valutazione economica sulla società, fatta dal dott. Luca Vinciguerra, commercialista del presidente rossoblù, del titolo sportivo e dei debiti, ma anche dei crediti e del parco giocatori, pari a 2 milioni, 2 milioni e mezzo. Infine c'è la lotta contro il tempo: fra 18 giorni scade il termine per iscrivere la squadra al prossimo campionato di Prima Divisione. Dice il vicesindaco Cervellera: «Blasi ha chiesto il nostro aiuto e noi ci siamo immediatamente attivati. Ribadisco, tuttavia, che serve l’iscrizione. Subito dopo ne riparleremo. Del resto non si possono compiere certi atti in poco tempo».

Fra i documenti necessari per partecipare alla Prima Divisione, c'è la lettera di disponibilità del Comune all’uso dello Iacovone. Negli anni scorsi la trattativa è stata burrascosa. Quest’anno cosa accadrà?

«Noi avanziamo dalla Taranto Sport i soldi per l’uso delle stagioni precedenti. E’ giusto che Blasi ci venga incontro in qualche modo, dimostrando buona volontà nei nostri confronti. Non dimenticate che il nostro Comune viene da un forte dissesto e che abbiamo speso una somma non trascurabile per metterlo a norma».
Ci sono progetti per l’utilizzo delle aree interne dello Iacovone.
«Vorremmo trarre profitto da questo nostro bene dandolo in gestione secondo quanto prevede la legge. Damiano Montervino ci ha fatto già richiesta. Ma c'è pure qualche altro che si è avvicinato».

Tornando al fronte imprenditori interessati, s'era sparsa la voce di un possibile interessamento di Graniglia, sponsor del Taranto negli anni scorsi. Ma l’interessato nega: «Sono vicino alla città ed ai tifosi essendo un tarantino, ma non sono interessato alla trattativa. Neppure se me lo chiedesse il sindaco Stefàno. Del resto se un imprenditore vuole acquistare il Taranto, va direttamente da Blasi».

La situazione resta confusa e, dunque, aperta a tutte le soluzioni. Purtroppo anche a quella più negativa, ossia alla non iscrizione. Lo ha detto Luca Vinciguerra: «Blasi è stanco. Vuole mollare. Non so se iscriverà la squadra al prossimo campionato». Il diggì Iodice ribadisce: «Da lunedì Barasso, Di Bari, Prosperi, Marolda e Nordi potrebbero essere costretti a cercarsi un’altra squadra». Aggiungere che bisogna far presto non è superfluo. Considerati i tempi ristretti e la non brevità nel concludere la trattativa per il subentro a Blasi, si deve concludere che l’imprenditore manduriano farebbe bene ad iscrivere la squadra al campionato. Una volta superato questo pur difficile ostacolo, si potranno effettuare tutte le trattative necessarie per il passaggio delle consegne. Cosa cambierebbe sul piano pratico? Cedere il club rossoblù a giugno o a luglio, non muterebbe l’obiettivo di Blasi che è quello di vendere.

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