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Sabato 21 Ottobre 2017 | 06:56

Gallipoli, i lamenti di Barba «Noi abbandonati da tutti»

Il presdiente: «Finiti i festeggiamenti per la serie B di calcio, finita l’euforia spariscono tutti coloro che economicamente e socialmente potrebbero e dovrebbero dare una mano per proseguire in questa avventura che non è soltanto sportiva. Facendo finta di non comprendere i sacrifici necessari a tenere in piedi un sodalizio sportivo nei campionati professionistici»
Gallipoli, i lamenti di Barba «Noi abbandonati da tutti»
di Giuseppe Albahari

GALLIPOLI«Da soli a doverci sobbarcare sulle spalle un peso troppo oneroso per le nostre possibilità»: il presidente del Gallipoli calcio, onorevole Vincenzo Barba, commenta amaramente che anche quest’anno la storia si ripete, malgrado lo storico traguardo raggiunto.

«Finiti i festeggiamenti, finita l’euforia - sostiene - spariscono tutti coloro che economicamente e socialmente potrebbero e dovrebbero dare una mano per proseguire in questa avventura che non è soltanto sportiva. Facendo finta di non comprendere i sacrifici necessari a tenere in piedi un sodalizio sportivo nei campionati professionistici, tutti coloro che sono ben pronti a salire sul carro del vincitore, non appena ci si attenderebbe da loro un sacrificio concreto e non effimero, spariscono».

L'appello non è solo al sostegno economico: il patron giallorosso contesta che «le istituzioni interessate, al di la di qualche battuta e di qualche boutade elettorale ed elettoralistica, facciano niente». Un trasparente riferimento all’amministrazione comunale, per altro politicamente affine al parlamentare Pdl, che comunque ha convocato per domani un consiglio sostanzialmente monotematico sullo stadio; mentre per oggi è atteso un sopralluogo all’«Antonio Bianco» degli ispettori della Lega calcio.

«È mortificante che l’impegno umano, economico e manageriale profuso, sia appeso al filo di valutazioni che hanno a che fare con la copertura di una tribuna o la sostituzione del manto sintetico. E poi, subito dopo, ci sono le incombenze economiche per l’iscrizione al nuovo campionato, il pagamento delle ultime mensilità degli atleti che ci hanno condotto in Serie B e l’approntamento del nuovo staff per l’anno prossimo, tutto ciò in una solitudine e in un silenzio assordante da parte di chi ci circonda: istituzioni, imprenditori, professionisti».

Un allarme già registrato in passato. Rientrerà? «No - sostiene Barba - stavolta la misura è davvero colma e saremmo disposti a fare più di un passo indietro se dovessimo accorgerci che la nostra sensibilità e la nostra moralità dovesse essere scambiate o confuse per dabbenaggine o munifica faciloneria».

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