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La Basilicata si riscopre terra feconda di arcieri

Nell’ultimo biennio la regione ha rivaleggiato con rappresentative ben più corpose. La Federazione di tito con l'arco lucana conta otto società e 170 atleti, numeri in aumento nell’ultimo biennio, grazie alla delegazione guidata dal presidente Spera. La società numerosa è l’Arcieri Lucani Potenza, con 58 tesserati. Corposa anche la rosa di due società giovanissime, come l’Arcieri delle Tre Torri di Viggiano (20) e l’Arcieri di Monte Calvo Pescopagano (19)
La Basilicata si riscopre terra feconda di arcieri
di Antonino Palumbo
 
POTENZA - È nato come un utensile da caccia, nel 46.000 avanti Cristo. Ha attraversato secoli e millenni, vivendo da protagonista la «Guerra dei 100 anni» tra Francia e Inghilterra, la lotta per la sopravvivenza degli Indiani d’America e il mito di Robin Hood. Poi, agli inizi del ventesimo secolo, è diventato un attrezzo sportivo. Ma la lunga e travagliata storia dell’arco ha fatto sì che, nel 1961, il tiro con l’arco potesse essere definito, dalla neonata Federazione Italiana, il più antico degli sport moderni.

In Basilicata il movimento arcieristico fu promosso, all’inizio degli anni Ottanta, dall’associazione Materarco che portò la disciplina prima nella provincia e poi su tutto il territorio regionale. Col tempo sono arrivati gli exploit sia nell’individuale, con Marco Minola (campione italiano indoor juniores nella divisione Compound nel 1998 e 2000 e tricolore Fita 1999), che ha anche stabilito quattro record italiani ed è giunto quarto ai Mondiali del 2000, sia con la squadra Aquarium Team Potenza (bronzo nel 1999 e oro nel 2000, con Minola-Di Nuzzo-Calabrese).

Oggi la Fitarco lucana conta otto società e 170 atleti, numeri in aumento nell’ultimo biennio, grazie al capillare lavoro di promozione, svolto sul territorio dalla delegazione regionale guidata dal giovane presidente Luciano Spera. La società numerosa è l’Arcieri Lucani Potenza, con 58 tesserati. Corposa anche la rosa di due società giovanissime, come l’Arcieri delle Tre Torri di Viggiano (20) e l’Arcieri di Monte Calvo Pescopagano (19). Poi ci sono la Venosa ’06 (17), l’Arcieri Bernalda (17), l’Arcieri Tre Colli di Grassano (15), l’Aquarium Team (14) e «Il Nibbio» di Cancellara (10).

Le donne sono 35, gli uomini 135. La categoria più affollata è la Seniores, dove prendono la mira 74 uomini e 19 lady, per un totale di 93 arcieri. I Master sono 26 (24 uomini e 2 donne), 16 i Giovanissimi (10+6), 15 i Ragazzi (10+5), 14 gli Allievi (11+3) e 6 gli Juniores, tutti di sesso maschile.

Potenza, Bernalda, Cancellara, Venosa, Pescopagano, Grassano e Viggiano sono dunque le fucìne di giovani talenti che, ogni settimana, si confrontano sui campi di tiro del Sud della nostra penisola in una serie di competizioni che portano alla stesura di una ranking nazionale di ingresso ai campionati Italiani delle varie specialità. Sono proprio le classifiche degli eventi più recenti a dare ragione al lavoro svolto in Basilicata: dal quarto posto di Federica Romaniello ai Giochi della Gioventù, al secondo e terzo posto, nelle rispettive classi di appartenenza, di Antonio De Stefano e Federico Demeo alla Coppa Italia delle Regioni; dalla medaglia di bronzo ai campionati italiani Campagna del «solito» Demeo al quarto posto del veterano Michele Travierso, più diversi piazzamenti in altre gare prestigiose. «Nell’ultimo biennio – conferma Luciano Spera, presidente dell Fitarco lucana – abbiamo tenuto testa a regioni con numeri molto più grandi della nostra: la soddisfazione più grande è un nostro atleta che ribalta i pronostici».

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