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Grottaglie, l’ira dei tifosi dopo la retrocessione

La caduta in Eccellenza, materializzatasi al “Città degli Ulivi” di Bitonto, ha avuto conseguenze poi edificanti. Un cospicuo numero di tifosi infatti ha atteso l’arrivo del pullman della squadra dinanzi allo stadio “D’Amuri”. L’accoglienza è stata “calda”. La maggior parte dei giocatori sono stati aggrediti verbalmente, ma, pare anche che ci sia stato qualche spintone di troppo. Inoltre, un gruppo di persone, ha fatto ingresso all’interno della sede arrecando danni alle suppellettili
Grottaglie, l’ira dei tifosi dopo la retrocessione
di Ciro Sanarica

GROTTAGLIE - La retrocessione in Eccellenza, materializzatasi domenica pomeriggio al “Città degli Ulivi” di Bitonto, ha avuto subito delle conseguenze poi edificanti. Un cospicuo numero di tifosi infatti ha atteso l’arrivo del pullman della squadra dinanzi allo stadio “D’Amuri”. L’accoglienza è stata “calda”. La maggior parte dei giocatori sono stati aggrediti verbalmente, ma, pare anche che ci sia stato qualche spintone di troppo. Inoltre, un gruppo di persone, ha fatto ingresso all’interno della sede arrecando danni alle suppellettili. Lo sfogo dei tifosi più accesi si è dunque materializzato in una maniera che possiamo solo condannare. Gli episodi di violenza, in qualunque forma, vanno stigmatizzati ed isolati, tanto più perché arrivano in un ambiente che li aborra.

Gli sportivi di Grottaglie hanno sempre dato prova di grande correttezza riuscendo a superare con intelligenza anche i momenti più difficili. Questo è senza dubbio uno dei più difficili degli ultimi tempi, dal momento che la serie D era divenuta un marchio distintivo della città grottagliese. La sconfitta per 1-0 a Bitonto, dove bisognava assolutamente vincere per evitare la retrocessione, in virtù del pareggio dell’andata e della peggiore posizione di classifica occupata rispetto ai baresi al termine della stagione regolare, ha sottolineato ancora una volta tutti i limiti stagionali dei biancazzurri.

Il tecnico Orlando la aveva così commentata al termine della partita. «Non meritavamo meno del Bitonto perché nell’arco di due partite loro hanno giocato al calcio solamente nei primi dieci minuti della partita di ritorno. Non abbiamo goduto di quel pizzico di fortuna necessario a concretizzare le occasioni create. La squadra ha dato tutto quello che poteva dare. Anche a Bitonto è stata schierata con tre punte, salvo finire la partita con cinque attaccanti. E’ una retrocessione che si sentiamo addosso e chiediamo scusa alla tifoseria».

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