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Lecce, nuovo progetto tra ambizione e giovani

Vuole tornare in A, ma non con onerose operazioni di mercato. Questa la strategia che il presidente Semeraro ha illustrato ufficializzando il tecnico De Canio, che ha firmato un contratto di quattro anni. «Serve una rifondazione - ha detto l’azionista di maggioranza del club - ma non sono più disponibile a investire le risorse che ho investito finora. De Canio allenatore e manager: «Fiducia alle risorse interne»
Lecce, nuovo progetto tra ambizione e giovani
di Massimo Barbano

LECCE - Il Lecce vuole tornare in serie A, ma con un proprio patrimonio atletico e non con azzardate e onerose operazioni di mercato. Questa la strategia che ieri il presidente Giovanni Semeraro ha illustrato, ufficializzando il tecnico Gigi De Canio che succede a sè stesso e che ha firmato un contratto di quattro anni. «Serve una rifondazione - ha detto l’azionista di maggioranza del Lecce - ma non sono più disponibile a investire in proprio per il calcio le ingenti risorse che ho investito finora. D’altra parte il Milan vende Kakà per salvare il proprio bilancio. La situazione finanziaria ha cambiato i patrimoni di milioni di persone».

La strada, quindi, è quella di valorizzare le risorse che verranno dal settore giovanile che andrà anch’esso rifondato andando a ricercare le risorse umane soprattutto in provincia.

Un progetto che, verosimilmente non potrà sortire i suoi effetti nell’immediato ma che comunque punta nel medio termine a riconquistare la massima categoria, però, questa volta restandoci. «Forse non quest’anno - ha detto Semeraro - ma al più presto possibile. E quando ci arriveremo, lo faremo con una dotazione propria di uomini, insomma un progetto dal quale autoalimentarci».

Il progetto è stato sposato da Gigi De Canio al quale è stato affidato un ruolo di allenatore-manager che sarà coinvolto nelle scelte societarie specialmente per quanto riguarda il mercato e l’organizzazione tecnica del settore giovanile. «L’ambizione - ha detto il tecnico - è quella di partecipare ad un progetto che coniughi il risultato sportivo e tecnico con quello economico. Sul mercato lavoreremo sulle specificità cercando il più possibile di evitare adattamenti».

Il settore giovanile poi, dovrà avere un ruolo di centralità. «Cercheremo di omogeneizzare l’aspetto tecnico del settore giovanile con quello della prima squadra - ha detto De Canio - giocando allo stesso modo, quando sarà necessario attingere a qualche ragazzo dalle squadre giovanili, questo non sarà un corpo estraneo».

Inevitabile un cenno al ritorno sui suoi passi da parte del tecnico che dopo Genova aveva dichiarato di lasciare il Lecce per allenare in serie A. «Nel nostro primo colloquio non ho avuto quelle impressioni che mi aspettavo e che poi si è visto che era nelle idee di entrambi - dice De Canio - quindi ho riflettuto qualche giorno e poi, per non tenere vincolata ancora la società ho trovato una scusa banale, quella di voler allenare in serie A, anche perchè non volevo porre condizioni a nessuno. Anche se qualcuno effettivamente mi aveva chiamato in serie A ma avevo rifiutato perchè non mi piaceva il progetto. Non ho fatto marcia indietro perchè nessuna squadra mi ha chiamato. Poi ci siamo rivisti e le nostre idee si sono incontrate perfetamente. Forse il modo in cui mi era stata prospettata l’idea in un primo momento era troppo stringata».

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